SANITA'

Asl L’Aquila, un anno di attesa per una mammografia

Cgil: «enormi problemi quotidiani ma Asl e Regione tacciono»

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L’AQUILA. Un anno di attesa per una mammografia all’Asl aquilana, 8 mesi per una Tac all’addome, 6 mesi per una ecografia al collo in caso di linfonodi ingrossati, 106 giorni per una visita endocrinologica, 40 giorni per una visita ortopedica.

E poi ancora   133 giorni di attesa per una visita pneumologica all’ospedale del capoluogo e 236 se si deve andare a Sulmona.

Come se non bastasse 4.000 esami di laboratorio analisi sono stati inspiegabilmente spostati dall'Ospedale di Sulmona a quello di Avezzano con le evidenti ripercussioni in termini di attività e carichi di lavoro.

Inoltre per effettuare, a L’Aquila, prestazioni di Riabilitazione neuromotoria, neurocognitiva, logopedia neuropsicomotoria sia su bambini che su pazienti adulti gravi, i tempi di attesa superano l’anno e mezzo.

Una serie di attese interminabili che sfiancano i pazienti ma anche i dipendenti costretti talvolta a fronteggiare le ire e le insoddisfazioni degli utenti.  «Il silenzio dei vertici della ASL da una parte e della politica Regionale dall'altra è a dir poco assordante», denuncia Anthony Pasqualone della Cgil.

«Nonostante le continue denunce e sollecitazioni sul delicato tema della sanità e sui problemi che quotidianamente vengono vissuti ed affrontati da ogni singolo operatore e da ogni singolo utente, nulla è pervenuto in merito».

 

Le preoccupazioni rappresentate oramai da mesi stanno trovando, purtroppo, conferma in questi giorni. Infatti, si riscontra ad oggi una effettiva riduzione dei servizi sanitari con tutte le conseguenze negative che tali riduzioni comportano nei confronti dei cittadini utenti del servizio sanitario pubblico.

 

La notizia apparsa delle 24 assunzioni a tempo indeterminato e 23 a tempo determinato
presso la ASL n°1 rischiano di essere una triste conferma di quanto già
determinato dalla ASL della Provincia dell’Aquila.

 

«“Casualmente” tale numero di assunzioni», spiega il sindacato, «coincide numericamente con un blocco del turnover all’80%. Infatti, da una lettura delle Deliberazioni del Direttore Generale della ASL n. 1 di Avezzano, Sulmona, L'Aquila che quantificano in 120 unità la stima del personale posto in quiescenza nel corso del corrente anno, le predette assunzioni altro non sarebbero che un turnover reintegrabile pari al 20% del personale cessato dal servizio».

 

Per ora l’assunzione dei 24 dipendenti a tempo indeterminato e 23 a termine non è stato
ancora comunicato alla ASL che resta in attesa di autorizzazioni.

 

«Tutto ciò, ovviamente, genera condizioni di lavoro sempre più precarie e, se non fosse per la disponibilità fornita da ogni singolo lavoratore, si rischierebbe un inevitabile decadimento quali/quantitativo delle prestazioni sanitarie erogate», continua il sindacato.

 

Il sindacato ricorda inoltre che ai dipendenti dell’Asl 1 devono ancora essere riconosciuti diversi istituti contrattuali: «molti devono ancora usufruire delle ferie degli anni precedenti, non è stato più effettuato il pagamento per il lavoro straordinario svolto nei mesi di novembre e dicembre 2016, non è stato adeguato il valore dei buoni mensa, non hanno potuto effettuare le progressioni economiche orizzontali, ecc. ecc. In sostanza da una parte si chiedono maggiori sacrifici avendo ridotto il numero dagli addetti e dall’altra si comprime il diritto a vedersi riconosciuto quanto dovuto per il lavoro svolto».

«PRENOTAZIONI IN ANTICIPO, NON SERVIZIO IN RITARDO»

Sul lungo tempo di attesa per una mammografia all’ospedale di Sulmona  il manager della Asl non smentisce il dato degli oltre 350 giorni ma interpreta così quello che succede: «le lungaggini non dipendono dall’organizzazione della Radiologia bensì dalle prenotazioni inoltrate con un anno di anticipo dagli utenti nell’ottica dei controlli periodici da compiere».

Secondo Tordera dunque queste richieste, «avanzate quest’anno per il 2018», vanno a riempire con larghissimo anticipo le caselle delle prenotazioni: «si tratta quindi di un’attesa non reale che prescinde dall’efficienza del servizio».

Il manager rassicura comunque e spiega che all’ospedale di Castel di Sangro,  a meno di 50 km da Sulmona, per  la mammografia non ci sono attese: l’esame si fa lo stesso giorno in cui si ci presenta in ospedale.

Il dato però non compare sul sito dove è possibile consultare i tempi di attesa.