IL FATTO

Abruzzo fuori dal commissariamento ma non ci sono soldi per le medicine

Casse vuote nella farmacia del Bernabeo di Ortona

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Abruzzo fuori dal commissariamento ma non ci sono soldi per le medicine

ABRUZZO. Conti risanati e sanità rafforzata?

Non sembra proprio che la sanità pubblica negli ultimi anni sia migliorata nella risposta e nei servizi.

La ragione è sempre la stessa: l’ossessione continua di ridurre le spese tagliando tutto quello che è stato possibile tagliare (tranne alcuni sprechi intoccabili) con l’effetto perverso di ridurre l’offerta pubblica per quantità e qualità. Meno reparti, meno ospedali, servizi concentrati in pochi punti, intere aree sguarnite, pronti soccorso “razionalizzati”  le liste d’attesa infinite. Per non parlare della qualità del lavoro nei presidi ospedalieri che per effetto dei tagli ha visto ridurre il numero di personale e aumentare il carico di lavoro.

In questo contesto si inserisce un preoccupante avviso diramato pochi giorni fa da un dirigente medico dell’ospedale di Ortona.

Rocco Ciampoli, responsabile della farmacia interna al presidio, è stato costretto a diramare l’avviso di assoluta impossibilità di approvvigionamento dei medicinali.

«Mi corre l’obbligo di avvisare le unità operative ed i servizi del nostro presidio ospedaliero che la farmacia non è in grado, suo malgrado, di effettuare la corretta e necessaria programmazione degli ordinativi alle ditte fornitrici causa totale mancanza di soldi a nostra disposizione. Si chiede pertanto, prima di organizzare interventi chirurgici, diagnostici e terapeutici,  di verificare la disponibilità  dei farmaci». 

Le richieste potranno comunque continuare a giungere in farmacia dove verrà apposta una dicitura precisa: «l’ordine sarà evaso non appena arriveranno i soldi»


Un avviso che, se non fosse inserito in una situazione drammatica e seria, farebbe anche un pò ridere.

Invece, l’effetto dei tagli e la mancanza di razionalizzazione e, forse, organizzazione, determina una serie di ripercussioni pesanti sul diritto alla salute di centinaia di cittadini.

Dunque cure rinviate per mancanza di soldi pubblici.

Ma come è possibile assistere ad un fatto del genere senza un moto di profonda indignazione, proprio oggi, alla luce del trionfo, anche un tantino fuori luogo, della propaganda governativa che vuole solo rose e fiori. I cittadini che si avvicina ad una struttura sanitaria pubblica intravedono spine e qualche volta le provano sulla loro pelle.

In queste condizioni qualunque promessa di riduzione di tasse è un inganno pericoloso.

Il sospetto è che il tempo delle toppe qua e là per arginare le falle di bilancio (ma non solo) non sia finito, anzi con la ritrovata libertà di gestione della sanità che ritornerà in capo al Consiglio regionale, ci saranno nuove amare sorprese all’orizzonte.

Ma almeno saranno frutto della piena ritrovata “democrazia”.

ASL CHIETI: «NESSUN PROBLEMA MA ABBIAMO DOVERE DI MONITORARE SPESA»  

«Questa è un’Azienda che non mette in ginocchio i servizi per via di tagli selvaggi alla spesa. Vale per tutte le unità operative, comprese le Farmacie ospedaliere, verso le quali la Direzione aziendale ha il dovere di esercitare una semplice azione di monitoraggio e controllo».

Lo dice Vincenzo Orsatti, Direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, sulla questione della revisione della spesa e sulla dichiarata impossibilità, delle Farmacie in particolare, ad acquistare dispositivi, presidi e medicinali.

«Non abbiamo ridotto le risorse - aggiunge - e il nostro impegno è finalizzato a garantire i livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei vincoli di spesa. La verità è che la programmazione della spesa va fatta con l'Azienda e nell'Azienda, rispettando le norme a tutela delle risorse pubbliche derivanti dalle tasse pagate dai cittadini. I fondi ci sono, non sono stati tagliati e le farmacie in particolare possono acquistare ed erogare quanto è necessario senza sospendere alcunché».