LA SENTENZA

Incarichi Asl Pescara, Tribunale: «decreto del commissario Chiodi illegittimo

«Serve selezione trasparente». Contestata nomina di Ildo Polidoro

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La Asl di Pescara



PESCARA. Un incarico conferito illegittimamente sulla base di un decreto del commissario alla sanità «illegittimo»: così la Asl di Pescara è stata condannata dal tribunale.

La vicenda è partita nel 2013 quando  l’azienda sanitaria ha pubblicato un avviso per l'attribuzione dell'incarico quinquennale di direttore medico del servizio di medicina legale.

Poco dopo, però, la'Asl ha fatto marcia indietro e non ha più dato corso alla procedura indetta. Anzi con una delibera del Direttore Generale (Claudio D’Amario) dell’ 8 febbraio 2013 ha disposto la revoca del provvedimento e ha contestualmente attribuito l'incarico,  senza una procedura comparativa, ad Ildo Polidoro, gia’ direttore di Medicina Legale alla Asl Avezzano-Sulmona.

 

La direzione ha spiegato che questa scelta si fondava sul decreto del Commissario ad acta (Chiodi) per l'attuazione del piano di rientro della Sanità numero 23 del 2012.

Il decreto in pratica dichiarava che in deroga alle previsioni della contrattazione collettiva si potesse disporre il passaggio diretto di dirigenti tra le diverse aziende sanitarie regionali conservando in capo a questi l'incarico di direzione di struttura complessa ricoperto presso l'ente di provenienza.

La cronologia dei fatti è questa: 25 settembre 2012 D’Amario dichiara la vacanza del posto in esame, il 23 ottobre risponde il dg di Avezzano che a medicina legale ci sarà di sicuro un esubero, il 13 settembre 2012 quindi prima della dichiarazione di D’Amario la Asl di Avezzano aveva approvato una delibera (1490) su istanza del dottor Polidoro circa una diretta e possibile ricollocazione nel posto vacante a Pescara.

Come faceva Polidoro -si leggeva nel ricorso- ad essere a conoscenza della vacanza di un posto di Direttore nella Asl di Pescara, prima ancora che questa scrivesse in data 25.9.2012? E come ha fatto il D.G. della Asl di Avezzano- Sulmona – L’aquila ad emanare una delibera in cui dava parere favorevole a quanto richiesto prima che le procedure fossero terminate?

Ma la vicenda non si è chiusa così in fretta per la Asl che nei mesi scorsi si era affrettata a confermare la bontà dell’operazione. Operazione oggi sconfessata dal giudice di primo grado.

 

Marisa Ramundo, una delle candidate alla selezione annullata, con il supporto dell’avvocato Gabriele Silvetti, si è opposta e ha trascinato la Asl in tribunale, contestando sia la compromissione della sua carriera nell'ambito dell'azienda sanitaria di Pescara sia un pregiudizio relativo alla sottoposizione gerarchica ad un dirigente incaricato in modo illegittimo.

Lo stesso Polidoro si è costituito sostenendo che l’ente avesse semplicemente evaso positivamente la sua domanda di mobilità dopo che era stata verificata  la sussistenza di un precedente incarico di direzione di struttura complessa alla Asl di L'Aquila.

L'Asl di Pescara nel corso del giudizio ha invece spiegato che la nomina in realtà non configurava un'ipotesi di mobilità ordinaria ma una procedura eccezionale che derivava dalla riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

Ma per i giudici la procedura adottata dall’azienda sanitaria non è corretta e la Asl è stata condannata pure a liquidare le spese di lite per 5 mila euro.

Come si legge nella sentenza del giudice del Lavoro Federica Colantonio, il provvedimento commissariale destinato a disciplinare la materia della mobilità sarebbe affetto da un grave errore giuridico «laddove», si legge nel dispositivo, «considera che gli incaricati della direzione di una struttura complessa appartengano ad un livello dirigenziale diverso e superiore rispetto al rimanente, per cui connette la situazione di esubero non alle posizioni dirigenziali presenti in organico, bensì alla materiale impossibilità di conferire un incarico della stessa tipologia».

Dunque il decreto del commissaria ad acta anziché disciplinare i criteri per l'attuazione della mobilità del personale risultato in esubero, in definitiva, «ha previsto una ipotesi particolare di conferimento dell'incarico di direzione di struttura complessa mediante il passaggio diretto di dirigenti con incarico di direzione di struttura complessa in eccedenza, in aperto contrasto con i principi normativi e contrattuali regolanti le modalità di conferimento dell'incarico dirigenziale di sopra richiamati».

Da qui la decisione di disapplicare non solo il decreto del commissario ma anche tutti gli atti consequenziali «in quanto in contrasto con principi fondamentali dettati dallo Stato, o comunque desumibili dalla legislazione statale e contrattuale in materia di conferimento dell'incarico di direttore di struttura complessa».

A questo punto, dice ancora il giudice, l’Asl è tenuta a conferire l'incarico di direzione di struttura complessa del Servizio di Medicina Legale soltanto all'esito della valutazione selettiva prevista dalla legge e dalla contrattazione collettiva, «previa indizione di avviso pubblico e svolgimento della relativa procedura». «Ciò dovrà avvenire - sulla base dei principi di legalità e dei canoni di buona fede e correttezza che presidiano il comportamento precontrattuale delle parti - senza tenere conto, nell'ambito della procedura selettiva da svolgersi, del periodo lavorativo che, a quel momento, sia stato maturato dal controinteressato, Ildo Polidoro, nel disimpegno dell'incarico illegittimamente attribuitogli».