INSANITA'

Ecografia alla tiroide, quando il paziente si sente dire: «venga nel 2017»

Non resta che andare dal privato e pagare

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Ecografia alla tiroide, quando il paziente si sente dire: «venga nel 2017»

PESCARA. Prenotare una ecografia alla tiroide è una impresa titanica tra le Asl di Pescara e Chieti e non resta che rivolgersi al privato, aprendo il portafogli.

La vicenda la racconta a PrimaDaNoi.it una lettrice affetta da celiachia, una malattia autoimmune dell'intestino tenue la cui unica cura, al momento, è seguire una dieta alimentare priva di glutine.

La lettrice dopo aver letto il nostro articolo sulle lunghissime liste d’attesa  per prenotare esami più o meno complicati, ci spiega che anche per malati come lei, che avrebbero diritto ad esenzioni e visite di controllo accurate, curarsi diventa una impresa impossibile, almeno nel servizio pubblico.

La donna nelle scorse settimane si è sottoposta ad un esame della tiroide per verificarne il funzionamento. Infatti le persone affette da celiachia possono soffrire anche di problemi alla tiroide e nel suo caso già degli esami del sangue hanno evidenziato valori sballati. Non resta che approfondire il caso.

Il medico curante le ha prescritto una ecografia e una visita specialistica con tanto di codice di esenzione per malattia (la celiachia).

Al cup di Pescara, però, la prima doccia fredda: «mi hanno detto che devo aspettare un anno e mezzo. Ma posso aspettare tanti mesi con analisi del sangue già completamente sballate? Quando potrò cominciare eventualmente a curarmi?»

Così si tenta la carta dell’Asl di Chieti-Lanciano-Vasto: «a Chieti mi hanno detto che è tutto pieno fino a gennaio 2017. Così come a Lanciano. Ad Ortona, invece, potrei fare a fine settembre la visita ma non l’ecografia mentre alla clinica Spatocco l’ecografia ci sarebbe a settembre ma poi non c’è il medico per la visita».

Proprio dalle centraliniste del Cup è arrivato il suggerimento di rivolgersi alle strutture private che effettuano l’esame in convenzione. Ma anche qui un altro buco nell’acqua perché nessuno la fa in convenzione dunque se si vuole procedere bisogna pagare, sebbene si abbia diritto pure all’esenzione per patologia.

E il prezzo varia a seconda della clinica alla quale ci si rivolge: «Pierangeli  mi ha chiesto 100 euro  per poter andare dopo 5 giorni. Anche Villa Serena non la fa in convenzione ma pagando 50 euro c’era posto il giorno seguente».

Già perché aspettare proprio non era possibile. Ed è sempre la nostra lettrice che ci suggerisce una riflessione: «si parla tanto di prevenzione e di esami alla tiroide ma questi tempi d’attesa farebbero desistere chiunque… io pagherò 50 euro perchè ho una patologia e devo controllarmi ma chi deve fare analisi solo per prevenzione non spenderà mai soldi da un privato».

Non resta che mettersi in coda ed aspettare minimo 12 mesi di tempo, sperando di non arrivare ‘in ritardo’.

P.S. La lettrice ha scelto di farsi visitare in una clinica privata e le è stato poi diagnosticato un ipertiroidismo. E l’amarezza sale: «e io avrei dovuto aspettare un anno di tempo senza nemmeno potermi curare? E’ una follia».

Una follia che siamo costretti a subire pure in silenzio con buona pace di quella che fu la Costituzione ed il diritto inviolabile alla salute…

a.b.

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