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Sanità. Monicelli: «nessun taglio su Atri. Anzi…»

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Sanità. Monicelli: «nessun taglio su Atri. Anzi…»

 

 

ATRI. Risalgono solo a pochi giorni fa le polemiche di stampa in merito all’eventualità di ulteriori chiusure all’Ospedale “San Liberatore” di Atri. Era stato il Direttore Generale della ASL teramana, Roberto Fagnano, a dare il via a una nuova ondata di polemiche, quando mercoledì scorso, intervenendo all’inaugurazione delle nuove sale destinate all’Ostetricia di Teramo, aveva parlato di possibili ridimensionamenti per la Pediatria e la Ginecologia della città ducale. Ne erano seguite reazioni dure, sia da parte di amministratori che da parte di semplici cittadini, di ogni colore politico.

Questa mattina, presso la sede della ASL teramana, Fagnano ha ricevuto uno dei protagonisti delle polemiche, il Consigliere Regionale Luciano Monticelli, accompagnato da due rappresentanti democratici della città ducale: il Capogruppo Alfonso Prosperi e il Consigliere Pierluigi Mattucci.

Al termine del colloquio, le reazioni sono positive: «Sul ridimensionamento della Pediatria, Fagnano ha sgombrato l’equivoco con parole chiarissime”, ha dichiarato Luciano Monticelli. “L’invito a riconsiderare la situazione delle Pediatrie dopo la chiusura dei Punti Nascita è contenuto in un Decreto Commissariale, ma Atri non ha nulla da temere, anche perché continua ad ospitare due Centri di eccellenza pediatrica. Per farla breve: Fagnano ha garantito che tutti i reparti che funzionano H24 continueranno a funzionare H24, e tutto il resto è chiacchiera infondata».

«Tengo a ricordare», ha aggiunto Monticelli, «che questi malintesi sono la conseguenza diretta della decisione di chiudere il Punto Nascita, che continuo a ritenere un errore e una perdita netta per la ASL teramana. Qualunque sia la decisione del TAR in merito, però, oggi noi amministratori abbiamo il dovere di riprogettare l’assistenza sanitaria per il Cerrano e la Val Fino con gli occhi rivolti al futuro: conservare l’esistente è un obiettivo modesto, e alla lunga rischia anche di rivelarsi insostenibile. È per questo che, una volta messo al sicuro l’importante risultato della permanenza in piena efficienza del Pronto Soccorso e dell’Ospedale con i reparti di Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Anestesia e Radiologia, ho chiesto con forza a Luciano D’Alfonso e al DG Fagnano che su Atri si torni finalmente ad investire.  Insieme abbiamo individuato due priorità: da un lato combattere la mobilità passiva con la creazione di un polo di radiodiagnostica avanzata efficiente ed attrezzato, in grado di assumere rilevanza sovraprovinciale anche grazie a nuove apparecchiature come con muove attrezzature quali Gamma-Camera, PET e risonanza magnetica, e dall’altro recuperare i tanti pazienti bisognosi di riabilitazione per post-acuzie che oggi, in mancanza di un’offerta adeguata della sanità pubblica, finiscono per arricchire le cliniche private. Per questi due obiettivi abbiamo stabilito un cronoprogramma serrato, e di qui ad un mese incontrerò nuovamente Fagnano per seguire l’andamento della situazione».