SANITA'

Malasanità, un quinto dei casi durante il parto

In varie Regioni insufficienti i posti terapia intensiva neonati

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Malasanità, un quinto dei casi  durante il parto



ROMA.  Il momento del parto resta una delle fasi maggiormente a rischio, in determinate situazioni, sia per la madre sia per il neonato.
A dimostrarlo sono gli ultimi dati disponibili: secondo l'indagine della commissione di inchiesta sugli errori sanitari presentata nel 2013, su circa 570 segnalazioni di episodi di malasanità nell'arco di tre anni, infatti, un centinaio riguardano proprio il parto.
Inoltre, l'ultimo Rapporto PiT Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva segnala l'area di ostetricia ginecologia come la quarta la voce nell'area dei presunti errori terapeutici (6,6%) e come la terza voce nell'area errori diagnostici (9%).
 Le cause delle morti delle partorienti sono per lo più emorragia, ipertensione, edema polmonare, ma in molte situazioni la mancanza di attrezzature adeguate a far fronte all'emergenza e la disorganizzazione rivestono un peso decisivo.
Critica in varie Regioni, avvertono i neonatologi, è anche la situazione relativa ai posti letto nei reparti di Terapia intensiva neonatale, spesso insufficienti. Sono circa 100 i reparti di neonatologia italiani: lo standard previsto internazionalmente è di un posto di terapia intensiva per neonati ogni 750 nati, ma si tratta di un obiettivo ancora lontano in varie Regioni.
 Le differenze regionali sono tuttavia marcate: se in Lombardia ad esempio, sulla base dei dati disponibili, si registra un posto di terapia intensiva neonatale ogni 650 nati, il rapporto è invece di un posto ogni mille nati nel Lazio e la situazione peggiora al Sud, dove anche il tasso di mortalità infantile è più alto rispetto a quello medio nazionale, pari a 3,3 per mille nati.
 Va detto, avvertono i neonatologi, che spostare un neonato in condizioni gravi per raggiungere una terapia intensiva esterna «raddoppia il rischio di mortalità».
 Altro capitolo è poi quella della sicurezza dei punti nascita. L'accordo Stato-Regioni del 2010 sul percorso nascita prevede la chiusura e riorganizzazione dei centri dove si registrano meno di 500 parti l'anno. Stando all'ultimo rapporto del Cedap (Certificati di assistenza al parto) del 2009, i punti nascita con meno di 500 parti l'anno in Italia sono 153, tra pubblici, privati accreditati e non, localizzati soprattutto al Sud.