NELLA RETE

Rete ospedaliera, il piano è già fatto ma D’Alfonso vuole farlo approvare al Consiglio

Oggi arriverà in assemblea un documento del Pd che pubblichiamo integralmente

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Rete ospedaliera, il piano è già fatto ma D’Alfonso vuole farlo approvare al consiglio


ABRUZZO. Dov’è il piano della rete ospedaliera che sarebbe stato approvato dal tavolo di monitoraggio? Perchè non è stato pubblicato? I decreti del commissario sono pieni di buchi e molti documenti mancano nonostante le infondate rassicurazioni che arrivano dallo stesso ufficio dello staff del commissario-presidente.

Eppure dalle poche scarne dichiarazioni dell’assessore Silvio Paolucci -che stranamente non ha lanciato ancora comunicati trionfali- si evince che il piano della rete ospedaliera è stato approvata dal tavolo di monitoraggio.

Sì ma il documento dov’è?

In realtà non è vero che l’Abruzzo è la prima regione a vedersi approvata la rete (lo hanno già fatto Piemonte, Calabria, Campania, Puglia…)  infatti il decreto Lorenzin prevedeva il suo recepimento entro tre mesi dalla sua approvazione. Dunque circa un anno fa.

Allora come stanno le cose?

Ancora una volta chi comanda decide di dare le carte come  e quando vuole pensando di poter gestire un potere senza limiti, esattamente come fecero coloro che se la sono vista brutta nelle recenti storie politIco-giudiziarie-sanitarie abruzzesi.  

Di certo deve esistere un documento varato dal commissario che è stato oscurato (in barba alla trasparenza) e forse per ragioni meramente politiche.


Quali?

Se fosse stato soltanto il commissario e presidente di Regione ad approvare la Rete ospedaliera si sarebbe assunto le responsabilità di scontentare qualcuno, anzi molti. Da oltre un anno si favoleggia e si lanciano dichiarazioni che non fanno che esaltare quella cultura becera del campanilismo volto solo ad ottenere consensi spiccioli mentre qui si dovrebbe parlare di riorganizzare la sanità secondo criteri oggettivi e concreti.

Viceversa se dovesse essere il consiglio regionale ad approvare un documento di approvazione e recepimento di quanto già stabilito dal commissario e dunque dal tavolo di monitoraggio, sarebbero tutti i consiglieri, ognuno per sè, ad assumersi le responsabilità di scontentare il proprio territorio di provenienza.

Volete uscire dal commissariamento? Allora votate.

Non volete votare per evitare di scontentare i territori? Poco male rimarremo commissariati e qualcuno potrà beneficiare della sospensione di democrazia che dura da otto anni.

Una mossa strategica astuta e importante che, però, forse produrrà ulteriori frizioni all’interno della maggioranza di centrosinistra e contribuirà a rinvigorire quel gioco a rialzo che prima o poi farà esplodere gli equilibri.

Oggi alle 15.30 è convocato il primo consiglio straordinario proprio per parlare di rete ospedaliera e di sanità mentre il secondo è quello che sarà dedicato all’iniziativa cementificatoria del nuovo ospedale di Chieti proposto da Maltauro.


In tutto questo si registrano pochissime dichiarazioni scarne sulla seduta positiva di ieri del tavolo di monitoraggio che si è protratto fino a tarda sera ma che di fatto ha in gran parte chiuso le vicende ancora in sospeso ed avviato la Regione Abruzzo verso l’autogoverno in sanità.


ECCO IL DOCUMENTO CHE INCHIODERA’ I CONSIGLIERI REGIONALI


Oggi, dunque, approderà questo documento a firma del capogruppo del Pd, Mariani, da far approvare a tutti i consiglieri, documento che pubblichiamo integralmente.


Sono molte le cose che vengono riportate e a proposito della rete ospedaliera si legge:


«Al fine di assicurare ai cittadini efficacia, sicurezza e qualità delle cure prodotte, è importante che i parametri oggettivi, richiesti nel rapporto tra volumi di attività ed esiti favorevoli delle cure, concentrando l’erogazione delle prestazioni specialistiche di media e alta complessità, devono costituire elementi di valutazione imprescindibile dell’appropriatezza clinica e organizzativa di una buona sanità.

La coerenza della rete ospedaliera ai criteri del D.M.70/15 deve avere l’obiettivo prioritario non di ridurre l’offerta di assistenza e di posti letto, ma di rimodularla per dare al cittadino la struttura adeguata al suo specifico bisogno. L’adeguamento allo standard nazionale del 3,7 posti letto per mille abitanti consente alla Regione Abruzzo sia un incremento della dotazione dei posti per acuti, partendo dalla situazione attuale del 2,7 per mille abitanti e sia un potenziamento della riabilitazione e della lungodegenza, esclusivo nel settore pubblico, di almeno 140 posti in considerazione del livello attuale dello 0,37 e 0,13 a fronte dello standard nazionale di 0,5 e 0,2».


Ed ancora:

«Le specificità del territorio regionale, ad alta dispersione abitativa e ad alta percentuale di superficie montuosa (quarta in Italia), richiedono in questa fase che la messa in sicurezza della rete ospedaliera abbia l’obiettivo da un lato di una copertura assistenziale in grado di garantire tutti i territori più periferici utilizzando i bacini minimi per le discipline salva vita; dall’altro di collocare le discipline complesse in strutture baricentriche di aree omogenee, raggiungibili equamente da tutta la popolazione.

La contestualizzazione di questi criteri nel processo di riordino, e l’applicazione degli standard del Decreto Ministeriale consentono di individuare nella nostra regione: 7 presidi sede di DEA di I livello, 4 ospedali sedi di pronto soccorso (PO di Sulmona, PO di ATRI, PO di Giulianova, PO di S. Omero ), 2 presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate (Penne e Castel di Sangro), un polo ospedaliero (Ortona) afferente al rispettivo presidio principale (Chieti) con attività sanitaria elettiva e programmata, 2 riconversioni di presidi ospedalieri a bassi volumi di attività ( Atessa e Popoli), riqualificati rispettivamente in Ospedale di Comunità e in Centro Regionale di Riabilitazione».


 

Il Segretario Generale CISL FP,  Vincenzo Traniello, intanto preventivamente avverte: «E’ riduttivo e miope caricare l’uscita dal commissariamento della sanità di aspettative improprie. È, inoltre, illusorio che con il superamento del commissariamento possano trovare risposte tutte le disfunzioni del sistema sanitario regionale che, comunque rimane ancora soggetto al piano di rientro. Ci preoccupano fortemente però le prime dichiarazioni di autorevoli esponenti politici che ripropongono vecchie logiche del passato che hanno condotto ad una gestione scellerata della sanità regionale producendo dissesto economico e tagli lineari alle prestazioni sanitarie e ai servizi ai cittadini, con l’aggravante di un aumento vertiginoso delle tasse a carico degli abruzzesi».


«Con Il superamento dello status di commissariamento  è arrivato il momento che la politica si riappropri del potere d’indirizzo e programmazione in materia di sanità, ma con un approccio che non può essere di tipo campanilistico, o peggio dettato da interessi di “bottega” », conclude la Cgil.

Documento Pd Rete Ospedaliera