SANITA'

Asl L’Aquila: per una visita specialistica 444 giorni di attesa

E per anziani e disabili carenza di strutture riabilitative

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Asl L’Aquila: per una visita specialistica 444 giorni di attesa

L’AQUILA. Liste d’attesa infinite per i pazienti dell’Asl 1 Avezzano- Sulmona- L’Aquila.


Nell’area peligna si aspettano 457 giorni per una mammografia, 444 giorni per una visita Endocrinologica, 242 per una visita Pneumologica, 147 giorni per un Elettrocardiogramma Dinamico (Holter), 262 per una Ecografia della mammella 457 giorni per un Ecocolordoppler venoso.

Nella Marsica: per un Ecocolordoppler Cardiaco occorrono 141 giorni mentre nell’Aquilano per una Tac Addome Completo con e senza contrasto occorrono 262 giorni di attesa, per una Ecografia Addome Completo 290 giorni, per una Ecografia tiroide-paratiroidi 289 giorni.


I numeri li fornisce la Fp Cgil che racconta come tutto ciò, come ovvio che sia, stia generando, quantomeno nella percezione, un lento ma inesorabile decadimento della qualità dei servizi: «se ancora oggi vengono garantiti, è solo grazie allo spirito di sacrificio che i lavoratori mettono in campo quotidianamente nonostante le scellerate scelte di riorganizzazione e di programmazione Regionali».

Ma il sindacato racconta anche la complessa situazione dei posti letto accreditati per l’assistenza residenziale e semiresidenziale per gli anziani e i disabili nella Provincia dell’Aquila, accreditati 60 su una attivazione di 525 posti letto su tutto il territorio regionale.

E dunque i numeri sono impietosi: 104 posti letto carenti in Residenza Sanitari Assistenziale per Anziani; 553 posti carenti in Residenza Protetta per Anziani; 55 posti in Semiresidenza Anziani; 55 in Semiresidenza Disabili.In più si deve aggiungere una grave carenza di personale della stessa ASL che ha generato e continua inesorabilmente a generare una qualità del lavoro «inaccettabile» e, altrettanto inaccettabili sono le ripercussioni che tali carenze generano sulla qualità dei servizi che, ad oggi, compromette l'attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza.


«Non è finanziata adeguatamente la dotazione organica di 4053 unità lavorative», continua il sindacato, «risultando vacanti e privi di copertura economica circa 250 unità lavorative a cui vanno sommate almeno altre 277 unità lavorative utili al rispetto delle turnazioni di legge. Il dato inconfutabile è che servirebbero, solo per garantire l’erogazione dei servizi essenziali, ulteriori 527 unità lavorative alle quali vanno aggiunte le mancate sostituzioni di circa 130 lavoratori cessati o pensionati nell’anno 2017 ed altri 130 per l’anno 2018 a seguito del mantenimento del blocco del turnover all’80%».