SANITA'

Più soldi alle cliniche private, Abruzzo Civico contesta il decreto di D’Alfonso

«Necessario destinare somme importanti verso la sanita' territoriale»

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GIULIO BORRELLI

Giulio Borrelli

ABRUZZO. Tra il presidente D’Alfonso e i consiglieri di Abruzzo Civico ancora una diversità di vedute, questa volta sulla sanità regionale.

Abruzzo Civico, infatti, non approva l’aumento di budget a favore delle cliniche private e lo contesta pubblicamente.

«Il decreto del 24 giugno con il quale il Presidente della Giunta Regionale ridetermina il budget alla sanita' privata accreditata per gli anni 2014 - 2015, richiede necessariamente una riflessione politica e una valutazione sulle ricadute che avra' sulla sanita' Regionale», dicono Giulio Borrelli, coordinatore regionale del partito che sostiene la maggioranza di centrosinistra e i consiglieri regionali Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo.

La loro posizione riguardo la sanita' privata accreditata  e' volta alla contrattazione annuale, cosi' come prevista dalla normativa vigente, dei quantitativi di prestazioni necessarie per i cittadini abruzzesi. «Le prestazioni da contrattare con la sanita' privata - spiegano - dovrebbero, di conseguenza, essere quelle che la sanita' pubblica non riesce ad erogare, e per fare cio' bisogna analizzare, con cognizione di causa, ossia con i dati in possesso dell'Agenzia Sanitaria Regionale, quali prestazioni far rientrare nella contrattazione. Un aumento del budget, non obbligatorio, secondo la legge del 9 agosto 2013 n. 98, e comunque da compensare con risorse alternative, non ci sembra la maniera per programmare al meglio la spesa sanitaria nella nostra Regione».

Secondo Borrelli e i due consiglieri regionali sarebbe necessario destinare somme importanti del fondo sanitario regionale verso la sanita' territoriale «per avvicinarsi capillarmente al cittadino e dotare i Distretti Sanitari abruzzesi di personale e mezzi per fare fronte a prestazioni erogabili in ambulatorio. Queste prestazioni, nella situazione attuale, - affermano sempre i rappresentanti di Abruzzo Civico - intasano gli ospedali, pubblici e privati, in maniera impropria, costringendo i cittadini a file e attese interminabili. Sarebbe stato meglio investire una parte di quelle risorse per fare lavorare di piu' le nostre strutture e i nostri servizi presso gli ospedali pubblici, istituendo servizi in ospedali dismessi, oppure utilizzando incentivi per turni aggiuntivi, allo scopo di soddisfare le richiste dei cittadini che, a volte, debbono attendere anche piu' di un anno. Perche' non prevedere, ad esempio, anche turni notturni, come accade in altre regioni, per smaltire le liste di attesa? E' comunque paradossale che le risorse destinate alle strutture private si concentrino prevalentemente in un ambito in cui la presenza degli ospedali pubblici e privati e' gia' notevolmente sovradimensionata, rispetto alle altre zone della regione. Continuiamo a pensare che la sanita' sia un settore di grandissima delicatezza ed importanza per ognuno di noi: una sana e proficua riflessione sui principi alla base della gestione di una materia cosi' complessa e fondamentale deve essere fatta collegialmente tra le forze di maggioranza, allo scopo di confrontare le idee di tutti, cosa che Abruzzo Civico ha peraltro gia' esplicitato. Sarebbe questo un modo saggio per evitare provvedimenti - concludono - che non vanno, a nostro parere, verso una sanita' equa e rispettosa dei Livelli Essenziali di Assistenza per tutti i cittadini».

ANCHE IDV SCETTICO

Il provvedimento non piace  nemmeno all’Italia dei Valori che dice di non comprendere la fretta di elargire fondi pubblici a vantaggio di strutture private: «è un atteggiamento che definire contraddittorio e' poco».

«Che tipo di Sanità hanno in mente il Governatore a l'assessore per la Regione Abruzzo?», domandano Lelio De Santis e Giuliano De Nicola. «Trattandosi di un argomento molto sensibile ed estremamente complesso, che riguarda indistintamente tutti i cittadini, sarebbe auspicabile un approfondito dibattito che coinvolga tutti, sia gli addetti ai lavori, che le associazioni di cittadini. La Regione Abruzzo e' ancora commissariata, ogni azione deve passare sotto la lente di ingrandimento del tavolo di monitoraggio nazionale e contemporaneamente si elargisce un così cospicuo finanziamento ai privati».

Secondo l’Idv sarebbe stato opportuno avviare rapidamente una legge di riordino territoriale della Sanità abruzzese, con l' istituzione di 2 ASL, «mentre sembrerebbe che ai livelli regionali alti stia prendendo corpo l'ipotesi di un'unica ASL, che determinerebbe notevoli diseguaglianze tra le diverse realtà regionali.
A questo disegno e al tentativo di privilegiare la Sanità privata l'IdV si opporrà, cercando di sensibilizzare sul tema i cittadini abruzzesi, che, altrimenti, per curarsi dovranno ricorrere sempre più spesso al proprio portafoglio».