RIVOLUZIONE SANITARIA

L’annuncite di Paolucci colpisce ancora: dopo l’ennesimo tavolo di controllo... «tanti complimenti»

Solo lusinghe per l'Abruzzo -secondo il racconto dell’assessore- al tavolo di monitoraggio della sanità ma…

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L’annuncite di Paolucci colpisce ancora: dopo l’ennesimo tavolo di controllo... «tanti complimenti»

ABRUZZO. Non si contano ormai gli annunci anche di segno opposto che agitano gli animi del Pd e nello specifico dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci. Ieri si è tenuto il tavolo di monitoraggio, deputato a valutare alcune questioni rimaste in sospeso dal tavolo di luglio scorso.

E quello che filtra per ora sono solo annunci, promesse e intenti.

A qualche giornale Paolucci, tra le tante cose, ammette dopo molti mesi che «l’uscita dal commissariamento è ancora sospesa». Ma come? Per mesi certi giornali hanno dato per buona l’uscita annunciata per luglio, poi per fine agosto, poi per settembre e poi per novembre. Ad oggi invece è «ancora sospesa», cosa che peraltro aveva già fatto notare proprio PrimaDaNoi.it avvertendo che l’uscita non sarà né cosa veloce né facile o indolore.

Perché all’orizzonte, per bene che andrà, ci sarà anche la concomitanza con l’applicazione del decreto Lorenzin che significa altri sacrifici.  Inoltre si sta attendendo il rendiconto del quarto trimestre e non è detto che sia positivo.

Come dire che i sacrifici non sono finiti, tanto gli abruzzesi si sono ormai abituati e assuefatti…

C’è poi l’aspetto dei tagli degli ospedali proprio in seguito al decreto, Paolucci annuncia che si salveranno 13 nosocomi invece che 10 ma in mancanza di carte scritte meglio andarci cauti.

Anche perché il piano triennale non è stato ancora presentato e continua ad essere segreto : quello che Paolucci e la giunta di centrosinistra vogliono fare non è ancora ben chiaro proprio a loro se è vero che la bozza continua a cambiare di giorno in giorno.

Allora ci si domanda: cambiamenti giornalieri sul futuro della sanità abruzzese non sono forse la prova che tutto viene deciso a livello “soggettivo”, magari sotto l’influenza pesante di queste o quelle lobbies o interessi? Diversamente, se ci si attenesse esclusivamente a principi inderogabili e validi sempre e comunque la bozza sarebbe una sola e pure già bella e pronta.

Gli equilibri e gli interessi da salvaguardare invece sono molti. Magari troppi.

Per il resto «molti complimenti da parte del Ministero» all’ottimo lavoro della giunta D’Alfonso anche per il raggiungimento dei livelli assistenziali (Lea) che finalmente arrivano allo standard.

Bisogna però dire che la piena adempienza dei Lea riguarda la valutazione dei valori e dati del 2014, cioè l'anno scorso, quando la giunta D'Alfonso si era appena insediata e quando direttore era ancora la Crocco, mentre la valutazione sul 2015 sarà fatta a fine 2016.

L’OSSESSIONE DELL’ASL UNICA

Ma nell’incontro di ieri si è anche parlato di Asl unica e delle cinque (o sei)  aree territoriali che poi corrisponderebbero alle vecchie Asl di una volta.

 L’assessore Paolucci si vende questa cosa come un gran risparmio ma di certo non saranno gli stipendi dei manager a venir meno anche se è un modo come un altro per toglierli di mezzo ma con la centrale unica di acquisto -se non un risparmio- almeno si raggiungerà quasi certamente l’uniformità dei servizi, dei costi e delle prestazioni che finalmente costeranno uguale nelle quattro province.

Ma se non è il risparmio la vera ragione della Asl unica allora deve esserci dell’altro.

A contestare l’assessore c’è anche Forza Italia che si dice stufa di annunci e non crede ai «grandi successi» sbandierati.  «La realtà è ben diversa da quella rappresentata da Paolucci», dice il partito di centrodestra, «e si omettono due particolari: in primis che già da un anno l’Abruzzo è praticamente fuori dal Commissariamento e che gli ottimi livelli di assistenza erano già stati certificati nel 2014 e quindi erano stati raggiunti grazie al lavoro della Giunta Chiodi. Il successo quindi per l’assessore sarebbe l’ok al piano sanitario così come lo hanno presentato? Dica allora chiaramente quale sarà il prezzo da pagare per gli abruzzesi e i pesanti danni che subiranno i territori».

Si aggiunge al coro dei trionfi Marco Rapino, segretario regionale del Pd che spiega che nel futuro ci sarà lo sblocco di risorse per 92 milioni di euro,  70 di premialità e 23 di conguaglio.

«Accanto alle cifre corrisposte», dice, «metteremo  in campo altri progetti, quelli contenuti nel  Piano di programmazione. Un grande riassetto che prevede, tra l'altro, 11 nuovi pronto soccorso e  due ospedali di area disagiata, per le città di Penne e Castel di Sangro. Come ha ricordato l'Assessore  Paolucci, infatti, presto il Governo farà  un decreto per trasferire 237 milioni di euro dalle casse regionali alle Asl. Questo il buon lavoro fatto dal Pd e da quanti hanno creduto che l'Abruzzo non era una "Regione Canaglia" tra questi ricordo  l'ex assessore Bernardo Mazzocca. Le riforme fatte ci permettono oggi di ridurre anche i tagli previsti dal Governo e di avere sul territorio 13 ospedali anziché i 10 che ci erano stati imposti. Un risultato non da poco. Eravamo su un baratro rovinoso, siamo riusciti ad evitare il fallimento e ridare fiducia ai cittadini, agli operatori e anche alla buona politica».