LE CONSEGUENZE

Sanità, la politica fa i conti con la “razionalizzazione” che non piace a nessuno

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Sanità, la politica fa i conti con la “razionalizzaizone” che non piace a nessuno

Balducci

ABRUZZO. Provvedimenti ad hoc per ritornare indietro sui propri passi, sperequazione tra territori per ragioni più o meno reali, problemi reali di utenti che trovano sempre più difficoltà nel ricorrere ai servizi sanitari.

Da alcune settimane sembra essersi squarciato quel velo di propaganda che era stato calato sopra i problemi sanitari: fino a quando l’Abruzzo era dentro al commissariamento la politica sembrava a tratti unita nel difendere provvedimenti impopolari ma necessari, ora che non ci sono più i controllori esterni anche il Pd sembra accorgersi delle conseguenze negative di quella razionalizzazione che non serve nemmeno a risparmiare.

In atto c’è un terremoto politico che non si è ancora palesato in tutta la sua potenza ma che si scorge sempre più nelle dichiarazioni e posizioni dei vari componenti della maggioranza.

E’ il caso del fedelissimo di D’Alfonso, il consigliere regionale del Partito Democratico, Alberto Balducci, che si fa portatore di istanze iperlocali poichè è stato esortato dai residenti di alcuni comuni del comprensorio vestino, di farsi carico di un tema molto sentito dai cittadini, specie quelli anziani, che si sono ritrovati soppresso, dal mese di agosto 2016, il servizio di prelievo ematico che finora veniva erogato nel Distretto Sanitario di Civitella Casanova.

La ragione della soppressione del servizio è da ricondurre al “Piano di Riqualificazione del Servizio Sanitario Abruzzese” (Decreto n. 55/16, Decreto n. 79/16) che ha soppresso il punto di prelievo di Civitella Casanova spostando questo servizio a Loreto Aprutino oppure all’Ospedale di Penne.

«Una situazione che sta creando non pochi disagi alla popolazione dei comuni di Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Vicoli e Villa Celiera – afferma Balducci - perchè ci si trova di fronte ad una realtà geografica dove le vie di comunicazione, verso i luoghi destinati ora al servizio di prelievo, sono poco agevoli, dissestate e piene di tornanti e ciò provoca costanti pericoli soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno. In secondo luogo i residenti di questa area risultano essere anagraficamente anziani, i quali spesso vivono da soli e la maggior parte di essi non è munita di mezzi propri per raggiungere Loreto Aprutino o Penne. Inoltre – prosegue Balducci- con il notevole aumento delle distanze, tali spostamenti comportano un aggravio di spesa per via del costo del carburante. Il costo sociale è evidentemente superiore a quanto potrebbe essere l’investimento di risorse per l’invio di un medico o un infermiere idoneo ad effettuare prelievi presso il Punto Erogativo di Civitella Casanova. Infine – conclude l’esponente del Pd - voglio sottolineare che la struttura operativa in questione, di proprietà della ASL, era stata ristrutturata di recente, composta da due piani ed utilizzata, ora, solo per una parte del piano terra dove si effettua il servizio notturno di guardia medica. Ho chiesto un incontro urgente all’Assessore Silvio Paolucci che si è reso disponibile a trovare una soluzione su questo delicato ed importante argomento».

Qualcosa evidentemente deve essere cambiato se è vero che anche Balducci, come il resto del Pd, ha sempre difeso il piano di Paolucci e del commissario D’Alfonso che prevede molte altre cose come il ridimensionamento degli ospedali, la chiusura dei pronto soccorso e di molti reparti per essere accorpati nei centri più grandi.

Tra i provvedimenti anche la chiusura di molte guardie mediche specie nei territori montani anche se alcune di queste sono state revocate con provvedimenti ad hoc (in provincia di Teramo ed una a Chieti) oppure il ridimensionamento degli ospedali di Popoli e Penne, anche questi due provvedimenti revocati causa terremoto.

A proposito di questo la cosa non quadra nemmeno al consigliere regionale, Mario Olivieri, che ha presentato una interrogazione a risposta rapida, nella quale, prendendo atto che il Direttore Generale della ASL di Pescara con delibera del 22 settembre ultimo scorso, ha rimodulato l’assetto organizzativo degli ospedali di Penne e Popoli, chiede al presidente della Giunta Regionale quando la stessa rimodulazione avverrà nei riguardi dell’ospedale di Atessa.

La domanda che il consigliere regionale rivolge al presidente della Giunta della Regione Abruzzo, scaturisce da un impegno preso dallo stesso D’Alfonso nei confronti del presidio ospedaliero atessano, quando la Regione era ancora commissariata, in un incontro ad hoc, nel quale era presente lo stesso consigliere regionale e il coordinatore regionale del Movimento Civico Abruzzese (MCA).

Visto pertanto che la ASL di Pescara si è mossa per riorganizzare i due ospedali, prevedendo, tra l’altro l’attivazione di un servizio di chirurgia programmata, il consigliere Olivieri chiede se, e quando si procederà allo stesso modo per l’ospedale di Atessa, per il quale si conveniva una rimodulazione che prevedeva anche l’utilizzo delle tre sale operatorie nuove in esso presenti, finalizzate alla chirurgia programmata.

Il consigliere regionale si augura che l’impegno a suo tempo assunto per l’ospedale di Atessa trovi la sua giusta e naturale realizzazione, nell’interesse della collettività, non solo di quel territorio, ma dell’intero territorio della ASL di Lanciano – Chieti – Vasto, che in tale modo si gioverebbe di una serie di servizi sanitari necessari, tra i quali la chirurgia ambulatoriale, in un momento in cui le liste di attesa per interventi anche di entità importante si sono allungate, proprio perché mancano strutture che erogano interventi di chirurgia programmata.

Per il principio di uguaglianza ed equità tutti i provvedimenti dovrebbero essere revocati.

Ma allora ci si domanda: quei provvedimenti tanto contestati servivano a qualcosa oppure no? Se servivano sarebbe un errore revocarli. Se non servivano qualcuno dovrebbe rispondere per aver imposto decisioni inutili (e creato disagi e lesioni al diritto alla salute).