POLTRONE SANITARIE

Più di 65 anni, nomina di Mancini manager Asl di Pescara illegittima?

Il limite previsto nel “pacchetto Madia” ma per Mancini non è vigente

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Armando Mancini sarà manager della Asl di Pescara fino al 2021

PESCARA. Le nuove regole nel campo della sanità sbandierate dal governo Renzi sono tante e variegate; dicono, per migliorare la qualità dei 200 manager che si spartiscono circa 111 miliardi del fondo sanitario nazionale. Tra questi nuovi criteri per scegliere i vertici delle aziende sanitarie c’è la competenza, la formazione di una lista di aspiranti tra i quali scegliere (con lo slogan che non sarà più la politica a scegliere altri politici...) e via dicendo.

Tra i nuovi requisiti ce n’è uno che dovrebbe favorire il ricambio generazionale -come previsto dal decreto Madia- ed è il limite di 65 anni.

Tutto scritto nel  "pacchetto Madia" che  prevede un albo unico nazionale, istituito presso il ministero. Per iscriversi  bisognerà avere i titoli e partecipare a specifici corsi di formazione. L'albo durerà due anni, poi una commissione, composta da funzionari del ministero e delle regioni, rifarà le liste.

Ma la parte che qui interessa è che gli aspiranti direttori generali non potranno superare i 65 anni, ma dovranno invece avere esperienza dirigenziale (almeno 5 anni se nel settore della sanità e 7 in altri settori)».

La legge prevede che quando una Regione vorrà selezionare un direttore generale, formerà una specifica commissione che inviterà i candidati tra coloro che sono iscritti nella lista nazionale. Si faranno dei colloqui e al governatore sarà proposta una terna di papabili. Tra questi non potranno esserci dirigenti che hanno già fatto due mandati nella stessa azienda. I manager dovranno rispettare gli obiettivi economici, cioè tenere il bilancio in pareggio, e anche i lea, cioè assicurare i livelli essenziali di assistenza.

Insomma in teoria sembrerebbe un passo in avanti rispetto al vecchio, rozzo e medioevale spoil system.

Il caso della nomina di Armando Mancini però è diverso: nominato con delibera di giunta, è entrato in servizio il 1° marzo 2016.

Difficile non parlare di nomina prettamente politica visto che l’ex primario della Asl di Pescara è stato anche assessore della giunta D’Alfonso quando questi era sindaco.

Secondo qualche “purista” del diritto la nomina di Mancini, però, potrebbe essere illegittima perchè violerebbe un paio di punti del pacchetto Madia.

Il primo è appunto l’età: Mancini è stato nominato il 29 febbraio 2016 e -anche se nel curriculum pubblicato sul sito della Asl purtroppo non risulta la data di nascita- è noto e riscontrabile facilmente come questi sia nato il 5 aprile 1950. Due conti facili facili per dire che al momento della sua nomina aveva già compiuto 65 anni e dunque sarebbe fuori tempo massimo per accettare l’incarico che peraltro dovrebbe durare sei anni.

Un altro punto che potrebbe far scattare la illegittimità della nomina è il caso di incompatibilità, essendo Armando Mancini dipendente della stessa Asl di Pescara: è medico ospedaliero, dirigente responsabile dell'Unità operativa semplice dipartimentale, denominata stroke unite di Pescara.

Il fatto curioso è che poco tempo dopo la nomina l’attuale manager è stato messo in pensione applicando la parte della la legge Madia per raggiunti limiti di età, mentre si è interpretata diversamente la parte che impedisce di accettare gli incarichi dopo i 65 anni.

Il documento di accettazione incarico è datato 4 marzo 2016 e in quello si certifica che non vi sono cause di incompatibilità.

Sciocchezze, si dirà anche se non è la prima volta che un incarico ad Armando Mancini genera malumori.

Anche nel 2008 quando venne promosso a direttore della Stroke Unit -mentre era contemporaneamente assessore al traffico al Comune di Pescara- ci furono polemiche e venne sottoscritta anche una interrogazione alla giunta Del Turco da parte dell’allora coordinatore regionale de La Destra, Benigno D'Orazio.

«Mancini non ha le competenze necessarie per avere quell'incarico», disse D'Orazio.

Evidentemente si sbagliava di grosso.



MANCINI: «MIO INCARICO LEGITTIMO: LIMITE A 65 ANNI NON VIGENTE»  

Il manager Armando Mancini in una nota precisa che il suo incarico è del tutto legittimo perchè il limite a 65 anni non sarebbe ancora vigente.

Questa la sua risposta tecnica:

«Il comma 4     dell’articolo 1 del D.Lgs. 4-8-2016 n. 171, promulgato in     applicazione della Legge Madia, prevede che nella formazione     dell’elenco nazionale per la nomina dei Direttori Generali delle     aziende sanitarie non saranno ammessi candidati che abbiano     compiuto 65 anni di età. Il successivo articolo 5 dispone che, per     le nomine fino alla costituzione dell'elenco nazionale, si     applicano le procedure in precedenza vigenti. Cioè     senza alcun limite di età.        

Ci si chiede allora     come o perché tale norma avrebbe dovuto essere invocata in periodo     precedente la sua stessa promulgazione, tenuto conto che il     contratto come Direttore Generale è stato stipulato il 29/02/2016.

La norma che stabiliva l’incompatibilità tra la carica di direttore generale     della ASL e il rapporto di dipendenza con la ASL stessa è stata abrogata dal comma 1 dell'art. 23,     D.Lgs. 8 aprile 2013, n. 39, quindi molto tempo prima della nomina di cui oggi si discute, ossia sin dall’anno 2013, peraltro in     virtù di un decreto delegato promulgato ai sensi della legge     approvata in Italia per la prevenzione della corruzione».


Sul pensionamento poi Mancini spiega: «il mio collocamento     in quiescenza è avvenuto successivamente alla nomina di Direttore     Generale, in data 01 agosto 2016, dopo 39 anni ed 8 mesi di servizio effettivo. Non vi è alcuna norma che disponga la cessazione dalle funzioni del Direttore Generale al momento del collocamento in     quiescenza: la legge vuole escludere solo persone che al momento della nomina siano già pensionati.

Per i motivi che precedono si è ritenuto di dover legittimamente accettare il mandato del marzo 2016. Priva di alcuna rilevanza giuridica è l’essere o meno, in seguito, andato in pensione. Questo è quanto le leggi prevedono».



MANCINI HA PERO’ CHIESTO L’ASPETTATIVA...

Registriamo la risposta di Mancini ma segnaliamo che la norma vigente D.Lgs n. 502/92, all'Art. 3bis, comma 10, che recita: «la carica di D.G. è incompatibile con la sussistenza di altro rapporto di lavoro, dipendente o autonomo».

Al comma 11 si legge: «la nomina a D.G. ... determina per i lavoratori dipendenti il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto.... l'aspettativa (da richiedere tassativamente entro 15 gg dall'incarico ) è concessa entro due mesi dalla richiesta».

Nella risposta a PrimaDaNoi.it Mancini dichiara che l’incompatibilità è stata abrogata ma lui stesso controfirma una dichiarazione nella quale attesta di aver richiesto l’aspettativa.  


Dunque Mancini chiede l’aspettativa anche sapendo di aver maturato i termini per il pensionamento e affermando che l'incompatibilità non c'è.

La determina con la quale si accetta la sua richiesta di pensionamento è del 25 maggio 2016 ma quando è stata fatta la domanda?

Prima o dopo la richiesta di aspettativa?

ACCETTAZIONE INCARICO ARMANDO MANCINI ASL PESCARA by PrimaDaNoi.it on Scribd

DichiarazioniArmandoMancini aspettativa by PrimaDaNoi.it on Scribd