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Abruzzo, chiuderanno 10 ospedali e Chieti e Teramo saranno penalizzati

Carte segrete e chiusura totale: strano gioco di D’Alfonso e Paolucci

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Abruzzo, chiuderanno 10 ospedali e Chieti e Teramo saranno ospedali penalizzati

ABRUZZO. «Si squarcia il velo sulla presunta riforma ospedaliera, finalmente Paolucci inizia solo parzialmente a rivelare il ‘segreto di Pulcinella’ confermando purtroppo tutte le nostre preoccupazioni».

E’ quanto dichiarano in una nota i Consiglieri regionali di Forza Italia a margine della V Commissione Sanità, in programma questa mattina e voluta proprio dal partito di opposizione.

«Costretto a dire la verità», dice Forza Italiua, «l’assessore alla Sanità ha ammesso l’esistenza di una nota del Commissario ad acta D’Alfonso inviata ai Ministeri competenti nella quale si prospettano i programmi futuri. L’atto ufficiale però resterà segreto e visto che è di natura commissariale offre una scusa a Paolucci che può trincerarsi dietro il silenzio eludendo le nostre richieste di chiarimenti».

Da giorni infatti gira la voce che il ministero abbia imposto alla Regione Abruzzo di recepire nei piani il decreto 70, Lorenzin, per cui l'Abruzzo dovrà individuare due ospedali di secondo livello, con relative DEA (Dipartimento d'emergenza e accettazione) di secondo livello.
Secondo questo documento ultrasegreto che individuerebbe in Pescara e l'Aquila i due ospedali di secondo livello, a discapito di Chieti e Teramo che pure avrebbero molte carte da giocarsi e per certi versi anche più “attributi”. Non ci sono conferme e in mancanza di ufficialità bisogna stare dietro a più fonti che comunque vedono soccombere gli unici due ospedali con al cardiochirurgia, il che implicherebbe una serie di riflessioni…
Attendiamo dunque che i documenti vengano svelati e venga concessa la grazie di essere informati.

«Di fatto Paolucci – prosegue la nota di Forza Italia – ammette che lo sciagurato progetto suo e di D’Alfonso porterà alla chiusura o al declassamento di 10 nosocomi: Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro, con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso. Chiaramente ci opporremo in tutti i modi, senza se e senza ma, a questa presunta riforma che causerà solo danni ai nostri territori. E’ questo il bel regalo che il presidente/commissario e Paolucci hanno confezionato per gli abruzzesi, nonostante la nostra sia una Regione con i conti in ordine. Ma per Forza Italia non finisce qui e sicuramente in Aula sarà ancora battaglia».

In provincia di Pescara si registreranno i tagli più pesanti, con Penne che diventerà ‘ospedale di area svantaggiata’ e Popoli ‘ospedale per ricoveri in elezione’.

«Questo vuol dire che Popoli non avrà più il pronto soccorso e potrà disporre, forse, di un unico reparto per piccoli interventi chirurgici», dice Pettinari (M5s), «praticamente se ne decreterà la morte. Anche Penne sarà fortemente penalizzato, perché perderà molti reparti attivi e funzionanti».

 L’Assessore, in Commissione, ha annunciato che tutto il piano sarà a breve inserito in un provvedimento, che diventerà un decreto.

«Peccato – conclude Pettinari – che di questo disegno noi Consiglieri regionali non sappiano nulla. E’ un qualcosa che stanno gestendo, in totale solitudine, Paolucci e D’Alfonso senza confrontarsi con nessuno. Sarebbe stato più corretto, invece, condividere un percorso programmatico che porterà enormi disagi all’utenza, limitando e condizionando l’erogazione dei servizi sanitari, e favorendo ancora una volta le strutture private».

 «L'assessore ha risposto a tutte le domande in maniera esaustiva e non si e' negato al confronto», fa sapere invece il capogruppo del Pd Sandro Mariani «le preoccupazioni dei consiglieri di Forza Italia sono solo strumentali e di certo non aiutano un dibattito che loro hanno richiesto e che Paolucci ha raccolto mettendosi a disposizione di tutti i commissari. Inoltre l'assessore ha delineato un quadro di strategie e di ragionamenti che porteranno alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale senza mai parlare di chiusura di dieci presidi ospedalieri. Piuttosto - sostiene Mariani - si e' iniziato un discorso sulla rete ospedaliera che rispetto alle prime indicazioni basate sul Decreto Lorenzin vedono il governo regionale impegnato a chiedere ed ottenere dal Governo una maggior numero di presidi territoriali sui bacini di riferimento. Le vocazioni dei presidi, le specializzazioni e chi si occupera' di fare sanita' sul territorio saranno il tema del dibattito che investira' tutta la maggioranza nei prossimi mesi e le decisioni che usciranno da questo confronto non saranno imposte ai territori ma verranno discusse con i territori e ratificate in Consiglio regionale».