SANITA'

Abruzzo. Chiodi preferisce parlare solo dei suoi meriti: «ingenerose le critiche alla mia sanità»

«Il verbale romano era solo per i tecnici». Fastidio per la divulgazione dei particolari da parte di PrimaDaNoi.it

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Abruzzo. Chiodi preferisce parlare solo dei suoi meriti: «ingenerose le critiche alla mia sanità»





ABRUZZO. Il commissario-presidente Gianni Chiodi reagisce alle informazioni emerse in un articolo di PrimaDaNoi.it sul verbale del Tavolo romano di monitoraggio sulla sanità abruzzese e sulle modifiche al Programma operativo 2013-2015.

E rivendica gli aspetti positivi della sua attività commissariale (peraltro mai passati sotto silenzio) riconoscendo anche che esistono alcune criticità (come gli screening oncologici) che però sarebbero in via di superamento per «l’impegno delle Asl e del sub-commissario Zuccatelli».
«Il Ministero dell'Economia, nella riunione di novembre, ha voluto ricostruire la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'Abruzzo dal 2001 al 2011, ma lo ha fatto anche per le altre Regioni d'Italia», ha detto Chiodi, «sono state ripercorse - spiega il presidente della Regione - tutte le distrazioni di fondo sanitario per finalià extra e i disavanzi dal 2006 al 2011 ma vorrei anche ricordare che, solo dal 2006 al 2008, le perdite accumulate dalla precedente gestione hanno superato i 686 milioni. Per la prima volta, - continua Chiodi, - il Tavolo ministeriale ha chiesto alla Regione la copertura delle perdite civilistiche derivanti dai bilanci delle Aziende Sanitarie».
«E' vero che delle criticità sono state registrate nell'offerta dei posti letto delle RSA, - spiega il Commissario, - che continua ad essere troppo bassa, solo di 5,4 per 1000 abitanti contro un riferimento nazionale di minimo 10, ma contiamo di migliorare tale indicatore con l'operazione di riconversione delle strutture ex art. 26 che al contrario hanno un'offerta troppo alta di posti letto, 1,6 per 1000 abitanti contro uno standard nazionale di 0,6. Un'altra criticità, - continua Chiodi, - è quella legata alla prevenzione con riferimento agli screening, in quanto continua ad essere sempre bassa la quota di residenti che hanno effettuato test di screening oncologici in programmi organizzati».

E conclude «sono amareggiato - conclude Chiodi - per il fatto che ogni volta che c’è una verifica al Tavolo di monitoraggio si debba dare una lettura distorta di un documento tecnico destinato solo ai tecnici che, insieme alla struttura commissariale, stanno costruendo un nuovo percorso sanitario della Regione per adeguare i nostri servizi agli standard ministeriali e a quelli delle regioni benchmark per offrire una sanità di qualità agli abruzzesi, senza aumentare i debiti, le perdite e le tasse degli abruzzesi stessi come accadeva nelle precedenti gestioni».
Insomma Chiodi non ha gradito la divulgazione del verbale «che era destinato solo ai tecnici» e tantomeno ha apprezzato lo sforzo di PrimaDaNoi.it che lo ha letto e commentato anche negli aspetti positivi (come la riduzione delle addizionali Irpef ed Irap).
Ma secondo Chiodi c’è stata una «lettura distorta» perché ha evidenziato anche i rilievi critici del verbale.
Tra le caratteristiche peculiari del presidente Chiodi ricorderemo la grande abilità nella propaganda pari almeno al fastidio nel tollerare la divulgazioni di cose meno piacevoli per lo stesso.

RICOSTRUITI 11 ANNI DI STORIA SANITARIA E DI DEBITI
Infatti il presidente prima titola la sua dichiarazione “Ricostruiti da Tavolo di monitoraggio 11 anni di storia sanitaria”, poi nella sua risposta sottolinea che «durante la gestione 2006-2008 ci sono stati oltre 686 mln di perdite».
 Cioè dimentica che il verbale romano riserva un capitolo alla «ricostruzione dei debiti dal 2001 al 2011», cioè proprio questo periodo di 11 anni da lui ricordato in cui ci sono state due Giunte regionali di Centrodestra ed una (anzi mezza) Giunta di Centrosinistra.
Per l’esattezza, il totale del “buco” nei conti della sanità si avvicinava ai due miliardi e su questa voragine è intervenuto nel marzo 2007 il Piano di rientro dai debiti, firmato dall’assessore Bernardo Mazzocca (centrosinistra) e successivamente gestito dal commissario Chiodi.
 Di questi debiti, 800-900 mln sono del centrodestra con la Giunta Pace ed in particolare con le delibere dell’assessore Vito Domenici di Forza Italia che avevano aperto le casse della Regione alla sanità privata (contratti triennali ereditati dal centrosinistra e prime cartolarizzazioni). Circa 700 mln sono attribuibili al Centrosinistra (come dice anche Chiodi), altri 300 sono debiti diversi. Su un altro versante, onestamente Chiodi sostiene che «bisogna migliorare su anziani e prevenzione: servono più posti nelle Rsa, tagliandoli alle strutture riabilitative ex art. 26, più screening oncologici, più Lea».
 Proprio come aveva sottolineato il verbale romano, riportato da PrimaDaNoi.it. Nulla dice però Chiodi sulla necessità, da più parti sentita, che la sanità abruzzese si svincoli dalle imposizioni tecniche romane per tornare alle scelte condivise dal territorio: sindaci, partiti politici, movimenti, sindacati, addetti ai lavori ed associazioni.
Sebastiano Calella