SANITA'

«Ticket ingiusti sui farmaci antiepilettici. Chiodi sfugge al confronto»

Il consigliere Antonio Saia ha presentato un’interrogazione urgente e Chiodi

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Antonio Saia

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L’AQUILA. «Signor presidente perché la Regione fa pagare il ticket sui farmaci antiepilettici?», il consigliere Antonio Saia, chiede. Ma lui, il presidente Chiodi, non risponde.

Si parla dei farmaci a base di levetiracetam (keppra) e topiramato (topamax) usati per pazienti affetti da crisi epilettiche generate da gravi traumi al cervello, da tumori o emorragie. L’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) ha sconsigliato vivamente a tutte le Regioni di sostituire i farmaci originali con quelli generici (di solito meno costosi), ha invitato i medici di base ad apporre sulla ricetta la nota di non sostituibilità ed ha invitato le Regioni a non far pagare il ticket sulla medicina.
Ma la Regione Abruzzo con nota il 19 settembre 2012 ha chiesto alle farmacie di far pagare il ticket lo stesso.
Giorni fa il consigliere dei Comunisti italiani, Antonio Saia, ha presentato un’interrogazione sull’argomento. Saia ha chiesto se fosse giusto imporre la tassa e se in Abruzzo ci sono laboratori attrezzati per tenere sotto controllo l’epilessia.
«Nonostante il problema da me sollevato, con un’interrogazione urgente al question time, svoltasi il 2 ottobre», ha commentato amareggiato Antonio Saia, «il presidente Chiodi si sottrae al confronto, fugge dall’aula, non assumendo quindi responsabilità, ed affidando la risposta, scritta in perfetto burocratese, al vice presidente Castiglione, assolutamente ignaro del problema. Chiodi, in perfetta sintonia con il Governo dei banchieri, improvvisatosi assessore e commissario alla sanità, continua ad usare il ragionieristico sistema per risanare la sanità abruzzese, sovraccaricando di ticket iniqui, (e forse anche illegittimi), tutti i malati, a partire dai più gravi».