SANITA'

Ospedale Atessa, chiude anche laboratorio analisi. Testa (Fi): «accanimento contro sanità cittadina»

Il consigliere comunale contesta l’ultimo provvedimento della Asl

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

824

OSPEDALE DI ATESSA

ATESSA. D’Alfonso dispone, l’assessore Paolucci acconsente, il manager della Asl Flacco esegue ed i consiglieri di maggioranza stanno a guardare.

E’ questo il primo commento a caldo del consigliere comunale di Atessa Gilberto Testa (Forza Italia) che torna a farsi sentire sulla tematica sanitaria.

Testa fa riferimento alla deliberazione del direttore generale numero 871 del 22 luglio 2016 con la quale è stato disposto, nell’ottica di razionalizzazione e riconversione dell’ospedale di Atessa, che il Laboratorio Analisi, a far data dal 1° agosto 2016, operi come centro Poct (Point of Care Testing) per attività di diagnostica di base o di urgenza, demandandone a chi di dovere la relativa riorganizzazione, attraverso la formulazione tempestiva alla Direzione Aziendale, di proposte organizzative per l’assegnazione provvisoria del personale attualmente impiegato e provvedendo alla contestuale dismissione delle relative apparecchiature.

«Non capiamo – spiega Testa - perché la Regione Abruzzo si sia accanita tanto contro questo territorio. Avevamo capito già da tempo che la volontà regionale fosse quella di riconvertire l’ospedale di Atessa, ma quella messa in atto non è affatto una riconversione. Siamo infatti di fronte alla totale chiusura del presidio ospedaliero “San Camillo de Lellis” per favorire l’insediamento nella medesima struttura di un ospizio o Rsa (Residenza Sanitaria per Anziani). Siamo stufi di sentire le unghie stridule arrampicarsi sugli specchi, di chi per salvare la faccia, continua a sostenere che questa “riconversione”, consistente di fatto in una vera e propria chiusura del presidio ospedaliero, è il frutto o la logica conseguenza di scelte politiche pregresse».

Testa sottolinea come la giunta di centrosinistra avesse ereditato nel maggio 2014 «un ospedale di tutto rispetto, strutturalmente conforme all’attuale normativa simica (pare a differenza di altri presidi che si sta tentando di potenziare), con sale operatorie recentemente ristrutturate ed a norma e perfettamente funzionanti, nelle quali solo per interventi di week surgery e day surgery venivano eseguiti circa 1.500 interventi l’anno, dimostrando di essere un punto di riferimento per tutto il territorio. Inoltre la presenza di un Pronto Soccorso H24, un Laboratorio Analisi ed un Poliambulatorio per visite specialistiche funzionanti 6 giorni su 7, oltre ai reparti all’epoca efficienti e funzionanti di ortopedia, medicina, chirurgia, lungodegenza e riabilitazione ed a tutto quanto attinente la diagnostica. Non chiedevamo e non chiediamo nulla di più che riuscire a mantenere lo stato di fatto del nosocomio atessano, non stavamo e non stiamo chiedendo la luna, non stavamo e non stiamo chiedendo nuovi investimenti».

«In appena due anni – continua Testa - questo Governo regionale è riuscito a smantellare l’attività chirurgica, a sopprimere la quasi totalità dei reparti esistenti, ad eliminare con un colpo di spugna il Pronto Soccorso, a ridurre l’attività del Poliambulatorio attualmente funzionante appena tre giorni a settimana. Come se non bastasse però, in questa settimana apprendiamo anche, da una dichiarazione rilasciata il 15 luglio dal Direttore Generale della Asl Flacco durante un dibattito pubblico, della volontà regionale di trasferire il reparto di riabilitazione ad Ortona».

Secondo Testa questo atteggiamento «spocchioso ed arrogante» del Governo Regionale sarebbe insopportabile, soprattutto perché questi ultimi provvedimenti arrivano dopo il voto contrario, espresso nell’ultimo Consiglio Regionale, nei confronti del provvedimento di riordino della rete ospedaliera, che stava letteralmente martoriando la sanità atessana depauperandola di tutti i servizi, e soprattutto dopo l’uscita dal commissariamento decretata nello stesso giorno, che riporta al centro del Consiglio Regionale la competenza sulla Sanità che finora era stata di esclusivo appannaggio del presidente D’Alfonso in qualità di Commissario ad Acta.

«Tutto ciò ci aveva fatto ben sperare in qualcosa di buono e proficuo per il nosocomio di Atessa, invece ci troviamo solo a dover constatare un atteggiamento arrogante e talvolta provocatorio nei confronti della nostra Città e di tutto il territorio limitrofo».