SANITA'

Accorpamenti ospedale Sant’Omero, il sindaco: «ci avevano dato rassicurazioni»

Luzii ricorda che a maggio venne sollevato il caso ma l’Asl minimizzò

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Accorpamenti ospedale Sant’Omero, il sindaco: «ci avevano dato rassicurazioni»

D'Alfonso e Pepe

SANT’OMERO. Dopo la notizia dell’accorpamento dei reparti di Ortopedia e Chirurgia dell’Ospedale Val Vibrata e i conseguenti disagi provocati ai cittadini il sindaco di Sant’Omero Andrea Luzii ricorda le promesse della politica e quelle rassicurazioni che oggi pesano come macigni.

Il primo cittadino riavvolge i fili della memorie e ricorda l’assemblea che si è tenuta nell’ospedale cittadino il 25 maggio scorso. Quell’incontro era stato voluto dall'assessore regionale Dino Pepe, e parteciparono pure il direttore generale dell’Asl Roberto Fagnano e il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, con dirigenti sanitari e altro personale di varie qualifiche.

I direttori, ricorda oggi Luzii, in vista delle ferie estive e con la carenza cronica del personale sanitario, avevano espresso la difficoltà dell'Ente ad erogare prestazioni senza creare disagio all'utenza.
In particolare erano in attesa che la Regione autorizzasse la proroga dei contratti a tempo determinato di varie figure.
«Se fossero stati prorogati i contratti a tempo determinato l'Ospedale di Sant'Omero non avrebbe avuto problemi di accorpamento di reparti», denuncia adesso il sindaco.
Tuttavia, pur in presenza della proroga, come ogni anno, da qualche tempo, anche nel 2016, si è avuto l'accorpamento di Chirurgia con Ortopedia smentendo l'assicurazione fornita poco più di un mese fa.
«Esistono due realtà», commenta amareggiato il sindaco, «quella rassicurante che ci viene trasmessa dal vertice ASL e quella reale, fatta di tagli progressivi e di una devastante e continua spoliazione del nostro ospedale e, più in generale degli ospedali di Giulianova ed Atri a cui va la nostra solidarietà. Non da oggi abbiamo sostenuto che le strutture possono morire perché la Regione decide di sopprimerle e questo non è il nostro caso in quanto il piano di riordino della sanità ha preservato le caratteristiche del nostro Ospedale, ma possono morire anche per cattiva organizzazione, un'organizzazione che non tiene in alcun conto dei numeri e delle esigenze della popolazione».
«Si sopprimono posti letto, con accorpamenti», aggiunge il primo cittadino, «in territori in cui, in estate, vi è un notevole incremento di popolazione per turismo. Francamente non riusciamo a capire quale logica ci sia dietro tali decisioni. La mobilità passiva, verso i privati e pubblici della Regione Marche, aumenta ogni anno, le liste di attesa sono sempre più lunghe ed i cittadini sono sempre più costretti a pagare le prestazioni, anche quelle esenti, per avere risposte alle loro esigenze sanitarie. Quale sindaco di Sant'Omero, come responsabile della sanità dell'Unione dei comuni e come membro del Comitato ristretto dei Sindaci nella ASL, esprimo il mio più profondo rammarico per questo modo di amministrare che non ci piace, che è carente di un vero e proprio confronto e che sembra presentare dissociazione fra quello che ci viene detto dalla Direzione Generale e quello che ogni giorno viene rappresentato, ai cittadini».