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Ex dipendenti Maristella, in attesa degli stipendi da 7 anni

Dopo il fallimento sono rimasti senza soldi e senza lavoro

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Ex dipendenti Maristella, in attesa degli stipendi da 7 anni


CHIETI. Vivono ormai da tempo in una situazione di assoluta incertezza e precarietà, legata - non solo al fatto di aver perso il lavoro da oltre sette anni e di trovarsi in condizioni economiche di reale difficoltà – ma di non riuscire a sapere quel che sarà di loro.

Sono anni veramente difficili per gli ex dipendenti dell'Istituto Maristella srl, una delle società di proprietà del Gruppo Angelini, dichiarate fallite dal tribunale di Chieti, insieme a Villa Pini d'Abruzzo, nel maggio del 2010, ed affidate alla gestione del giudice delegato Nicola Valletta e della Curatrice Giuseppina Ivone.


Essendo per lo più ex lavoratori della Casa di Riposo, si trovano nella posizione di creditori privilegiati del Fallimento eppure aspettano ancora senza esito di essere pagati.
«Nel corso di questi anni», raccontano senza riuscire a darsi una spiegazione, «abbiamo assistito ad una serie di comportamenti inspiegabili da parte della Curatrice dei quali abbiamo chiesto conto, non solo presentando le istanze previste dalla legge ma persino facendo ricorso a comunicati stampa e appelli pubblici, ma mai siamo stati degnati di alcuna risposta».

Dopo il fallimento il Maristella venne posto in fase di esercizio provvisorio sino al 2012.

Al tempo stesso è stata avviata una fase di recupero di ingentissimi crediti che l'Istituto vantava verso numerosi soggetti, privati e pubblici.
Per questo motivo, pur nella consapevolezza della difficoltà di recuperare integralmente i loro crediti, pur essendo gli stessi privilegiati, attendevano di essere quantomeno destinatari di un piano parziale di riparto.
Insomma, c’era abbastanza ottimismo anche perché un anno fa la Curatela risultava titolare di oltre 1 milione di euro che li ha fatti sperare di poter recuperare intanto almeno una parte dei loro soldi.

A questo punto però è accaduto qualcosa di incomprensibile: «in appena sei mesi», raccontano gli ex dipendenti, «la disponibilità della Curatela si è ridotta a meno di 500.000 euro. Dalla lettura degli atti abbiamo appreso che proprio in questi sei mesi erano stati spesi oltre 350.000 EURO a titolo di “uscite per fornitori”: un esborso incomprensibile, visto che, essendo da tempo cessato l'esercizio provvisorio, non vi erano, almeno per quanto ci è dato di capire, fornitori da pagare. Di ciò abbiamo chiesto conto alla Curatrice la quale però non ci ha mai fornito alcuna risposta. A dire il vero ogni forma di interlocuzione è risultata pressoché impossibile in quanto indisponibile a qualsiasi forma di colloquio».
Gli ex lavoratori segnalano anche che le relazioni semestrali sono state depositate sempre con mesi di ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge: «ad oggi non è stata depositata la relazione che fotografa la situazione al 31.12.2016 che invece doveva essere disponibile entro il 30 aprile».