SANITA' CHE CAMBIA

Chiusura reparti e guardie mediche: «spreco immenso di risorse»

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Chiusura  reparti e guardie mediche: «spreco immenso di risorse»

Bernabeo di Ortona


ABRUZZO. Si taglia e si chiude per risprmiare ma quel risparmio in realtà costa e si trasformerebbe in uno spreco.
Sembra una contraddizione in termini ma forse non lo è. Ne è convinta Sara Marcozzi (M5s) impegnata da settimane in numerosi sopralluoghi negli ospedali “tagliati” dalla giunta D’Alfonso all’insegna del risparmio.

Il suo è un viaggio ispettivo per tastare il polso alla sanità vera, quella degli operatori al di là della visione politica restituita dai giornali.

Ieri Marcozzi è stata al Bernabeo di Ortona.

«Nei corridoi, parlando con i medici, abbiamo avuto l'ennesima conferma dello spreco di strumentazione che si è consumato a seguito della chiusura dei punti nascita. Inoltre abbiamo avuto conferma che il reparto di Geriatria e Medicina verrà trasferito a Chieti e il Pronto Soccorso depotenziato», dichiara Sara Marcozzi.

La ricognizione dei presidi ospedalieri oggetto del Piano di Riordino Sanitario targato D'Alfonso-Paolucci si è reso necessario anche in considerazione del fatto che l'assessore alla sanità non ha ancora inviato ai consiglieri, perlomeno a quelli di opposizione, la bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera.

«Il reparto di geriatria e medicina di Ortona», aggiunge Marcozzi, «rappresenta un fiore all'occhiello a livello regionale, ce lo dicono i numeri e, in particolare, il dato relativo al tempo medio di degenza dei ricoveri che risulta essere molto più basso della media degli omologhi reparti in Abruzzo. Non ci spieghiamo, pertanto, la scelta dell'accorpamento a Chieti, reparto peraltro già in grave affanno, costretto a fare ricorso quotidiano a posti letto in barella lungo i corridoi».

Altro capitolo che «desta forti preoccupazioni», soprattutto tra la popolazione residente, è il depotenziamento del pronto soccorso: «Ortona serve un bacino di utenza di circa 50.000 persone, con un numero di accessi annui al pronto soccorso superiore a 18.000. Per questo riteniamo che il governo regionale debba ripensare la scellerata scelta di depotenziare il pronto soccorso danneggiando l'accesso alle cure in termini di qualità dei servizi e tempi di intervento. Inoltre va efficientata e implementata la rete dell'emergenza-urgenza al fine di garantire tempi di intervento certi e tempestivi. Soprattutto perché i tagli già effettuati sul territorio stanno determinando l'allungamento dei tempi di intervento e costringendo le ambulanze a lunghe percorrenze lasciando, molto spesso, scoperti i territori per lunghi periodi».

Sempre sul tema della sanità Marcozzi ha chiesto un consiglio regionale straordinario sul project financing del nuovo ospedale da costruire su proposta di Maltauro mentre ieri la giunta ha annunciato nuovi sei ospedali da costruire con investimenti di oltre 200mln di euro.


Intanto però chiudono anche le guardie mediche che lasciano sprovvisti i territori interni ma anche le zone costiere magari affollate di turisti.

«Presto chiuderanno le guardie mediche in molti comuni del vastese, tra gli altri  Scerni e Cupello», dice il consigliere M5s, Pietro Smargiassi, «un annuncio che  sembra cogliere di sorpresa molti esponenti dei partiti  che tentano, solo ora e  in maniera goffa e maldestra, di salvare la faccia con i propri elettori .Al contrario non sono sorpreso dalle chiusure visto che dal primo giorno in cui misi piede in Consiglio regionale mi sono battuto, nek silenzio di colleghi di maggioranza ed opposizione, perché questo scandalo fosse evitato . Attraverso atti di indirizzo e interrogazioni ho provato a far comprendere alla maggioranza ed in particolare all'Assessore Paolucci le gravi conseguenze derivanti dalla chiusura di quelli che sono gli avamposti del soccorso nei luoghi territorialmente più svantaggiati. Territori in cui gli abitanti hanno grosse  difficoltà a  raggiungere i grandi centri e ricevere le prime cure necessarie».

«Quando si  spengono i riflettori elettorali», incalza, «i big vanno via dalle piazze che hanno illuso e restano  i cittadini di comuni quali Scerni, Cupello o Celenza Sul Trigno, lasciati soli con le solite promesse non mantenute e con i problemi di una sanità regionale che continua a dimenticare volutamente le aree interne».

FLACCO: «IGNORATE LE ECCELLENZE»

«Mi sarei aspettato soprattutto parole di elogio della delegazione Cinque Stelle sulle tante eccellenze dell’ospedale di Ortona. Invece non una parola sulla Senologia, sulla Ginecologia Oncologica, sulla Chirurgia generale e del pancreas a indirizzo oncologico, sul Centro radiologico mammario, sul Centro di medicina della riproduzione, che fanno grandi numeri e grande qualità, con risultati eccellenti in termini di mobilità attiva». E’ il commento del Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Pasquale Flacco alle esternazioni della rappresentanza grillina a margine della visita fatta al “Bernabeo”.

«L’ospedale di Ortona è uno scrigno - prosegue - nel quale sono state concentrate attività di straordinaria importanza per l’Azienda ma soprattutto per i pazienti, che non perdono occasione per esprimere tutto il loro apprezzamento per servizi così qualificati. Evidentemente tutto questo non vale nulla per i Pentastellati, che preferiscono cercare col lanternino qualche punto da contestare. Ebbene, dovranno cercare meglio, perché sul fronte della Geriatria al momento non esiste un piano di trasferimento, e se scelte differenti dovessero essere compiute in futuro in virtù della programmazione regionale, sarebbero da ricondurre alla logica della concentrazione della casistica e delle attività, che, com’è noto, rappresenta una garanzia di qualità delle prestazioni. Per quanto attiene, invece, all’emergenza, resta la postazione attiva nelle 24 ore, in grado, quindi, di trattare gli episodi acuti, con l’unica differenza di non effettuare ricoveri nello stesso ospedale, riservato alle attività programmate. Quanto agli investimenti, credo che nella storia degli ultimi decenni non ci sia traccia di un’idea progettuale finalizzata a dare ruolo e sostanza all’ospedale di Ortona. Noi lo abbiamo fatto, facendo ricorso a fondi di bilancio aziendali per dare corpo alle scelte fatte, e riqualificando sotto il profilo strutturale e tecnologico l’intero immobile».