LA POLEMICA

Sanità: tutto va bene? «Chiodi si pavoneggia ma la situazione è critica»

Farina: «Il risanamento dei conti è ok, ma i disagi sono aumentati»

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Sanità: tutto va bene? «Chiodi si pavoneggia ma la situazione è critica»

 

Sanità: tutto va bene? «Chiodi si pavoneggia ma la situazione è critica»
Farina: «Il risanamento dei conti è ok, ma i disagi sono aumentati»
Sanità, gianni chiodi, tagli, davide farina, cisl fp
ABRUZZO. La Cisl Fp non ha apprezzato le esternazioni del presidente Chiodi sul buono stato di salute della sanità abruzzese, promossa dal Tavolo di monitoraggio romano. 
Ed usa le armi dell’ironia per ribattere con Davide Farina, della segreteria regionale, alle affermazioni trionfalistiche del presidente-commissario. «La sanità abruzzese sarà sicuramente quella che dice Chiodi: è tutto un fatto di percezione. Lui ed il suo cerchio magico percepiscono che tutto va bene, i cittadini e gli operatori della sanità che vivono quotidianamente grossi disagi e che toccano con mano – frequentandole - le diverse realtà delle Asl, percepiscono una realtà diversa. Non è che Chiodi vive in un mondo a parte, del tutto isolato dalla realtà che lo circonda?»
 Farina così continua: «Secondo Chiodi l’Abruzzo ha raggiunto 4 obiettivi: 3° anno consecutivo di bilancio in attivo, miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini (Lea), nessun taglio di spesa alla sanità, ma semplice ricomposizione, sblocco di 242 ml di euro per il pagamento dei fornitori più i 118 mln di premialità da parte del Governo, assunzioni nelle Asl con aumento di personale. Poi però, di fronte ai disagi riportati quotidianamente dai resoconti giornalistici, dalle testimonianze degli utenti/pazienti e dagli stessi operatori sanitari che vivono la realtà quotidiana, parla di condizionamento psicologico. Per lui sarebbero riferiti non ad una realtà reale, bensì ad una realtà virtuale, “percepita”, come lui stesso la definisce. Come dire che tutti i cittadini abruzzesi sono un pò psicolabili». 
Farina si riferisce alle lunghe e poco dignitose file di attesa fuori dai Cup, ai pesanti tickets da pagare per una prestazione specialistica che a volte supera paradossalmente il costo della prestazione privata, ai mesi di attesa per poterla effettuare, al Pronto soccorso che scoppia dappertutto, ai ricoverati ed ai malati sistemati nei corridoi, alla cronica carenza di personale sanitario che attende sempre più faticosamente a tali servizi, ai lunghi viaggi della speranza di chi va a curarsi fuori regione perché in Abruzzo non trova assistenza adeguata. 
«E’ tutta una percezione?», si domanda Farina, che aggiunge: «Nell’enfasi della sua conferenza stampa, Chiodi ha avuto anche l’ardire di affermare che questa presunta ricomposizione della spesa, è andata ad implementare la medicina territoriale. Ma come, noi sindacato che tutti i giorni da circa 5 anni, cioè dall’inizio del suo mandato, ricordiamo a Chiodi che va migliorata la medicina territoriale contestualmente alla diminuzione di quella ospedaliera e non ci saremmo accorti che la sanità extra ospedaliera è stata realmente implementata e migliorata?»
Basterebbe o fare un giro nei Distretti per capire come e se funzionano o chiedere alle famiglie dei malati se le loro condizioni sono migliorate o peggiorate. «In realtà – conclude la Cisl Fp – abbiamo percepito solo che in questi anni la sanità è stata sempre gestita solo ed esclusivamente sull’emergenza del dato contabile del risanamento del bilancio. Questa è l’unica verità che può onestamente rivendicare Chiodi. In questi 5 anni non c’è traccia di un vero atto di programmazione e di riqualificazione della sanità abruzzese e se c’è stato è rimasto solo su carta senza aver avuto gambe per camminare. Sappiamo bene che il risanamento conta e costa, ma non può pesare tutto sui più deboli. Perciò sarebbe stato più corretto che Chiodi in conferenza stampa avesse detto: “scusate il disagio, stiamo lavorando per voi”. Sarebbe stato più vero e rispettoso della realtà – conclude Farina - e forse anche più apprezzato».
Però le contestazioni alle affermazioni trionfalistiche di Chiodi non sono targate solo Cisl Fp e arrivano anche da Casoli (Ch) con le dichiarazioni di Pierluigi Natale, primario chirurgo in pensione e membro del Comitato che ha difeso (inutilmente) il locale ospedale ormai chiuso. «Ho letto sui giornali che Chiodi si pavoneggia per aver effettuato altri risparmi sulla sanità abruzzese. Ma lo stato in cui è ridotta l’assistenza sanitaria nelle zone interne è un colabrodo con un elenco triste ed interminabile di casi di malasanità. Come quello registrato poco tempo fa: una donna di 72 anni, di una frazione di Lama dei Peligni, viene portata in ospedale a Lanciano per un ictus. Da qui viene trasferita a Pescara. Dopo una consulenza viene rimandata a Lanciano. Prima di arrivare qui la donna muore. E’ polemica di alcuni giorni fa sul fatto che la Regione vuole chiudere, oppure lo ha già fatto, il reparto per ictus a Lanciano. Allora la domanda è: si poteva salvare quella povera donna se il reparto fosse stato funzionante ? E’ giusto strombazzare ai quattro venti di aver effettuato dei risparmi quando poi si chiudono reparti importanti, si negano medicine e si riduce l’assistenza a domicilio? Siamo ormai al punto che la gente non vuole denunciare i fatti, perché ognuno piange i suoi morti e basta. Il commercialista Chiodi si vanta di aver risanato il bilancio (ma con i soldi degli Abruzzesi), ma non valuta minimamente quanti casi di malasanità si sono tramutati in altrettante morti. E le persone più soggette a queste conseguenze sono i meno abbienti, gli anziani, i pensionati, gli abitanti delle zone interne. Ecco: il Presidente Chiodi ha risanato il debito sanitario abruzzese in questo modo, con la qualifica di Commissario ad acta e sotto gli occhi di un Consiglio regionale e di una minoranza consiliare che hanno assistito, senza colpo ferire, a questa sistematica distruzione del Sistema Sanitario Regionale».
s. c.


ABRUZZO. La Cisl Fp non ha apprezzato le esternazioni del presidente Chiodi sul buono stato di salute della sanità abruzzese, promossa dal Tavolo di monitoraggio romano. 
Ed usa le armi dell’ironia per ribattere con Davide Farina, della segreteria regionale, alle affermazioni trionfalistiche del presidente-commissario. «La sanità abruzzese sarà sicuramente quella che dice Chiodi: è tutto un fatto di percezione. Lui ed il suo cerchio magico percepiscono che tutto va bene, i cittadini e gli operatori della sanità che vivono quotidianamente grossi disagi e che toccano con mano – frequentandole - le diverse realtà delle Asl, percepiscono una realtà diversa. Non è che Chiodi vive in un mondo a parte, del tutto isolato dalla realtà che lo circonda?» Farina così continua: «Secondo Chiodi l’Abruzzo ha raggiunto 4 obiettivi: 3° anno consecutivo di bilancio in attivo, miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini (Lea), nessun taglio di spesa alla sanità, ma semplice ricomposizione, sblocco di 242 ml di euro per il pagamento dei fornitori più i 118 mln di premialità da parte del Governo, assunzioni nelle Asl con aumento di personale. Poi però, di fronte ai disagi riportati quotidianamente dai resoconti giornalistici, dalle testimonianze degli utenti/pazienti e dagli stessi operatori sanitari che vivono la realtà quotidiana, parla di condizionamento psicologico. Per lui sarebbero riferiti non ad una realtà reale, bensì ad una realtà virtuale, “percepita”, come lui stesso la definisce. Come dire che tutti i cittadini abruzzesi sono un pò psicolabili». Farina si riferisce alle lunghe e poco dignitose file di attesa fuori dai Cup, ai pesanti tickets da pagare per una prestazione specialistica che a volte supera paradossalmente il costo della prestazione privata, ai mesi di attesa per poterla effettuare, al Pronto soccorso che scoppia dappertutto, ai ricoverati ed ai malati sistemati nei corridoi, alla cronica carenza di personale sanitario che attende sempre più faticosamente a tali servizi, ai lunghi viaggi della speranza di chi va a curarsi fuori regione perché in Abruzzo non trova assistenza adeguata. «E’ tutta una percezione?», si domanda Farina, che aggiunge: «Nell’enfasi della sua conferenza stampa, Chiodi ha avuto anche l’ardire di affermare che questa presunta ricomposizione della spesa, è andata ad implementare la medicina territoriale. Ma come, noi sindacato che tutti i giorni da circa 5 anni, cioè dall’inizio del suo mandato, ricordiamo a Chiodi che va migliorata la medicina territoriale contestualmente alla diminuzione di quella ospedaliera e non ci saremmo accorti che la sanità extra ospedaliera è stata realmente implementata e migliorata?»

 

Basterebbe o fare un giro nei Distretti per capire come e se funzionano o chiedere alle famiglie dei malati se le loro condizioni sono migliorate o peggiorate. «In realtà – conclude la Cisl Fp – abbiamo percepito solo che in questi anni la sanità è stata sempre gestita solo ed esclusivamente sull’emergenza del dato contabile del risanamento del bilancio. Questa è l’unica verità che può onestamente rivendicare Chiodi. In questi 5 anni non c’è traccia di un vero atto di programmazione e di riqualificazione della sanità abruzzese e se c’è stato è rimasto solo su carta senza aver avuto gambe per camminare. Sappiamo bene che il risanamento conta e costa, ma non può pesare tutto sui più deboli. Perciò sarebbe stato più corretto che Chiodi in conferenza stampa avesse detto: “scusate il disagio, stiamo lavorando per voi”. Sarebbe stato più vero e rispettoso della realtà – conclude Farina - e forse anche più apprezzato».

Però le contestazioni alle affermazioni trionfalistiche di Chiodi non sono targate solo Cisl Fp e arrivano anche da Casoli (Ch) con le dichiarazioni di Pierluigi Natale, primario chirurgo in pensione e membro del Comitato che ha difeso (inutilmente) il locale ospedale ormai chiuso. «Ho letto sui giornali che Chiodi si pavoneggia per aver effettuato altri risparmi sulla sanità abruzzese. Ma lo stato in cui è ridotta l’assistenza sanitaria nelle zone interne è un colabrodo con un elenco triste ed interminabile di casi di malasanità. Come quello registrato poco tempo fa: una donna di 72 anni, di una frazione di Lama dei Peligni, viene portata in ospedale a Lanciano per un ictus. Da qui viene trasferita a Pescara. Dopo una consulenza viene rimandata a Lanciano. Prima di arrivare qui la donna muore. E’ polemica di alcuni giorni fa sul fatto che la Regione vuole chiudere, oppure lo ha già fatto, il reparto per ictus a Lanciano. Allora la domanda è: si poteva salvare quella povera donna se il reparto fosse stato funzionante ? E’ giusto strombazzare ai quattro venti di aver effettuato dei risparmi quando poi si chiudono reparti importanti, si negano medicine e si riduce l’assistenza a domicilio? Siamo ormai al punto che la gente non vuole denunciare i fatti, perché ognuno piange i suoi morti e basta. Il commercialista Chiodi si vanta di aver risanato il bilancio (ma con i soldi degli Abruzzesi), ma non valuta minimamente quanti casi di malasanità si sono tramutati in altrettante morti. E le persone più soggette a queste conseguenze sono i meno abbienti, gli anziani, i pensionati, gli abitanti delle zone interne. Ecco: il Presidente Chiodi ha risanato il debito sanitario abruzzese in questo modo, con la qualifica di Commissario ad acta e sotto gli occhi di un Consiglio regionale e di una minoranza consiliare che hanno assistito, senza colpo ferire, a questa sistematica distruzione del Sistema Sanitario Regionale».

s. c.