SANITA'

Sciopero medici e pediatri: studi chiusi ma si tratta

Categoria divisa, garantiti servizi essenziali

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Sciopero medici e pediatri: studi chiusi ma si tratta



ROMA. Si tratta ad oltranza per scongiurare lo sciopero generale proclamato per domani, 19 maggio, dai medici di famiglia e dai pediatri, i quali chiuderanno gli studi per protestare contro il mancato rinnovo della convenzione con il Sistema sanitario nazionale: un incontro è in corso al ministero della Salute per scongiurare la protesta ma, hanno rilevato i sindacati, "sospenderemo o revocheremo lo sciopero solo in presenza di elementi concreti per la risoluzione della controversia". I sindacati dei medici di famiglia (Fimmg) e dei pediatri (Fimp e Cipe) sono dunque stati convocati oggi alle 19.00 al ministero della Salute e la convocazione, hanno precisato, è "su iniziativa del Capo del Governo per esplorare possibilità di revoca dell'iniziativa sindacale".
Ma se le risposta non saranno "adeguate", gli studi domani, affermano i sindacati, rimarranno chiusi dalle 8 alle 20 ma verranno garantite le urgenze (visite domiciliari urgenti, assistenza domiciliare integrata). Si fermeranno anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) dalle 20 alle 24, garantendo le urgenze. Il nodo è dunque lo stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione della categoria con il Servizio sanitario: "nessuna convenzione - avverte la Fimmg - significa nessuna garanzia per la libertà di scelta del cittadino e per la libertà di curare del medico, significa impossibilità di sanzionare la parte regionale eventualmente inadempiente nei confronti dei medici e dei diritti dei cittadini e significa non riorganizzare la Medicina di famiglia secondo criteri di migliore corrispondenza con i bisogni dei cittadini". Rivendicazioni che non hanno nulla di economico: "La Fimmg non chiede, in questo particolare momento del Paese, aumenti di stipendio per i medici, ma che i professionisti siano messi nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità assistenziali", ha precisato in più occasioni il segretario Fimmg Giacomo Milillo. Lo sciopero proclamato dalla Fimmg, però, ha diviso la categoria: CISL Medici, CGIL FP, SIMeT, SMI, SNAMI, SUMAI Medicina Generale e UIL FPL hanno infatti definito 'inopportuna' la protesta. Ma i medici di famiglia insistono e, per spiegare ai cittadini le ragioni del malessere, hanno anche avviato una campagna di mobilitazione: è intitolata 'Io non vado col primo che capita. Il mio medico di famiglia lo scelgo io' e l'obiettivo è dire 'no' alla "abolizione del medico di famiglia". E' infatti proprio questa la prospettiva "inevitabile e che si realizzerà nei fatti a causa delle politiche delle Regioni, mirate - ha spiegato nei giorni scorsi Milillo - a limitare la professionalità e libertà del medico nel suo rapporto di fiducia con i pazienti e guidate solo da criteri economicistici e di bilancio".