SANITA'

Lorenzin: «un errore fatale la sanità alle Regioni»

Zaia: «faremo referendum»; Serracchiani: «no alle contrapposizioni»

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Lorenzin: «un errore fatale la sanità alle Regioni»

Ministro Lorenzin

ROMA. La riforma del Titolo V della Costituzione è «nata in modo pasticciato. La Sanità delegata alle Regioni è stata un errore fatale».

 A dirlo è il ministro della salute Beatrice Lorenzin, per la quale le regioni virtuose sono state penalizzate mentre quelle in piano di rientro «non riescono a tenere la testa fuori dall'acqua».

 Immediate le reazioni come quella del presidente del Veneto, Luca Zaia: «resteremo sulle barricate - ha detto - contro tutti i provvedimenti governativi in materia di sanità».

E quella del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, «Non sembra una mossa vincente opporre alle Regioni gli apparati burocratici di un Ministero».

 Il ministro Lorenzin, in una serie di interviste e interventi televisivi, ricorda come «dall' approvazione della riforma la spesa sanitaria è aumentata del 40%, di cui il 60% per beni e servizi non sanitari. A fronte di questo aumento della spesa c'è stato aumento della qualità dei servizi? Sono nate il 40% delle persone in più? Non c'è nessuno che non vede che dopo 15 anni si può ripensare come rendere competitivo il sistema».

 Immediata la reazione del presidente del Veneto Zaia: «Finalmente si gioca a carte scoperte. Prima di tutto la Lorenzin la smetta di paragonare la sanità veneta a quella delle, purtroppo ancora molte, Regioni dove non funziona e si sprecano miliardi; in secondo luogo la smetta di fare proclami e traduca se ha coraggio in una legge questi suoi pensieri. Risponderò indicendo un referendum per chiedere ai Veneti se preferiscono essere curati dal Ministero della Salute in Lungotevere Ripa 1, Roma, o dalla Regione Veneto».

«Non sembra una mossa vincente opporre alle Regioni gli apparati burocratici di un Ministero - reagisce il presidente del Friuli Venezia Giulia Serracchiani - la sanità certo ha bisogno di mettere a posto molte storture, ma non è abolendo i sistemi sanitari regionali che si comincia a raddrizzarle».

«Abbiamo sanità buone - ha proseguito - sia in realtà regionali ordinarie sia in Regioni dotate di un proprio statuto di autonomia. Eliminare l'ambito regionale nel sistema sanitario collettivo rischierebbe di produrre una struttura elefantiaca, forse molto più difficile da governare e non è sicuro che il livellamento sarebbe verso l'alto».

«Zaia faccia il referendum se vuole - e' la replica del ministro - io sarei molto contenta se insieme con le Regioni potessimo far funzionare la sanità. Dobbiamo cercare di livellare verso l'alto il sistema, io ho dimostrato di farlo aiutando la Lombardia nella riforma sanitaria. E allo stesso modo ho aiutato il Friuli».