MISTERI E SEGRETI

Sanità occulta e sveltine: Olivieri ripresenta legge a favore delle cliniche

Decreto Lorenzin applicato solo a Villa Pini. E alle altre cliniche perché no?

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Sanità occulta e sveltine: Olivieri ripresenta legge a favore delle cliniche

D'Alfonso e Paolucci

ABRUZZO. L’ultima notizia  in ordine di tempo è la nuova carica del consigliere Mario Olivieri (Abruzzo Civico) in 5° commissione che ripropone la legge che modifica la legge regionale 32 del 2007, ovvero la “costituzione” della sanità abruzzese.

Si tratta della legge che regola la sanità pubblica e privata, i controlli, gli accreditamenti ed i budget. Insomma è il cardine della sanità che il centrosinistra vuole cambiare a tutti i costi nell’ambito di una rivoluzione poco compresa dai cittadini. 

Il consigliere grillino Domenico Pettinari ritorna a denunciare quanto aveva già fatto il 14 dicembre 2015 quando fu presentata la proposta che destò un certo sconcerto.

«La giustificazione del Presidente di Commissione lo scorso dicembre», dice Pettinari, «fu di  non conoscere la legge che ha firmato e dunque di non essere a  conoscenza degli articoli finiti sotto il focus dei 5 stelle. Promise in quella data di approfondire le parti contestate dal Movimento 5 stelle. Ma ad oggi Olivieri ripropone la legge identica in ogni punto. Dunque ancora una volta non ha letto la legge che firma? O l’ha letta oggi, come ieri, e spera solo in una disattenzione del M5S?»

Nella proposta di modifica si concede ai privati la possibilità di sforare il budget e dunque di essere rimborsati con soldi pubblici anche per le prestazioni extra budget. C’è poi il capitolo delle visite ispettive che già è noto sono del tutto insufficienti e scarse:  l’attuale Legge Regionale prevede che sia la Direzione Regionale competente per materia a predisporre le visite ispettive presso le strutture private per la verifica del possesso dei requisiti richiesti per l’accredito. Con la modifica si prevede che questo potere venga gestito direttamente dalla Giunta.

Cioè il presidente D’Alfonso potrà decidere dove e quando mandare visite ispettive…

Modifiche anche per gli ambulatori privati che erogano prestazioni sanitarie e socio – sanitarie: non saranno più costretti, come invece succede oggi, a fare introdurre esclusivamente personale sanitario regolarmente abilitato e iscritto ai rispettivi albi professionali di competenza, trasformando l’obbligatorietà in una possibilità a discapito della tutela della qualità delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie erogate in favore dei cittadini abruzzesi.

OLIVIERI: «EMENDAMENTO PREDISPOSTO DALLA STRUTTURA TECNICA»

«Avevo già chiarito», dice Olivieri, «che il testo di modifica della L.R. 32/2007 depositato che andrà domani in commissione è stato predisposto dalla struttura tecnica ed è sottoposto al vaglio delle forze politiche in maniera trasparente ed in un’ottica di discussione e di confronto totalmente costruttiva. Così come avevo dichiarato in commissione che, unitamente ai consiglieri di maggioranza, mi sarei fatto carico di predisporre e presentare emendamenti migliorativi del testo. Ed infatti, sono diversi gli emendamenti al testo che domani saranno discussi, la maggior parte dei quali modificano la legge nelle parti sottolineate anche dalla minoranza. Pertanto, le cliniche private non potranno assolutamente sforare l’extrabudget, così come i controlli saranno fatti dal Dipartimento alla Sanità e non dalla Giunta Regionale. Pettinari sa bene quello che ho dichiarato in commissione ed avrebbe fatto meglio a guardare, prima di aprire bocca, gli emendamenti al testo. Sinceramente sono stufo di questa sorta di clima di costante sospetto e di accusa nei confronti di procedimenti ed atti che non abbiamo esitato e non esiteremo a mettere a disposizione dell’opinione pubblica».

 TROPPI MISTERI E POCHE CARTE

Purtroppo non cambia il clima che si respira intorno alla riforma della sanità abruzzese che va avanti tra propaganda, slogan e dichiarazioni smentite dai fatti. 

Così, ad anno nuovo iniziato, non si parla più di uscita dal commissariamento e dei benefici che questo avrebbe potuto portare anche sul fronte della pressione fiscale.

Secondo alcune fonti confidenziali il malumore negli uffici è tanto, se non altro per i rapporti “ruvidi” con alcuni esponenti politici che intervengono spesso nelle vicende o nel piano di riordino che non è stato mai presentato ufficialmente e rimane segreto, essendo continuamente modificato.

Inoltre, rimane l’incognita sul tavolo di monitoraggio i cui incontri continuano più o meno misteriosamente senza che i verbali siano pubblicati.

Niente carte perché si è deciso di non chiudere i verbali e di tenere le bozze in caldo anche perché sempre più voci insistono nel sostenere che la situazione sia grave ed i problemi non risolti sono molti.

Si ipotizzerebbe in questo caso una sonora bocciatura di Roma verso la Regione Abruzzo la quale  si danna l’anima per mediare, da settimane, un rapporto che è sempre meno diplomatico.

In tutto questo fino ad ora il gran lavoro dell’assessore Silvio Paolucci non ha prodotto risultati concreti e documentali (o documentabili) ma solo belle dichiarazioni ed interviste senza domande.

Si delinea sempre più uno scenario, non solo diverso da quanto detto da fonti istituzionali, ma addirittura opposto. Perchè D’Alfonso e Paolucci hanno sbagliato più volte le loro previsioni sull’uscita dal commissariamento? Perché i verbali del tavolo di monitoraggio non sono stati chiusi?

In che cosa consiste la trattativa ancora in atto? Nessuna di queste cose sarebbe stata necessaria se fosse stato tutto a posto o come ci hanno raccontato.

E’ ipotizzabile dunque che l’Abruzzo oggi sia precipitato nella classifica delle regioni virtuose?

MISTERO VILLA PINI E LORENZIN

E poi c’è il corposo capitolo che riguarda il riordino di Villa Pini che di fatto non solo ha avvantaggiato i privati proprietari della clinica ma questi si sono mossi con un anticipo di mesi dando l’impressione che conoscessero in anticipo tutte le mosse tardive della Regione.

I posti letto di Villa Pini sono finiti a Pescara, nonostante la legge regionale impedisca scavalchi di Asl, ma anche i posti letto della clinica Spatocco sono finiti a Pescara dal socio Pierangeli, tutto in nome dell’applicazione del decreto Lorenzin (dicono D’Alfonso, Zuccatelli e Paolucci).

Però per salvare Villa Pini (che è il fine dichiarato dalla Regione Abruzzo) bastava semplicemente spostare un posto letto magari dal pubblico a Villa Pini nell’ambito della stessa Asl per renderla a prova di decreto.  

Ma può una legge nazionale, qual è il decreto 70/2015(decreto Lorenzin), entrato in vigore il 1 luglio 2015, essere applicata, dopo mesi e solo per Villa Pini e non per le altre strutture che si trovano nelle medesime condizioni?

Per esempio Villa Letizia e Ini Canistro: perché a loro non si è applicato il decreto? Villa Letizia, con 57 posti letto, è sotto la soglia dei 60 previsti per poter rimanere accreditata.

Questa clinica rischia la chiusura ma non sembra essere in cima ai pensieri di Commissario e assessore.

E poi, Ini Canistro con i suoi 25 posti letto, sotto la soglia dei 40, secondo la Lorenzin andrebbe chiusa, anzi sarebbe già dovuto essere chiusa.

Invece è attiva e sembra operare regolarmente: chissà se i servizi sono comunque rimborsati e fatturati alla Regione.

Maggiore chiarezza e più carte pubblicate non guasterebbero e gioverebbe soprattutto a chi oggi deve operare scelte delicate e impopolari.

Ma almeno gli abruzzesi potrebbero capire.

a.b.