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Il “Centro regionale della farmacovigilanza” affidato ad Asl Teramo

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Il “Centro regionale della farmacovigilanza” affidato ad Asl Teramo


TERAMO. In Europa, è stato stimato che il 5% di tutti gli accessi in Ospedale sono dovuti a reazioni avverse ai farmaci (ADR), che il 5% di tutti i pazienti già ricoverati in ospedale presenta una ADR e che le ADR sono al quinto posto tra le cause di morte in ospedale.

Dati tanto impattanti in termini numerici, hanno fatto sì che le normative in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea, siano particolarmente stringenti e prevedano importanti azioni di farmacovigilanza, proprio per ridurre il numero e la gravità delle reazioni avverse ai farmaci.

In Italia è l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che, in qualità di Autorità Nazionale competente, svolge le attività di sorveglianza dei medicinali.

Questa attività viene svolta avvalendosi dei Centri Regionali di Farmacovigilanza (CRFV) che sono strutture tecnico-scientifiche istituite dalle Regioni, ma che devono essere accreditate dall’AIFA in base a requisiti specifici, tra i quali – ad esempio – l’individuazione di un “Referente” che abbia dei particolari titoli professionali.

La Regione Abruzzo, con Delibera n° 438/2017, ha così affidato alla ASL di Teramo il “Centro Regionale di Farmacovigilanza”, individuando nella Dr.ssa Ilenia Senesi, Dirigente Farmacista presso l’Azienda Sanitaria teramana, la figura professionale adatta a svolgere le funzioni di Responsabile del CRFV e di Referente Regionale per la Farmacovigilanza.

La Dr.ssa Senesi,  spiega: «I motivi principali alla base della necessità di sorvegliare i farmaci anche dopo la loro introduzione in commercio sono rappresentati dai limiti delle sperimentazioni precliniche e cliniche. Come è noto, per comprendere le proprietà di un farmaco e quantificarne il rapporto tra i rischi e i benefici, esso è sottoposto a una lunga serie di studi, condotti prima in laboratorio e su animali e poi sull’uomo, che ne valutano l’efficacia e la sicurezza».


Non è infrequente, pertanto, che farmaci immessi in commercio vengano ritirati in seguito all’identificazione post marketing di nuove reazioni avverse.

La parola chiave di tutto il percorso è il rapporto rischio-beneficio di un farmaco.

In questo contesto si inseriscono i CRFV che hanno come obiettivo quello favorire lo sviluppo di percorsi di valutazione del profilo complessivo di beneficio/rischio dei trattamenti attraverso l’incremento sia delle attività di segnalazione spontanea che di attivazione di programmi di farmacovigilanza attiva.

Le funzioni dei Centro Regionale di Farmacovigilanza possono essere suddivise in due categorie: da una parte vi sono le attività di coordinamento delle attività di farmacovigilanza nella regione, con particolare riferimento agli aspetti organizzativo-scientifici (supporto ai responsabili delle ASL nelle attività di farmacovigilanza – inserimento delle segnalazioni, informazione di ritorno, corsi di formazione, eccetera).

Dall’altra, vi sono tutte le attività legate alla gestione delle segnalazioni spontanee nella Rete nazionale di farmacovigilanza e alla analisi dei dati raccolti (validazione e controllo della codifica, analisi del causality assessment, analisi e ricerca dei segnali, eccetera).


Inutile dire come questo centro calamiti su di sè interessi enormi che esorbitano l’ambiente meramente sanitario per sfociare in quello meno nobile del business dei farmaci.