ANNUNCITE CRONICA

Paolucci riannuncia l’uscita dal commissariamento. Ora fuori le carte

L’assessore alla sanità persevera e fa credere che l’Abruzzo è fuori dal commissariamento

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

755

Paolucci riannuncia l’uscita dal commissariamento. Ora fuori le carte

ABRUZZO.  «L'ente ha dimostrato di aver esaurito tutti gli adempimenti». Così Silvio Paolucci ha annunciato urbi et orbi quello che gli altri hanno inteso come «l’uscita dal commissariamento della Regione Abruzzo», finitaci dentro nel 2007 dopo lo sfacelo delle gestioni “egoistiche” precedenti.

Se Paolucci ritiene di aver dimostrato di «aver esaurito tutti gli adempimenti»  tuttavia non significa per forza che l’Abruzzo è fuori dal commissariamento, se non altro perchè manca il suggello del “verificatore”, cioè l’esaminatore di turno che, nel caso specifico, sono il ministero della Salute e quello delle Finanze.

E come se Paolucci ieri avesse detto: “ritengo di aver fatto una bella prova e di essere promosso all’esame di Stato”. Ma la promozione vera e propria è un’altra cosa e la decide qualcun altro.

Eppure nell’Abruzzo anestetizzato e indolente da due anni va bene che un amministratore pubblico come l’assessore alla sanità continui ad annunciare cose che non accadono.

Infatti, oltre Paolucci, di quello che realmente succede nei tavoli di monitoraggio non ne parla nessuno ed in mancanza di carte e visti i numerosi precedenti sfortunati, purtroppo, bisogna iniziare a dubitare di quello che si dice.

Attendiamo, dunque, le note ufficiali dei due ministeri che certifichino l’ufficialità dell’uscita dell’Abruzzo.

Dove sono?

Attendiamo quelle del governo che pure ha promesso.

Dov’è il verbale conclusivo che certifica nero su bianco e prova che Paolucci non dice mezze verità?

Dove sono le carte?


A parte le chiacchiere trite è lo stesso Paolucci a dimostrare che l’Abruzzo non è affatto fuori dal commissariamento visto che la procedura di uscita «ha tre fasi».

Se l’Abruzzo fosse fuori non ci sarebbe bisogno di «fasi».

Viceversa le «fasi» provano una sola cosa e cioè che «l’Abruzzo uscirà dal commissariamento».   

Cioè nè più nè meno il solito annuncio che Paolucci ripete sfortunatamente da due anni.

 I passaggi, infatti, sono tre: «nei prossimi giorni», sono le parole dell’assessore, «la Giunta regionale approverà una delibera con cui ci sarà il passaggio di poteri e il ritorno alla gestione diretta da parte dell'Ente, documento che poi sarà al vaglio della conferenza Stato-Regioni e del Consiglio dei ministri. Un iter che può essere definito anche prima dell'estate se si riuscirà a fissare l'esame nel calendario programmato prima della pausa estiva».

In una conferenza stampa ieri Paolucci, prima delle sonore strigliate in Consiglio regionale, ha spiegato: «abbiamo conseguito la piena adempienza sui livelli essenziali di assistenza perche' abbiamo investito sulla prevenzione e sugli screening e anche sulla rete di emergenza-urgenza che per la prima volta ha ricevuto un importante riconoscimento poiche' siamo riusciti a ridurre il tempo di risposta per 'allarme target per i codici rossi': un passaggio molto importante per la salute dei cittadini».

«La crescita sugli obiettivi salute e la sostenibilita' del sistema ha consentito di esaurire tutti i punti che erano stati indicati nel mandato commissariale».

Paolucci ha spiegato che anche quest'anno e' stato registrato l'equilibrio economico che, «anche se e' stato raggiunto con alcune sopravvenienze straordinarie attive, ha in se' tutte le coperture necessarie per procedere anche a un restringimento delle risorse nazionali».





MEZZE VERITA’

Purtroppo, però, ad ascoltare altri protagonisti delle trattative con i ministeri le cose sarebbero andate un pò diversamente.

Il fatto certo è che l’Abruzzo è ancora commissariato.

E’ stato fissato un ulteriore appuntamento con il tavolo di monitoraggio che con buona probabilità si terrà verso ottobre o novembre e almeno fino a quella data non cambierà nulla.

Secondo le nostre fonti il ministero della Salute sostanzialmente ha dato il proprio assenso, cioè la parte sanitaria sarebbe accettabile mentre alcune criticità resisterebbero nell’ambito contabile ed economico.

Il vero ostacolo sarebbe il ministero dell’Economia.

E pare che le cose ancora da sanare siano inerenti la spesa farmaceutica ed i privati, cioè le cliniche, magari proprio il pasticcio dei pignoramenti avviati da Pierangeli sull’extrabudget del 2011 e le famose note di credito date per certe e fino ad un certo punto non arrivate.

Poi che cosa è successo?

Le dichiarazioni non bastano più perchè hanno perso ogni attendibilità dopo due anni e non per colpa nostra.

Non è più tollerabile questa insostenibile mancanza di carte e questa costante tensione nel  celarle.

Dopo le pesanti strigliate ottenute in Consiglio regionale, la pesante bocciature dei suoi, il cedimento imbarazzante della maggioranza proprio sul suo lavoro,  Paolucci avrebbe dovuto rassegnare immediatamente le dimissioni perchè sconfessato dalla propria maggioranza e perchè tutto quanto fatto all’insaputa degli abruzzesi sulla sanità è stato pesantemente bocciato dal Consiglio regionale, non appena ha avuto la possibilità di esprimersi.

Ora c’è fibrillazione, molta. Pare che già ieri sera si sia tenuta una cena (su un trabocco) per discutere il futuro della sanità abruzzese.

Forse si stanno sopravvalutando troppo i trabocchi che sono il simbolo d’Abruzzo ma non la sede istituzionale per decidere il destino degli abruzzesi.

Forse si sta osando troppo e con troppa spavalderia.

Il tutto ricorda molto una brutta storia già vista e che speravamo di non subire mai più.