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Intoppi segreti e incontri informali a Roma per sistemare la sanità abruzzese

Nel silenzio aumenta l’apprensione per qualcosa che non sta andando come doveva

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Intoppi segreti e incontri informali a Roma per sistemare la sanità abruzzese

ABRUZZO. Un incontro sollecitato più volte ma informale per discutere delle vicende ancora in sospeso della sanità in Abruzzo.

Come ormai accade da mesi è impossibile riuscire  a districarsi tra le voci e le notizie ufficiali (quelle supportate da documenti) per l’assoluta chiusura da parte dell’assessorato alla sanità che, per espressa volontà di qualcuno, ha deciso –per citare solo un caso- di tenere assolutamente segreto il verbale ed i suoi reali contenuti del tavolo di monitoraggio di un mese fa.

Cosa si è detto e cosa si è stabilito? Tutto segreto.

Ma perché secretare un verbale dove il Ministero e gli altri organi che devono controllare l’andamento dei conti e dei servizi della sanità fanno un sacco di complimenti alla Regione (come pure è stato detto pubblicamente)?

Non c’è alcuna ragione.

Differente, invece, è il caso in cui siano arrivati pesanti rilievi dalla organizzazione messa a punto dalla Regione col  costoso aiuto dell’advisor Kpmg.

In questa ipotesi si spiegherebbe bene il solito tentativo da Prima Repubblica di provare a mettere la sordina a situazioni che prima o poi esploderanno.

Allora a fare «disinformazione» sarebbero coloro che si adagiano purtroppo alle comunicazioni ufficiali e non chi, invece, continua a raccontare tra difficoltà questa pesante rivoluzione sanitaria dai troppi lati oscuri.

A Roma oggi ci sono i vertici dell’assessorato, l’assessore Silvio Paolucci e anche il sub commissario Zuccatelli e l’incontro sarebbe stato richiesto per avere un preventivo assenso alla manovra della Asl unica, cioè un assenso di massima prima del varo ufficiale per scongiurare imprevisti e intralci ulteriori.

E anche questo passo potrebbe avvalorare ulteriormente la tesi secondo cui nel tavolo di novembre ci sarebbero state pesanti sanzioni in capo alla Regione su vari aspetti come la riorganizzazione della rete ospedaliera.

Ecco allora che si cerca di rimediare in tempi stretti per non far generare a quei rilievi, che stanno creando apprensione in assessorato, effetti negativi di cui nessuno sente il bisogno.

 Se non si dovesse avere l’assenso dei controllori romani sul piano di riordino sanitario -che pure è rimasto segreto né è stato pubblicato o illustrato (se si escludono dichiarazioni varie, estemporanee ed in qualche caso contraddittorie)- gli effetti sarebbero ulteriormente negativi anche perché ormai è chiaro a tutti che i debiti ci sono  e riguardano anche la sanità e a questo punto difficilmente usciremo dal commissariamento.

Anche per questo, forse, c’è imbarazzo nel pubblicare il verbale del tavolo di monitoraggio dopo l’imprudente allungo dei mesi scorsi e le date fornite per l’ambito traguardo, date tutte ampiamente disattese (nel silenzio completo).

Secondo alcune fonti interne in realtà il verbale sarebbe stato tenuto segreto grazie all’escamotage di non “chiuderlo” a novembre in vista dell’incontro di dicembre (ufficiale) e perciò, essendo formalmente una bozza, non è stato consegnato a tutte le parti.

Ma questo non significa che i rilievi mossi poi spariranno.

E c’è maretta in Regione dove si avvertono anche alcune tensioni tra D’Alfonso e Paolucci su alcune strategie da tenere e su alcuni contenuti del piano di ristrutturazione.

Quanto ai rilievi emersi sulla rete ospedaliera (e qualche difetto di comunicazione con la Agenzia Sanitaria presieduta da Alfonso Mascitelli), emergeranno sicuramente nei prossimi giorni anche se  si è voluta creare una attesa per una eventuale cancellazione dei provvedimenti sui punti nascita da chiudere.

E’ possibile che con una azione politica di “persuasione” si riesca a raggiungere un risultato parziale ma sono molte le cose da sistemare.

Una di queste è un riallineamento alla direttive del tavolo di monitoraggio.

Così però non va e si rischia di allontanare la figuraccia nel tempo ma di aumentare l’effetto deflagrante (proprio come la scelta di contrarre un nuovo mutuo da 100 mln ).

  a.b.