IL FATTO

L’Ue blocca il Nimesulide. L’Italia lo “rende” rimborsabile

L’onorevole D’Incecco: «la rimborsabilità era già prevista, solo oggi è applicata»

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L’Ue blocca il Nimesulide. L’Italia lo “rende” rimborsabile
ROMA. Mentre l’Ue fa un passo indietro sul consumo del Nimesulide (il principio attivo alla base dei più comuni antidolorifici) per i trattamenti cronici, l’Italia entra a gamba tesa sul mercato rendendo il farmaco anche rimborsabile.

Per la precisione, il Bel Paese solo oggi decide di applicare la nota 66 per il trattamento di problematiche infiammatorie croniche di tipo osteoarticolare che già prevedeva da tempo un rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale per i farmaci contenenti il principio attivo. Perché applicarla solo ora?
Tempo fa avevamo denunciato la pericolosità e tossicità del Nimesulide, alla base di farmaci più comuni come l’Aulin, l’ Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid. A dare l ’allarme, sono stati 16 Paesi europei tra cui Spagna, Finlandia ed Irlanda che lo hanno addirittura ritirato dal commercio osservando come il suo consumo indiscriminato fosse associato a gravissimi problemi di salute. Solo l’Italia ha fatto spallucce davanti al problema continuando a mantenere il principio attivo.
Oggi, la doccia fredda. «I medicinali per uso sistemico contenenti Nimesulide possono rimanere in regime di rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale esclusivamente per il trattamento del dolore acuto» è quanto dichiarato dal sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, in risposta a un’interrogazione in merito presentata dall’onorevole Vittoria D’Incecco (Pd).
Questo significa che i cittadini compreranno i farmaci in questione ottenendo pure uno sgravio economico. La dichiarazione è stata contestata in tronco dalla D’Incecco che ne ha sottolineato incongruenze di fondo.
«Vi è il concreto rischio di favorire in questi mesi un inappropriato utilizzo del Nimesulide nel trattamento cronico», ha fatto presente l’onorevole, «due aspetti della risposta del Ministero della Salute mi hanno particolarmente sorpresa. Attualmente, infatti, il Servizio Sanitario nazionale non rimborsa il Nimesulide per il trattamento del dolore acuto; se la posizione del Sottosegretario sarà confermata, ne conseguirà che il Nimesulide non rimarrà bensì entrerà in regime di rimborsabilità per il trattamento del dolore acuto. Rispetto alla scelta sancita a livello europeo di escludere per ragioni di sicurezza l’utilizzo di Nimesulide per il trattamento dell’osteoartrite dolorosa, non riesco quindi a cogliere le ragioni di natura clinica che hanno motivato l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a voler promuovere contestualmente il farmaco alla rimborsabilità nel trattamento del dolore acuto, indicazione che il Nimesulide ha sempre avuto e che fino a oggi non è mai stata rimborsata».
L’onorevole ha poi ribadito che andrà fino in fondo per capire le ragioni di carattere clinico che motiverebbero l’Aifa a promuovere il Nimesulide alla rimborsabilità per il dolore acuto.
m.b.