ATTO DI ACCUSA

Asl Chieti, nomina direttore amministrativo senza titoli: scatta la denuncia penale

Febbo presenta esposto alla Procura e Corte dei Conti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2870

Consiglio Stato: «regolare concorso Asl Chieti per tecnici»

Pasquale Flacco

CHIETI. Dopo la denuncia pubblica dei mesi scorsi, dopo aver presentato una interpellanza al presidente D’Alfonso, non essendo stato revocato l'incarico contestato, Mauro Febbo è passato all’attacco con una denuncia alla procura della Repubblica di Chieti inviata pure alla Corte dei Conti.

Nel mirino la nomina di Sabrina Di Pietro a direttore amministrativo della Asl di Chieti in carica dallo scorso 1° aprile e per i prossimi tre anni.

Il suo compenso è di 90.896 euro lordi l’anno (7.574 euro mensili).

Già nel 2006 la stessa Di Pietro aveva avanzato la candidatura e ottenuto la nomina alla Asl dell’Aquila ma in quell’occasione gli furono contestati i requisiti.

Due mesi fa ripresentando la stessa documentazione e ricadendo «nello stesso grave errore», ha denunciato Febbo, ha ottenuto il medesimo incarico dal direttore generale Pasquale Flacco.

Lo stesso direttore al quale, in qualità di presidente della Commissione di Vigilanza, Febbo aveva chiesto l’attestazione dei requisiti ricevendo invece una risposta definita dall’esponente di centrodestra «insufficiente, affatto chiarificatrice e non rispondente a quanto richiesto».

MA I REQUISITI?

Secondo la normativa (D.Lgs 502 /1992) il direttore amministrativo deve essere laureato in discipline giuridiche o economiche, non aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età e aver svolto per almeno 5 anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o provate di medie o grande dimensione.

Nella nota di risposta Flacco dice, richiamando il curriculum della Di Pietro, che la stessa ha ricoperto dal 29 maggio 2006 al 30 settembre 2009 l’incarico di Direttore Amministrativo presso l’ex Asl dell’Aquila (incarico come sottolineato oggetto di contestazioni) e dal 7 febbraio 1997 al 31 dicembre 2002 ha ricoperto l’incarico di “Direttore della Istituzione Pubblica ex ONPI di Caprara – Spoltore (struttura socio sanitaria per anziani autosufficienti e non, dimensionata con 80 posti letto).

«Da informazioni ricevute», scrive Febbo nella sua denuncia, «risulta che la struttura non assolve ai requisiti richiesti (…) e non ha mai svolto, neanche in passato, attività socio-sanitaria e non risulta mai essere stata accreditata o aver fatto richiesta di accreditamento per lo svolgimento dell’attività socio sanitaria».

Risulta, infatti, che la stessa è una semplice casa di riposo che svolge attività socio assistenziale con lo scopo di sostenere le famiglie che non intendono farsi carico del familiare anziano.

Il Tribunale dell’Aquila, nonché la Direzione regionale della Sanità, avevano già ribadito in passato che la struttura non è socio-sanitaria, cioè non è accreditata, e peraltro non è dimensionata con 80 posti letto.

«Ciò che ha dichiarato Di Pietro», aveva già contestato Febbo nelle scorse settimane, prima di firmare la denuncia, « è di una gravità inaudita, soprattutto in considerazione dei precedenti, così come è grave e dimostra superficialità e pressapochismo l’operato della Direzione della Asl che in prima istanza può essere stata tratta in errore dal curriculum “fuorviante” ma alla richiesta del sottoscritto, in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza di certificare e attestare il riconoscimento dei requisiti, sarebbe dovuto sorgere qualche dubbio».

Ma è anche un altro punto contestato. «Manca anche il requisito dimensionale»; scrive Febbo nel suo esposto: «per la nomina è necessario che il candidato abbia svolto una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione. E risulta evidente che l’incarico svolto all’ex Onpi non abbia il requisito necessario ed imprescindibile richiesto».

«La stessa», attacca ancora il presidente della Commissione Vigilanza, «peraltro risulta impegnata in prima persona nella definizione del "project financing Maltauro" su cui c'è l'ostinazione alla realizzazione da parte del presidente D'Alfonso».