SANITA'

Da Chieti ad Ortona, trasferito anche il reparto di Dermatologia

Protesta Forza Italia: «provvedimento senza senso»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1166

ospedale chieti


CHIETI. Il reparto di dermatologia saluta l'ospedale clinicizzato di Chieti per approdare ad Ortona e rendere una offerta «più omogenea».

E’ uno dei tanti effetti del decreto n°4 del Commissario ad acta D’Alfonso che  tante polemiche ha suscitato per un presunto sbilanciamento verso il privato ed un impoverimento dell’offerta pubblica.

Il consigliere comunale di Chieti; Emiliano Vitale (Fi) attacca frontalmente questa scelta ed il Pd mentre Paolucci sostiene che con questo trasferimento si completa un'offerta che permette ai pazienti di avere un percorso terapeutico completo e ricordando la presenza nel presidio di Ortona del professor Francesco Fanfani, luminare di Chirurgia ginecologica oncologica, ora avrà anche il Centro per la cura dei melanomi, i tumori della pelle.

 

«A Paolucci sfuggono credo volutamente delle riflessioni», sostiene Vitale, «in primis chi si fa assistere da Dermatologia non solo solo i malati tumorali e che il professor Fanfani presta la sua professionalità anche al reparto di ginecologia ed ostetricia di Chieti dove, in detto reparto, si registra un significativo incremento di degenti e di assistiti dopo la chiusura del Punto nascita di Ortona che di fatto sta mettendo a dura prova il personale medico, infermieristico e ausiliario del policlinico del capoluogo. Infatti  nel reparto teatino di ostetricia e ginecologia ieri hanno attaccato il 640° braccialetto neonatale e siamo solo a metà di aprile, vuol dire più di 6 nascite al giorno, da inizio anno. Provi ad immaginare l'Assessore Paolucci il "saldo" al 31 dicembre e tutto questo con sole 15 ostetriche full time, escluse le tre temporanee, 3 in maternità e le 5 part time, costrette a turni massacranti e con il conseguente aumento della percentuale di rischio».

«Personalmente non mi dispiace che il Punto nascita di Chieti sia un punto attrattivo d'eccellenza, però certe eccellenze andrebbero attenzionate e valorizzate. Ma la Regione del Pd che fa? Forse una marchetta "pre-elettorale" in vista delle ormai imminenti votazioni ad Ortona?», dice Vitale, «invece di mettere a disposizione del nosocomio teatino azioni dirette alla conservazione e miglioramento di assistenza sanitaria pubblica, trasferisce reparti come  dermatologia, depotenziando ancora il SS Annunziata ma non risolve il problema del reparto di ostetricia/ginecologia magari procedendo ad una separazione, avendo spazi e possibilità e nuovo  personale».

Del resto anche il pronto soccorso del nosocomio teatino sta letteralmente esplodendo per l’aumentato carico di interventi richiesti e l’insufficiente apporto numerico di personale.

«Si taglia a Chieti, fra pubblico e privato», conclude Vitale, «lasciando ferite sanguinanti ed in via di infezione e si cuce in favore dei privati o altrove. Il tutto con un silenzio assordante delle istituzioni e delle opposizioni del Comune di Chieti. Magari chissà forse, appena D'Alfonso e Paolucci faranno pace, decideranno magari di affidare, e spero proprio di no, i punti nascita ai privati, ed alla fine dei giochi, con la scusa del Decreto Lorenzin che doveva essere interpretato e non applicato "presuntuosamente" , ma il tutto, guarda caso sempre, a discapito della sanità pubblica e della città di Chieti».