CANTIERE SELVAGGIO

Edilizia: in 8 cantieri su 10 riscontrate violazioni nel settore costruzioni

«Su 400 ispezioni ben 315 hanno portato a galla risultati irregolari»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2250

Edilizia: in 8 cantieri su 10 riscontrate violazioni nel settore costruzioni
PESCARA. Aumenta la preoccupazione della Filca-Cisl di Pescara a seguito dei dati emersi dall’attività di vigilanza.


Sul totale delle ispezioni effettuate nel 2011, il 30% ha riguardato il settore delle costruzioni con una punta di irregolarità che ha toccato il 79% per ciò che concerne violazioni in materia di sicurezza, legislativi, in nero e lavoratori pseudo-autonomi inquadrati come operai. Questo aggrava ulteriormente un sistema già indebolito dalla crisi.
«Chiediamo maggiore trasparenza e coerenza nel settore delle costruzioni», commenta Gianfranco Reale, segretario generale della Filca-Cisl di Pescara che aggiunge «negli ultimi anni il settore delle costruzioni é stato contraddistinto da lavoro irregolare e forme contrattuali atipiche, avulse dallo stesso settore».
«Viene riscontrato – prosegue Reale – dai dati emersi dagli organi ispettivi avvenute in provincia nel corso dell’anno 2011, in cui due terzi dei cantieri ispezionati sono risultati irregolari».
I cantieri interessati sono stati 292; con 400 imprese operanti e di questi ben 315 sono risultate irregolari, per il capitolo della salute e sicurezza, mentre 699 sono state le violazioni più ricorrenti e che si attengono alla mancata adozione di misure tecnico-organizzative, alla inidoneità delle opere provvisionali e dei ponteggi, alla non corretta disposizione dei montanti ed alla mancata difesa delle aperture con conseguenti cadute dall’alto in forte aumento rispetto alla totalità degli infortuni denunciati e l’aumento delle malattie professionali (dati Inail). Da ciò si evince come «nei cantieri edili sono stati rilasciati numerosi verbali di contravvenzione, nei confronti delle imprese esecutrici di opere. Ma non basta, si sta allargando a ritmi vertiginosi il fenomeno del lavoro autonomo. Tale tipologia di operai denominati ‘lavoratori autonomi’ concretamente sono da qualificarsi come lavoratori pseudo-autonomi, in quanto, sono gli stessi operai che fino a qualche giorno prima lavoravano alle dipendenze di un datore di lavoro, per il quale ora lavorano con partita iva».
Questa costituisce una grave problematica ed una stortura del sistema, ed è una ulteriore motivazioni, per la quale la Cassa Edile di Pescara nell’ultimo anno ha perso una percentuale molto alta di lavoratori, vicina al 20%, rispetto agli addetti del 2010.
Spesso, si è fatto un largo uso nel settore edile del contratto part-time, che per sua natura mal si addice alle peculiarità e caratteristiche dello stesso settore, infatti, negli scorsi rinnovi contrattuali si è stabilita la percentuale massima di lavoratori part-time che una azienda può avere nel suo organico, fissata al 3%.
«Un’altra forma contrattuale ‘atipica’ in uso nel settore delle costruzioni – continua Reale – è il contratto di associazione in partecipazione, in cui l’associante (in genere l’imprenditore) attribuisce all’associato (il prestatore d’opera-lavoratore) il diritto alla partecipazione agli utili della sua impresa, dietro corrispettivo che può essere caratterizzato da un apporto di lavoro o di capitali oppure entrambi. Tale contratto specifica che l’associato partecipa agli utili ma anche alle perdite nella stessa misura, ed è questo il punto, che spesso si partecipa in maniera spropositata nella divisione delle perdite e in maniera non congrua all’apporto di lavoro prestato, relativamente agli utili. Queste forme contrattuali mirano a destabilizzare un sistema ormai indebolito dalla crisi strutturale del settore e dagli scarsi aiuti che le istituzioni mettono in campo per farlo ripartire».
Per Gianfranco Reale un altro elemento di non poco conto per evitare forme di lavoro irregolare è l’istituzione della Patente a Punti per le imprese, che unitamente all’attestazione di congruità della manodopera attraverso il Durc possono fungere da deterrente nei riguardi dell’evasione, invitando tutte le stazioni appaltanti della provincia ad essere più vigili verso tali normative contrattuali e di legge.
Inoltre, il rischio che si corre è che oltre alla «illegalità c'è anche il pericolo di infiltrazione mafiose».
«Gli strumenti per creare un settore limpido, coerente e trasparente, ci sono tutti – conclude Reale – ma anche e soprattutto le istituzioni dovranno fornire il loro prezioso contributo, per migliorare e rilanciare un settore che da sempre è considerato il volano dell’economia, in grado di far ripartire tutto l'indotto in un futuro prossimo».