SANITA'

Borse lavoro per malati psichiatrici: i soldi dirottati altrove per tappare i debiti

Fi: interpellanza urgente per capire dove sono finiti i soldi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

154

Politiche giovanili, sì della Regione al progetto sulle reti di aggregazione

 

ABRUZZO. Da giorni da più parti giungono denunce circa i disagi subiti da soggetti affetti da patologie psichiatriche che avrebbero diritto a borse lavoro destinate all’integrazione professionale.

Si tratta di un gruzzoletto che rientrava nei progetti obiettivo che con molta probabilità sarà utilizzato per ripianare altre voci di spesa e per colmare il buco che ogni giorno che passa diventa sempre più grande.

Sulla sanità c’è da attendersi una specie di cataclisma perché le dichiarazioni di circostanza e propaganda -che spesso non trovano conferme- lasciano pesanti dubbi sull’intera gestione, dopo anni di sacrifici e annunciato pareggio.

La strategia della Regione e del commissario è ancora vaga e di documenti ufficiali non c’è traccia. Per cui le voci di pesanti tirate d’orecchie da parte di Roma all’Abruzzo non trovano smentite nelle carte.

Così è di oggi la notizia che il ministero addirittura ha sanzionato la Regione per non essere stata in grado di ativare le Rems che avrebbero dovuto prendere il posto dei tristemente famosi Opg e così l’Abruzzo è stato commissariato (non bastava già il commissario alla sanità…)

Così sono sempre di più le voci che vorrebbero assorbiti i soldi dei progetti obiettivi per tappare il deficit accumulato nell’ultimo anno e mezzo.

C’è da pagare le fatture arretrate anche delle cliniche private e bisogna trovare liquidità a tutti i costi.

 Forza Italia intanto ha chiesto l’immediato ripristino delle Borse lavoro.

Il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, ha già presentato un’interpellanza urgente, da discutere in occasione della prossima seduta del Consiglio regionale, per sapere quali siano le ragioni dell’interruzione di quelle borse lavoro, quali siano gli interventi dell’amministrazione regionale per ripristinare il servizio interrotto, e soprattutto quale sia stato l’utilizzo, da parte delle singole Asl, delle risorse vincolate all’attuazione del ‘Piano di azione nazionale per la salute mentale 2013-2020’ nel periodo 2014-2015 e anche nel 2016.

Capire come sono stati spesi sino a oggi i fondi disponibili, e soprattutto quanto è stato speso, sarà utile per fare luce sulla congruità delle azioni messe in atto.

 

Le borse lavoro sono state istituite dalla Regione Abruzzo al fine di ampliare, con proprie risorse, gli interventi erogati dalle Asl a favore dell’utenza psichiatrica, e le Asl del territorio, seppur in mancanza del rifinanziamento della legge 94/2000, nel 2015 hanno continuato a erogare le borse lavoro, attingendo a stanziamenti straordinari della Regione o anche con le risorse derivanti da progetti obiettivo. Non solo: le azioni tese a garantire le prestazioni assistenziali e socio-riabilitative, compresi i programmi di reinserimento sociale e lavorativo, sono previste espressamente come prioritarie nel Piano di Azioni Nazionale per la salute mentale 2013-2020, recepito dalla stessa Regione Abruzzo con Decreto del Commissario ad acta nell’ottobre del 2014. E il Fondo Sanitario Nazionale prevede l’assegnazione di fondi vincolati per la realizzazione di quel Piano 2013-2020, fondi dunque che dovrebbero ancora essere in cassa.

Tuttavia, dal gennaio 2016 risulta interrotta l’erogazione delle borse lavoro su tutto il territorio regionale, con grave disagio sia per i pazienti psichiatrici che ne usufruivano, sia per le famiglie, che di fatto vedono interrotto un percorso virtuoso di reinserimento sociale dei propri cari.