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Asl Chieti, non c’è pace per il nuovo manager Flacco tra fretta e conflitti di interesse

La delibera di nomina sarebbe già stata adottata ma non pubblicata

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Asl Chieti, non c’è pace per il nuovo manager Flacco tra fretta e conflitti di interesse

CHIETI. L’assessore Silvio Paolucci vuole assolutamente la promozione (e la regolarizzazione) dell’attuale manager facente funzione Pasquale Flacco. Ma ci sarebbe più di un problema che sta agitando gli uffici della Regione e della Asl di Chieti-Lanciano-Vasto.

 Flacco, 59 anni, specializzato in Neurologia e con una lunga esperienza nel campo della psico-riabilitazione, a marzo del 2013 è tornato alla Asl di Chieti sostituendo Amedeo Budassi nello staff del manager Zavattaro e ricoprendo dunque quell’incarico che ricoprì anche al fianco di Luigi Conga dal 2001 al 2005. E dopo l’addio di Zavattaro ha preso (momentaneamente) la sua poltrona.

 Addirittura una delibera di giunta con la nomina a direttore generale sarebbe già stata adottata ma non pubblicata  ma «problemi interni» e «ulteriori verifiche degli uffici» stanno rallentando l’effettività della nomina. La delibera sarebbe approdata in giunta lo scorso 10 novembre per la prima volta e poi approvata presumibilmente con il numero 899 ma vista la segretezza delle carte non è possibile accertarlo con chiarezza.

Sembrerebbe che la delibera sia stata bloccata per presunte incompatibilità del nominato in quanto risulterebbe ancora formalmente assunto presso la clinica privata Villa Serena di Città Sant’Angelo come direttore sanitario in aspettativa.

Forse un cavillo burocratico, forse una questione di opportunità che impedirebbe a chi viene pagato dalle cliniche poi di svolgere mansioni direttive di vertice nella sanità pubblica che in qualche modo deve controllare ed avere rapporti con i privati.

Un conflitto di interessi che non è mai parso né prioritario né in cima ai pensieri di nessuna giunta regionale anche perché Flacco, storico sindaco di Giuliano Teatino per un decennio (1991-2000), ha sempre lavorato per Villa Serena ma non in maniera continuativa visto che sono numerosi gli incarichi importanti assunti nel campo della sanità pubblica già come braccio destro di Luigi Conga, manager coinvolto in Sanitopoli,  o come direttore sanitario della Asl Chieti dal 2001 al 2005. Tra i vari incarichi “pubblici” anche quello di membro della commissione permanente per l’accertamento dei requisiti di idoneità delle istituzioni con carattere sanitario e socio assistenziali.

Ora in discussione ci sarebbe la sua di idoneità che sembrava mai essere stata in discussione visto che sul suo curriculum lo stesso Flacco attesta di essere «idoneo» (scritto in stampatello) e forse anche per questo Paolucci, nel portare la sua nomina in giunta, non si è posto troppi problemi.

Ora sembra che ci si stia orientando verso un parere che possa in qualche modo mettere al sicuro la nomina da eventuali illegittimità o ricorsi.

Sta di fatto che non c’è pace per Flacco che era subentrato a Francesco Zavattaro (che lo aveva nominato) cacciato frettolosamente dalla giunta D’Alfonso che infatti non ha concesso nemmeno il preavviso come da contratto proprio perché sembrava ci fosse fretta nella nomina del sostituto.

 Invece la nuova nomina non è arrivata. In più sarebbe stato anche contestato lo stesso subentro perchè la legge lo prescriveva dopo 60 giorni dalle dimissioni di Zavattaro. Secondo una tesi giuridica portata davanti al giudice ci sarebbe la possibilità di inficiare gli atti firmati nel periodo in cui Flacco non poteva essere “facente funzioni”.

E poi vista la potente sponsorizzazione (Pd e Paolucci) non si esclude un suo ruolo di rilievo anche nella futura asl unica, sulla quale ormai il centrosinistra sta puntando a rischio di spaccare il Pd che a Teramo ha reagito male all’idea, con una frangia che si è dissociata dalla segreteria regionale.

Ma i dissidi interni e campanilistici sono destinai a rientrare perché sul programmna del Pd la asl unica c’è e si farà nel 2016.

Intanto il presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo (Fi) annuncia che stamane si è recato in procura per denunciare la sparizione della delibera 899; «perché tutto questo mistero? Cosa c’è da nascondere? Non vorrei che la Delibera contenesse "sanatorie”».

Alessandro Biancardi