IL FONDO

Sanità: sì da Regioni a riparto Fondo da 111 mld

Bonaccini, risultato storico. Lavoro su nuovi criteri e mobilità

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ROMA. Per la prima volta la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome approva in tempo record il riparto del Fondo sanitario nazionale: sono bastate quattro ore ai governatori per trovare l'accordo su come dividersi i 111 miliardi di euro (in concreto si tratta di 108,4 miliardi, le altre sono risorse vincolate) che serviranno per gestire e finanziarie il Servizio Sanitario nazionale per tutto il 2016.

La velocità della decisione - che ha trovato solo alcune resistenze da parte delle Regioni del sud, e in particolare dalla Campania - è stata legata al desiderio dei governatori di incassare al più presto le risorse e poter quindi programmare meglio la spesa sanitaria. Tanto più che con le ultime leggi di stabilità è stato evidente che più dell'aumento di 1 miliardo concesso per quest'anno, il Governo non sarebbe stato disposto a dare. Alcune Regioni tuttavia, la Campania in testa, chiedono da tempo una revisione dei criteri di riparto, fondati, fino ad ora, fondamentalmente sull'indice di anzianità della popolazione e sui parametri forniti dalle cosiddette Regioni benchmark (Umbria, Marche e Veneto). La Campania e altre regioni meridionali sostengono invece che bisognerebbe considerare altri e più innovativi criteri: dall'inquinamento dei territori, che comporta malattie e quindi spese a carico del Ssn agli indicatori socio-sanitari ("storicamente la Campania è stata una Regione penalizzata dai riparti dei Fondi sanitari", ha rimarcato il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola). Nei fatti, l'approvazione in tempo record del riparto e all'unanimità fa dire al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini che "è un risultato storico. E' anche il segnale che si può fare programmazione con la certezza delle risorse. Le Regioni dimostrano al Paese che sono un elemento importante nel sistema istituzionale". Al tempo stesso la Conferenza - che il prossimo 25 febbraio nominerà il nuovo coordinatore della Commissione Salute - è venuta incontro alla richiesta delle Regioni del sud dando mandato alla Commissione Salute di lavorare su una possibile revisione dei criteri del riparto sanitario e ponendo all'ordine del giorno il tema della mobilità sanitaria, "su cui vi sono squilibri", come ha ammesso Bonaccini. Un tema, questo, che sta a cuore in particolare al governatore della Toscana Enrico Rossi. "Propongo un Piano nazionale per rilanciare la qualità delle prestazioni al sud e limitare la mobilità sanitaria verso il nord. Alcune Regioni al sud spendono troppo per la mobilità sanitaria: 300 milioni solo la Calabria", ha detto.

 

Concordano in pieno il governatore della Valle d'Aosta Augusto Rollandin "vanno messe alcune regole, ci sono eccessi che vanno evitati"; la presidente dell'Umbria Catiuscia Marini "dobbiamo fare in modo che ciascuna Regione affronti la questione della mobilità dando risposte di qualità ai cittadini e recuperando così risorse"; il governatore delle Marche Luca Ceriscioli: "è arrivata una proposta interessante che vedrà le Regioni al lavoro sempre nell'ottica di una forte collaborazione". Un plauso alla rapida approvazione del riparto è arrivato anche dall'assessore lombardo Massimo Garavaglia "ci dà la possibilità di programmare in modo corretto la spesa" e dal vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, "è un riscatto per le Regioni che spesso sono arrivate in zona Cesarini". Il governatore della Puglia ha invece evidenziato come ci sia stata "una esigenza collettiva di fare presto, per evitare che al Governo venissero cattive idee, specialmente in caso di fallimento della trattativa sulla flessibilità in Europa, e dunque abbiamo accelerato".