IL BUBBONE

Incidenti stradali, le Asl non incassano 1,5 miliardi di euro. Altro favore alle assicurazioni

La spesa viene caricata interamente sul Sistema sanitario nazionale e paghiamo pure una apposita tassa

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Incidenti stradali, le Asl non incassano 1,5 miliardi di euro. Altro favore alle assicurazioni

ROMA. La notizia sembra di quelle eclatanti e che gettano ancora una volta una pesantissima ombra sulle istituzioni pubbliche che di fatto sprecherebbero una cifra colossale regalata alle assicurazioni. Una svista generalizzata e senza responsabili.  

Il fatto è questo: quando ci si fa male in un incidente stradale a pagare le spese sanitarie (ambulanza, tac, radiografie) è il Servizio Sanitario Nazionale e non le assicurazioni come dovrebbe essere visto che la poliza Rca per la responsabilità civile serve proprio a questo.

Siamo in presenza di  «un danno erariale annuo, a carico dei cittadini, da più di un miliardo e mezzo di euro» viene detto nel servizio delle Iene che hanno scandagliato il settore e trovato una vera e propria falla nel sistema che, se sanata, potrebbe far risparmiare un bel po’ di soldi ai contribuenti.  

La situazione è a dir poco assurda perché i cittadini pagano l’assicurazione per essere coperti in caso di incidenti ma alla fine della fiera sono sempre i contribuenti a dover pagare una seconda volta.

La iene Nadia Toffa è andata anche negli ospedali e il personale ha confermato tutto: «se vieni investito e ti fai male siamo di fronte ad un’assistenza che deve dare lo Stato al cittadino Italiano. Le paghi tu con le tue tasse». In realtà non è proprio così…

L’ospedale non può chiedere il rimborso alle assicurazioni? «Non lo fa nessuno», è la risposta shock.

Funziona così, spiegano in un altro ospedale: «l’ospedale manda alla Regione la tabella del suo paziente che è stato ricoverato per questa cosa, ha subito questo intervento, il tutto costa tot. Il Servizio sanitario nazionale risarcisce l’ospedale. Punto! Fine».

Secondo alcune direzione sanitarie  l’ospedale dovrebbe rivalersi sull’assicurazione ma «nessuno lo fa», per inerzia o per ignoranza.

In uno dei nosocomi in cui sono entrate le telecamere nascoste de Le Iene un dipendente ha spiegato chiaramente: «all’ospedale non gliene po’ fregà de meno  che deve ricevere i soldi dall’assicurazione».

Dunque i fatti accertati sono: per ogni incidente stradale c’è una assicurazione che copre i danni causati dal veicolo per cui tutte le spese sono a carico della assicurazione. Ma gli ospedali che prestano i soccorsi poi si “dimenticano” di richiedere indietro tali spese caricandole sul sistema sanitario e dunque a carico di tutti lasciando un bel gruzzolo alle assicurazioni stesse che peraltro già incamerano una percentuale ad hoc pagata dai clienti.

Nadia Toffa ha sentito anche il parere di un avvocato di diritto pubblico, Federico Tedeschini che ritiene che il risarcimento sia a carico delle Assicurazioni così come sancito dagli articoli 2043 e 2054 del codice civile «che non lasciano dubbi».

Il primo articolo recita: «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno».

Il secondo: «il conducente di un autoveicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo».

Insomma colui che dovrebbe attivarsi (l’ospedale) non si attiva.

E gli assicuratori hanno confermato la situazione: «noi non paghiamo l’ospedale se l’ospedale non richiede i soldi. Le spese ospedaliere non vengono chieste. Mai. Mai ricevuto una richiesta danni da ospedale. Mai».

E poi ancora: «se un domani l’ospedale si sveglia e chiede noi saremo obbligato a pagare. Ma gli ospedali se ne fregano».

E le cifre sono impietose: ogni anno la sanità pubblica si accolla, pur non dovendo, 70 milioni solo per il trasporto dei feriti in ospedale e un altro milione e mezzo per gli esami.

 E IN ABRUZZO?

Dal servizio sembrerebbe che la pratica della richiesta di rimborso alle assicurazioni sia inesistente e gli ospedali non se ne occupano affatto.

 Ma in Abruzzo come va invece? Ci sono Asl che richiedono tali spese indietro?

 Non sarebbe un grande aiuto in questi tempi in cui si preferisce tagliare i servizi per mancanza di soldi?

A quanto ammonta la cifra che le Asl abruzzesi potrebbero recuperare?

Quante cose si potrebbero fare con una cifra che potrebbe essere anche superiore ai 30 mln di euro?

Se la notizia dovesse essere confermata si aprirebbe uno squarcio enorme di responsabilità anche erariale per un danno ingentissimo causato alle casse pubbliche.

E poi ci sarebbe una indubbia responsabilità politica aggravata in caso di prolungata inerzia.

Insomma ora il bubbone è scoppiato vediamo chi è che corre ai ripari.