CEMENTO SANITARIO

Nuovi ospedali e il sindaco di Giulianova insorge: «presi in giro da Paolucci»   

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Nuovi ospedali e il sindaco di Giulianova insorge: «presi in giro da Paolucci»   

ABRUZZO. La grande sanità cementizia prende forma nelle promesse venture dell’assessore Silvio Paolucci che dalle pagine dei giornali da anni promette una sanità migliore grazie anche al suo piano di razionalizzazione fatto di molti tagli ai servizi e molto pochi alle spese.

La partita più importante per l’attuale giunta regionale sembra però non la cura dei pazienti ma quella del mattone e dell’indotto che gira intorno, per cui da mesi ormai si parla molto più dei nuovi ospedali da costruire che dei guasti della sanità da sistemare subito (tipo carenza di organico e liste di attesa infinite…) .

Singolare poi la storia delle promesse tira e molla che riguardano Giulianova ed il suo ospedale subito tagliato poi rimpiazzato da una promessa di una nuova struttura, poi sparita, poi ancora ricomparso attraverso le promesse dopo le polemiche ed ora nuovamente sparito.

Nel frattempo di sicuro un nuovo ospedale si costruirà a Teramo ed uno anche a Giulianova sarebbe stato davvero molto difficile da giustificare proprio in ragione del “piano di razionalizzazione” targato Paolucci.

Del resto si è sempre parlato del fatto che i nuovi ospedali saranno costruiti a Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Teramo.

Oggi Francesco Mastromauro cade dal pero e dimostra di aver creduto all’assessore e collega del Pd e sbotta: «Inaccettabile esclusione che cozza contro la delibera regionale del 15 novembre 2016 e gli impegni del governatore D'Alfonso».

«Ma cos'è, il gioco dell'Oca? Mi sembra infatti  che con noi si voglia giocare, riservandoci la casella in cui si paga la posta per tornare all'inizio. Ma questo è un gioco che i 150 mila abitanti serviti dal Maria Ss.ma dello Splendore non gradiscono proprio. Siamo stanchi di venire continuamente presi in giro. Questa esclusione è inaccettabile, tanto più che cozza  contro la delibera regionale n. 742 del 15 novembre 2016 nella quale, relativamente al programma straordinario di investimenti in edilizia sanitaria, veniva confermata la realizzazione del nuovo ospedale giuliese insieme con quelli  di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, oltre alla ristrutturazione del presidio ospedaliero di Penne. E si ricorderà che fu grazie a quella che la stampa definì la mia alzata di scudi se l'assessore Paolucci il precedente 10 novembre, nell'incontro urgente da me chiesto ed ottenuto, assunse l'impegno, poi mantenuto, di modificare l'originaria formulazione della delibera reinserendo appunto l'ospedale di Giulianova che era stato escluso».

Il sindaco ricorda poi le rassicurazioni date dal governatore Luciano D'Alfonso nell'incontro tenutosi in Comune il 20 maggio scorso.

«Il presidente D'Alfonso in quella occasione disse chiaro e tondo che i soldi per il nuovo ospedale ci sono. Semmai si trattava di organizzare un tavolo di confronto tra Regione Abruzzo, Asl Teramo, Comune di Giulianova e associazioni del territorio per definirne i criteri di realizzazione. Come è noto il Gruppo di lavoro è stato costituito e al primo incontro in Regione, avutosi il 7 luglio scorso, ne seguirà tra qualche giorno un secondo. E' dai tempi dell'allora governatore Gianni Chiodi che porto avanti la battaglia per l'ospedale. Ci sono stati consigli comunali, prese di posizione, promesse puntualmente disattese. Eppure abbiamo sempre, dico sempre, mantenuto fede ai nostri impegni con grande sollecitudine e serietà. Nel 2010 ci fu chiesto, ed era assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni, di indicare l’area per la realizzazione del nuovo ospedale. Lo facemmo l'8 settembre 2011, individuando l'area in via Cupa e provvedendo al cambio di destinazione d'uso. E fummo i primi ad approntare quanto occorreva e a trasmetterlo sollecitamente alla ASL. Da allora assistiamo a questi ignobili tira-e-molla ai nostri danni. Ospedale sì, Ospedale no, Ospedale forse. Pretendiamo serietà e che non si giochi sulla salute».

Secondo il M5s Giulianova «Da troppo tempo la classe politica continua a tergiversare in maniera stucchevole e fallimentare su questo decisivo argomento sacrificando la salute dei cittadini sugli altari delle speculazioni elettoralistiche e campanilistiche. La scelta politica di lasciare aperti in provincia di Teramo 3 dei 4 ospedali di base previsti in tutta la regione penalizza pesantemente la possibilità di avere un altro ospedale di 1° livello rischiando di compromettere definitivamente la qualità sanitaria del territorio».

Visto come sono andate le cose si intravedono nuove promesse all’orizzonte.



PEPE E PAOLUCCI: «NESSUNA PRESA IN GIRO»  

L’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci, unitamente all’Assessore Dino Pepe e ai consiglieri teramani Sandro Mariani e Luciano Monticelli, rispondono al sindaco Mastromauro: «Non può ravvisarsi, infatti, alcuna presa in giro nelle dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità sul programma di edilizia sanitaria. L’Assessore ha semplicemente preso atto che, su richiesta del Consiglio Comunale di Giulianova, si è aperto un dibattito istituzionale sulla riclassificazione del Presidio di  Giulianova a DEA di I livello. Tale scelta comporta aspetti sostanziali dirimenti in quanto è notevolmente differente, all’interno della programmazione di edilizia sanitaria, pianificare le risorse per un ospedale di base con 130 posti letto oppure un DEA di I livello con oltre 200 posti letto. Tale variazione della discussione istituzionale sull’assetto della rete ospedaliera ha determinato, all’interno dello stralcio oggetto dell’Accordo di Programma con il Ministero, la necessità di dare priorità, in questa fase, al Presidio di Teramo che necessita con urgenza di una struttura adeguata per far fronte ai nuovi modelli organizzativi e assistenziali, coerenti con il livello di complessità assegnato al Mazzini».


Secondo Paolucci ed il resto degli esponenti del Pd  la riclassificazione dell’Ospedale di Giulianova a DEA di I livello «non coinvolge soltanto il bacino di utenza afferente al Presidio di Giulianova ma è dirimente per l’intera programmazione sanitaria della provincia di Teramo: sostenere due DEA di I livello, con gli standard imposti a livello nazionale, bisogna aprire un approfondimento serio e una condivisione con tutte le comunità della provincia sulla necessità di riqualificazione degli altri due presidi di Atri e Sant’Omero».