SANITA'

Punti nascita: diffida a Paolucci dal Comitato Sulmona

«Servono immediati investimenti sulle unità operative di ginecologia ed ostetricia»

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Punti nascita: diffida a Paolucci dal Comitato Sulmona

Silvio Paolucci

SULMONA. Il Comitato a salvaguardia del Punto Nascita di Sulmona ha notificato questa sera all'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci una diffida stragiudiziale.

Ieri, prima che si aprisse presso la sede della Comunità Montana Peligna a Sulmona la riunione del Pd Peligno sul futuro della Sanità abruzzese, Luigi La Civita e Alessandro Lucci, hanno prima illustrato nel merito le motivazioni della diffida e poi consegnato all'assessore Silvio Paolucci la diffida stragiudiziale che nei prossimi giorni sarà notificata anche al presidente della Regione Abruzzo (Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Abruzzo), al Cpnr, al Cpnn, all'Agenas e al manager della Asl aquilana.

I due consiglieri comunali,anasCParà notificata anche al Pò hanno rimediato un pugno di mosche a causa della mancanza del nusono i grillini per la prima v nonostante le rassicurazioni avute dall'assessore Paolucci sulla prospettiva del Punto Nascita di Sulmona, hanno nuovamente richiesto immediati investimenti sulle unità operative di ginecologia ed ostetricia, rimarcando che alla deroga devono ora necessariamente seguire azioni materiali sui reparti che rilancino nella sostanza le attività del reparto ospedaliero.

Secondo il Comitato che si batte da mesi per salvare il punto nascita, il documento redatto dal Comitato Percorso Nascita Regionale conterrebbe una serie di affermazioni sulla sicurezza del tutto «disancorate sia dagli scientifici criteri di definizione del livello di sicurezza (stabilito come requisito minimo) sia dal compito di “riorganizzazione”» assegnato dalla Conferenza Unificata Stato Regione del 16 Ottobre 2010 che definisce le linee guida oltre che per la promozione della qualità sicurezza dei Punti Nascita anche sull’appropriatezza degli interventi assistenziali del percorso nascita ma soprattutto ha come scopo la riduzione del parto cesareo.

Si contesta nuovamente anche nella diffida stragiudiziale il taglio lineare «su di una prospettiva avulsa dalle essenziali e valutabili peculiari situazioni territoriali da porre a base di una possibile, prevista ed ammissibile deroga alla chiusura per termini di orografia e rugosità del territorio, meteo climatologia e vetustà della rete viaria, che caratterizzano in particolar modo il territorio del Centro Abruzzo afferente il Punto Nascita del Presidio Ospedaliero del SS Annunziata»;

Inoltre il dispositivo di legge prevede che la “riorganizzazione” sia eseguita in funzione della riduzione del parto cesareo facendo particolare attenzione oltre che al numero di parti anche alle particolari esigenze del diritto alla salute, del diritto al godimento equo del servizio sanitario nazionale.

«La soppressione del punto nascite di Sulmona», contestano i due consiglieri, «comporterà la programmata chirurgizzazione pre- termine di tutti parti previsti nel bacino territoriale dell'Ospedale SS. Annunziata di Sulmona contravvenendo di fatto allo spirito della norma ispiratrice la riforma con significative modificazioni dello stile di vita, della concezione del momento del parto, con conseguente aumento dei costi di spesa sanitaria e dei nuclei familiari».

Ma soprattutto si contesta il fatto che l’eliminazione del Punto Nascita di Sulmona possa vedere deviati ed indirizzati i flussi di percorso nascita verso strutture Ospedaliere di sicurezza inferiore a quella massima che sono assegnate a Strutture Ospedaliere con sicurezza corrispondente al II Livello, dotate di TIN: «motivo per cui non può essere assolutamente considerata l‘opzione Avezzano caratterizzata da classe I».

Inoltre l’analisi di percorrenza verso altri ospedali (indicata in 30-40 minuti) «è evidentemente effettuata su carta», si contesta nella denuncia, «ovvero in assenza di esperienza quotidiana e in sconoscenza della situazione della rete viaria locale -caratterizzata per la maggior parte da strade di montagna di stretta sezione, elevata pendenza, limiti di velocità per lunghi tratti inferiori a 50Km orari con curve continue e ripetuti tornanti, con tratti in valli profonde e poco assolate, con perdurante presenza di ghiaccio in inverno ovvero brinature e galaverna, con necessità di superamento di valichi e passi- assegna parametri e coefficienti sottostimati e, sicuramente non considera l’allungamento dei tempi per effetto dei rallentamenti imposti dalla viabilità e dalla meteoclimatica della stagione fredda (novembre - marzo)».