IL DOC INTEGRALE

Ecco il decreto su Villa Pini. Febbo: «chiaro favore ai privati»

Esposto presentato in procura e dibattito politico che si anima (forse)

Redazione Pdn

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LUCIANO D'ALFONSO E SILVIO PAOLUCCI

D'Alfonso e Paolucci

ABRUZZO. Appare magicamente il decreto numero 4 del 2016 ma al momento ancora non pubblicato sul sito ufficiale della Regione Abruzzo, dopo dieci giorni dalla sue emanazione. E’ il documento che di fatto autorizza il trasferimento, armi e bagagli, programmato da tempo e con largo anticipo dai proprietari di Villa Pini. Con il trasferimento del ramo d’azienda, che alcuni vogliono far discendere come un obbligo del decreto Lorenzin, si sono spostate specialità nelle cliniche Pierangeli e Villa Serena di Pescara, dunque in altra Asl, cosa che la legge regionale non consentirebbe.

Sull’argomento il consigliere Mauro Febbo, presidente della commissione di vigilanza aveva già annunciato un esposto alla procura della Repubblica ed oggi erano stati convocati assessore e manager della Asl di Chieti proprio in commissione per rispondere sull’argomento.

Il documento che pubblichiamo integralmente (ancora una volta surrogando il dovere disatteso di una Regione che si mostra restia alla trasparenza…) è destinato a far parlare e discutere non solo per l’opportunità o la dinamica nella quale si sono svolti i fatti ma anche sulla vera essenza giuridica del documento, probabilmente facilmente attaccabile.

Critico è lo steso Febbo il quale dice che «la sceneggiata sulla Sanità abruzzese continua senza sosta: dopo l’annunciata Asl Unica, poi diventate due, dopo la chiusura dei Punti nascita condita dalla retromarcia con la lettera del Commissario ad acta al Ministro della Salute che smentisce l'operato dell'Assessore,  dopo l’annunciata e mai avvenuta uscita dal commissariamento, dopo l’annuncio della realizzazione del mega ospedale sulla ‘striscia di Gaza’, dopo tutto ciò sono arrivate le prime “coccole ai privati” con l’attribuzione di maggiori fondi pari a 8 milioni di euro e  dopo il goffo e maldestro tentativo di modificare, sempre in favore del sistema privato, la Legge 32/2007, dopo aver secretato “omertosamente” il decreto che autorizza il trasferimento di posti letto dalle cliniche private di Chieti a quelle di Pescara, oggi si arriva al tragico epilogo».

L’Assessore  Paolucci, il direttore Muraglia e il direttore della Asl Lanciano-Vasto-Chieti,  che erano stati convocati per oggi in Commissione Vigilanza, dice Febbo «sono stati messi alle strette anche dal mio esposto alla Procura, hanno fatto apparire  magicamente , e solo oggi guarda caso, il famoso decreto numero 4 datato 11 gennaio 2016. Un decreto che da una prima lettura dimostra come sia stata pienamente accontentata la sanità privata, nell’ambito del trasferimento  dei reparti di Chirurgia dalle cliniche private di Chieti verso quelle di Pescara e di un sproporzionato aumento di terapia riabilitativa ma che non tiene conto di un equilibrio generale e territoriale rispetto alla sanità pubblica».

Come spiegato diverse settimane fa la disciplina in materia di trasferimento di posti letto è chiara e disciplinata dalla legge n.32 all’interno di un piano sanitario regionale e gli stessi posti letto sono determinati su base provinciale, determinati dal DCA n. 45/2010. 

«In questo caso – rimarca Febbo – si è provveduto ad una scelta, sulla cui legittimità ci riserviamo ogni ordine di azione (penale e amministrativa), che favorisce solo ed esclusivamente gli interessi dei privati a discapito del pubblico. Ciò che tra l'altro sconcerta è che  il tutto sta avvenendo con il silenzio assordante del Commissario ad acta D’Alfonso, certamente troppo impegnato nella sua campagna pubblicitaria (molto televisiva)  “auto celebrativa”, dell’Assessore alla sanità Paolucci regolarmente smentito e bypassato, delle direzioni generali delle Asl di Chieti e Pescara, delle organizzazioni sindacali e professionali che tacciono sia su questa situazione incresciosa sia sul venir meno degli accordi sindacali relativi a trasferimenti del personale sanitario in generale sottoscritti al momento dell’acquisizione della ex proprietà di Villa Pini».

Intanto oggi a Chieti si è tenuto un consiglio comunale straordinario sul tema, anche alla presenza dell’assessore Paolucci.

Di Primio ha ribadito che il decreto «crea squilibrio e che penalizza il nostro territorio in termini di qualità delle prestazioni. Non è tollerabile che la Regione non senta l’esigenza di confrontarsi preventivamente prima di calare dall’alto le proprie scelte».

  Anche il primo cittadio nutre dubbi sulla legittimità dell’atto e per questo ha chiesto «un’attenta verifica all’Ufficio legale dell’Ente così come chiedo all’Assessore di farsi carico di verificare se il Decreto della struttura commissariale rispetti le norme in materia di trasferimento di posti letto da un territorio ad un altro governato da diversa ASL».

Ancora una volta il sindaco di Chieti riesce ad essere inconsueto chiedendo la verifica della regolarità di un atto dopo che questo è stato emesso. Gli uffici regionali e commissariali esistono proprio per questo ed è attività che devono svolgere obbligatoriamente prima, rilasciando i loro pareri, evidentemente in questo caso, non ostativi.

Una volta emesso l’atto lo si può solo impugnare per le vie che la legge consente ed è probabile che Di Primio voglia attendere una risposta certa dagli uffici comunali prima di intraprendere una battaglia contro la Regione che però sembra molto lontana.

CONSIGLIO COMUNALE BEFFATO

Di fatto il consiglio straordinario di oggi a Chieti è stato beffato e neutralizzato dal decreto depositato in commissione di vigilanza e di cui si sono potuti conoscere i contenuti. Dunque tutta la discussione fino a quel momento andata in scena è stata inutile per cui  il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato la richiesta di un nuovo Consiglio comunale straordinario in occasione del quale sarà presentato un ordine del giorno per chiedere «la revoca del decreto del Commissario ad acta alla Sanità n.4 dell’11 gennaio 2016».

Erano presenti in Comune l’assessore Paolucci ed il direttore Asl, Pasquale Flacco.

Tra l’altro proprio l’11 gennaio, giorno di approvazione del decreto, la Clinica Spatocco presentava al Comune di Chieti la domanda di riconversione della propria struttura teatina (viale Amendola) per trasformarla in Rsa, ovvero casa di riposo. 

«Quando il disegno del centrosinistra regionale ci è parso finalmente chiaro», hanno detto i consiglieri comunali di Fi, «abbiamo deciso di presentare un nuovo ordine del giorno, sottoscritto anche da Gruppo misto, Fratelli d’Italia, Ncd, Noi domani, Identità teatina e 5 Movimento 5 stelle,  che però non è stato accettato per motivi regolamentari ma che sarà allegato alla richiesta per un Consiglio comunale straordinario (Forza Italia e Fratelli d’Italia), nel corso del quale chiederemo a chiare lettere la revoca del decreto che rappresenta una vera e propria sciagura non solo per la nostra Città».

 MARCOZZI:«ACCENTRAMENTO ILLEGITTIMO LO DICE IL TAR»

 «Si stanno trasferendo servizi dalla Asl di Chieti a quella di Pescara e questo non è consentito, come dimostra la sentenza n. 201204940 del 31/05/2012  del TAR del Lazio, che ha accolto la richiesta del Comune di Velletri di annullare il Decreto n 62, con il quale la Regione Lazio aveva messo in atto la parziale revisione della rete ospedaliera», dice Sara Marcozzi (M5s), «sulle stesse basi, anche in Abruzzo il Tar dovrebbe procedere all’annullamento del decreto regionale del 2016, per questo esorto i lavoratori della struttura a presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo poiché i motivi sono più che fondati».
«Apprendiamo dalla stampa», continua, «che le opposizioni di centro destra avrebbero annunciato un esposto alla procura, ci auguriamo che almeno questa volta non rimangano solo annunci alla stampa e che finalmente non sia solo il M5S a lottare per i cittadini basando le proprie battaglie su principi di giustizia ed equità e non solo su questioni di campanile».
Anche i Consiglieri comunali di Chieti, Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, durante la seduta del Consiglio straordinario odierno, hanno esortato il Comune, attraverso Sindaco e Giunta, a ricorrere avverso il Decreto di trasferimento emanato dalla Regione evidenziandone i profili di illegittimità.

DECRETO VILLA PINI DCA n 04 del 11.01.2016