LARSEN ED IL FISCHIO

Sanità in rosso, per ridurre la spesa… si deve pagare la Kpmg

Il prelievo che si aggira intorno ai 2 mln di euro sarà a carico del fondo sanitario nazionale

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L’Abruzzo fuori dal commissariamento della Sanità? Sì, però…

Silvio Paolucci

 

ABRUZZO. Tra novembre e dicembre, racconta una leggenda, l’assessore Silvio Paolucci fece arrivare una richiesta di affidamento di un nuovo incarico alla Kpmg sulla scrivania del direttore generale Cristina Gerardis. Si racconta che l’attenta e scrupolosa dirigente, catapultata dai palazzi ministeriali si sia rifiutata più o meno bruscamente di firmare.

Si trattava di una richiesta di 1,5 mln di euro da conferire alla Kpmg in aggiunta al contratto già stipulato. Soldi necessari per far fronte alle sempre maggiori difficoltà per far quadrare i conti nella sanità ai tempi di D’Alfonso.

Kpmg è l’advisor tanto amato da Chiodi (che ha premiato la società più volte), e pare ora anche Paolucci voglia seguire la stessa strada. Quest’ultimo sembra affidarsi di peso alla multinazionale per fare bella figura ai tavoli romani di monitoraggio che finora sono rimasti segreti e misteriosi.

Ora però grazie ad una recente delibera di giunta il problema di come inquadrare le nuove attività da far svolgere a Kpmg è risolto ed il documento racconta molto bene quello che davvero sta accadendo in Regione sulla sanità e che nessuno ha il coraggio di raccontare e di affrontare.


4 AMICI AL TAR?

Intanto la delibera 292 del 3 maggio 2016 può stare bene in un cantuccio del guinnes dei primati perché gli assessori sono praticamente tutti assenti tranne 4 che si approvano il documento.

Ed è un bel caso che in materia di sanità e per un fatto così importante il “presidente-ancora commissario” sia assente: proprio lui che deve esserci sempre e comunque a costo di farsi due volte in un giorno la regione e di prendere decine di multe per eccesso di velocità

Sarà, ma questo piccolo particolare non fa che avvalorare la tesi di quei malpensanti che continuano a dire che tra D’Alfonso e Paolucci proprio non ci sia più dialogo e che siano ai ferri corti quasi su tutto.

Sarà un caso ma è proprio il gruppo vicino a Paolucci che porta sul tavolo il problema della Kpmg ed è Paolucci che chiede di approvare la delibera seppure in quattro.

Quello che pare ipotizzabile è che gli assenti non si mangeranno le mani, anzi magari il “presidente-ancora commissario”, pur non facendo, potrebbe aver segnato un punto forte a suo favore.


CHE PREVEDE LA DELIBERA?

La delibera è lunga e farraginosa, troppe parole che nascondono insidie e spiega che al fine di dare attuazione e completamento al piano operativo 2013-2015 e perseguire gli obiettivi posti dal tavolo di monitoraggio sulla verifica degli adempimenti regionali in campo sanitario è necessario prorogare il contratto alla Kpmg che è l’advisor, cioè che controlla i conti della Regione e fa il “lavoro duro”.

Ai profani potrebbe sembrare un po’ un controsenso e potrebbe suonare più o meno così: siccome dobbiamo adempiere agli obiettivi imposti dal tavolo di monitoraggio (cioè limitare la spesa e portare in equilibrio il bilancio sanitario) è necessario aggiungere una ulteriore spesa per garantirsi il necessario e imprescindibile apporto dell’advisor.

Insomma per limitare le spese bisogna spendere di più. E non è nemmeno la prima volta che accade…

E non è nemmeno questo l’aspetto più interessante della delibera perché, in fondo, se è vero che la Regione ha proprio bisogno di un apporto esterno lo si può anche pagare, magari, però, prendendo i soldi da altri capitoli di bilancio e non quelli che servirebbero per i servizi sanitari già ridotti all’osso.

Ed in questo caso vengono prelevati milioni (circa 2) dalla “quota del fondo sanitario nazionale per il raggiungimento di particolari obiettivi fissato dalla legge e dagli indirizzi programmatici emanati dalla regione”. Parrebbe di capire che si tratti dello stesso fondo sanitario che servirebbe per finanziare la… sanità. In questo caso però per sanità si intendono “i conti della sanità” e non servizi o assistenza ai cittadini. 

Ma poi con tutti i dipendenti che ci sono in Regione ed i vari dipartimenti che si occupano di sanità siamo davvero sicuri che era necessario appaltare all’esterno il servizio?

Per esempio esiste un dipartimento della Regione Abruzzo che si chiama “Programmazione economico-finanziaria e Controllo di gestione delle aziende sanitarie” il cui dirigente è Giovanni Farinella che dovrebbe organizzare proprio il supporto di assistenza tecnico legale alle altre strutture regionali per fare ordine nei conti della sanità.

Tra l’altro Farinella è proprio un ex Kpmg fuoriuscito per assumere l’incarico alla Regione Abruzzo ma poi si trova comunque obbligato ad avere rapporti con i suoi ex colleghi.

 


QUANTE CRITICITA’

Il problema è che sono molte le criticità rilevate in questi quasi due anni, spiega il documento che prepara i presupposti per elargire, come quello di «reperire dati gestionali necessari per la programmazione sanitaria» e proprio per questo è necessario richiedere all’Advisor di fornire «un effort di giornate uomo aggiuntive straordinarie per verificare la fattibilità nell’ambito dell’attuale rapporto contrattuale». Se però c’è difficoltà ancora  a reperire dati nell’epoca dei fogli excell magari il problema  è un altro, magari ha a che fare con altri “fantasmi”…

In pratica Paolucci ed i suoi sostengono che la Kpmg deve fare di più (ovviamente incassando di più) e che bisogna fare in fretta perché il tempo scade a settembre e per quella data si spera che il ping pong con il ministero sia davvero terminato.

Di fatto, specifica la delibera, non ci saranno nuove attività ma solo una mole di lavoro aggiuntiva ed imprevista rispetto al piano di lavoro firmato nel 2013 anche perché il continuo cambiamento delle leggi implica un lavoro di aggiornamento estenuante e difficoltoso e di raccordo.

Nello specifico si dovranno sistemare le cose dal punto di vista della spesa del personale della sanità e si prevedono tagli, poi si cercano disperatamente soluzioni  e misure correttive per gli annosi problemi dell’incremento della spesa farmaceutica ma anche per i beni e servizi  e cercare di smaltire al meglio il grosso contenzioso giudiziario pendente nelle quattro Asl.


IL CANE LARSEN

Ora, tenute in debito conto tutte le norme in materia, si promette che l’estensione contrattuale non  sforerà di una quota maggiore del quinto dell’intero ammontare  dell’appalto.

Magari tutte le norme sono rispettate ma rimane la scelta impopolare e inopportuna di sottrarre ulteriori fondi alla sanità nel momento in cui si è passati dal pareggio al profondo e misterioso rosso per scelte e gestione che sono come minimo discutibili. A porre il loro autografo sul documento  sono Paolucci, Lolli, Gerosolimo e Pepe ma non l’ancora commissario D’Alfonso.

Il punto, però, è che nonostante la Kpmg, nonostante il suo lavoro certosino di questi anni le spese sono aumentate comunque ed ora aumentano ancora di più proprio per pagare la Kpmg che dovrebbe aiutarci a farle diminuire. Ma più si paga e più le spese non diminuiscono o magari il traguardo si allontana...

Certo è che pagare- e pagare di più- per sistemare le questioni del personale e la spesa farmaceutica significa per forza di cose che gli uffici della Regione competenti per questi argomenti sono... incompetenti.  

A chi non sembra di sentire un assordante fischio tipico dell’ “effetto Larsen”, che in questo caso è il nome del cane che si morde la coda?

Alessandro Biancardi

 

PS: LO STRASCICO

PAOLUCCI SI OFFENDE E FA SCRIVERE ALL’AVVOCATO

«Fortemente lesivo dell’onore e dell’immagine. Rimuovere subito la scritta». L’avvocato Carla Tiboni scrive, diffida, minaccia di agire per le vie legali per nome e per conto dell’assessore Silvio Paolucci che ha giudicato la scritta sulla foto “il cane Larsen” offensiva .

«Tale pubblicazione è gravemente lesiva dell’onore e della reputazione di Paolucci che viene accomunato ad un animale (nella specie un cane) con parole dispregiative poste esattamente al di sotto del proprio viso ed a lui ricondotte nel corpo dell’articolo», scrive l’avvocato che contesta anche i contenuti ripresi dal documento che è stato pure pubblicato in calce all’articolo e magari appena criticato nell’opportunità come pare sia ancor alecito fare ad un giornalista.

Si lamenta, inoltre, anche il fatto di non aver interpellato a voce lo stesso Paolucci del quale tuttavia  è stata illustrata la sua azione amministrativa attraverso il documento da lui firmato.

 Ci scusiamo con l’interessato se c’è stato un solo lettore che abbia potuto pensare che la didascalia (ironica, evidentemente troppo) fosse riferita a Paolucci visto che mai in undici anni abbiamo  offeso o denigrato alcuno in modo peraltro così sciatto e grossolano oltre che ampiamente censurabile.

Purtroppo, però, leggendo l’articolo ed il suo contenuto specie nella parte finale si capisce bene che “l’effetto Larsen” e termine tecnico di uno specifico effetto fisico (il fischio innescato dal microfono nell’amplificatore in un cerchio infinito) anche se più comunemente lo stesso fenomeno viene indicato come “il cane che si morde la coda” (di qui la crasi “il cane Larsen”) .

Ma è chiaro nel testo che il tutto sta ad indicare un fatto e non una persona ed il fatto è che si debba pagare per risparmiare. Fatto che in tutto il mondo potrebbe apparire un controsenso.

Quanto alle diffide degli avvocati  degli amministratori pubblici, questi ultimi farebbero bene a capire di essere ogni giorno sotto esame e per quanto ci riguarda continueremo a controllare e vigilare sulla qualità purtroppo bassa della amministrazione della cosa pubblica nonostante le continue intimidazioni più o meno velate.

Al riguardo riteniamo inopportuno e poco felice la scelta di continuare a celare le carte che mettano in luce la reale situazione della sanità in Abruzzo e nello specifico i risultati del tavolo di monitoraggio.

Dunque meno permalosità e più documenti.

a.b.   

DGR292-2016