SANITA'

Villa Pini, Ivone: «clinica viva per l’impegno del Tribunale e di pochi altri»

Parla il curatore fallimentare

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3164

Giuseppina Ivone

Giuseppina Ivone

CHIETI. «Se dopo un crack assolutamente clamoroso e un’inevitabile dichiarazione di fallimento, la clinica è ancora in funzione, ciò si deve alla serena determinazione del tribunale, del giudice delegato, del comitato dei creditori e anche mia e dei miei collaboratori».

Giuseppina Ivone, avvocato e curatore fallimentare, parla dopo le faticose trattative per garantire una continuità di gestione alla clinica più famosa d’Abruzzo. Nei giorni scorsi l’era Petruzzi sembrava definitivamente archiviata, poi il colpo di scena quando fuori al piazzale della clinica erano già arrivati pure i tir per procedere con il trasloco. Alla fine l’accordo si è trovato ed è stata accordata una proroga di sei mesi per l’affitto.
Su come si sia riusciti ad ottenere questo risultato Ivone ha le idee chiare. «L’elenco che ho fatto potrebbe essere incompleto», continua Ivone, «ma i cittadini decideranno se e come allungare tale elenco. Non dimentico però l’importante collaborazione fornita dal Policlinico Abano terme, unica realtà imprenditoriale sino ad ora concretamente interessatasi al destino della clinica».
Il curatore fa notare come non solo quest’ultimo tentativo di vendita sia andato deserto, ma anche il precedente, e come la gara per l’affitto riscontrò l’interesse del solo Policlinico Abano terme. «Nessun imprenditore», continua Ivone con PrimaDaNoi.it, «neanche coloro che nel corso di questi anni hanno manifestato un loro interesse per l’acquisto della clinica, si è mai mostrato interessato all’affitto. Per questa ragione abbiamo ritenuto, d’intesa con il Policlinico, di prorogare l’affitto per il tempo necessario che il Consiglio di Stato decida se confermare o meno la sentenza del Tar Abruzzo che, annullando la delibera regionale sull’accreditamento della clinica, l’ha virtualmente condannata alla chiusura. Prima di tale momento, infatti, sarebbe arrischiato procedere ad una nuova vendita attesa la gravità di questa incertezza».
Sta di fatto che la procedura per arrivare alla firma ha conosciuto una serie di contraccolpi e sortite inaspettate fino all’ultimo quando a pochi minuti dalla scadenza del contratto c’è stata una firma che ha sconfessato la precedente volontà di mollare tutto.
«Il severo confronto con il Policlinico di Abano terme si è incentrato sulla proroga dettata dall’esigenza di non modificare nemmeno di una virgola le condizioni in essere», va avanti Ivone. «L’unica modificazione ha riguardato la proroga del termine. Ciò era essenziale ai fini del rispetto della legge fallimentare. Invece il negoziato si è concentrato su aspetti non relativi al contratto di affitto, ma al rapporto svoltosi in questi due anni tra curatela e Policlinico. E’ stata infatti opportunamente colta l’occasione di definire, in occasione della proroga del contratto, le pendenze relative al pregresso svolgimento del rapporto. Lo scopo, felicemente perseguito, è stato di consentire una gestione professionale della clinica senza costi per i creditori, tutelando al meglio i posti di lavoro e facendo definitiva chiarezza su alcune questioni sino a ieri irrisolte. Sono molto soddisfatta del nostro lavoro».

Il Policlinico Abano Terme di Petruzzi dunque rimarrà il punto di riferimento fino all’espletamento dell’asta di vendita, un fatto che ha rasserenato molti dipendenti di Villa Pini ma non tutti che vorrebbero prospettive e trattamenti migliori dimenticando che il rischio di perdere per sempre la struttura è stato più che concreto. Si tratta ora di mantenere gli attuali standard per poi sperare in un futuro che possa ospitare un imprenditore in grado di investire sapientemente per rilanciare a tutti gli effetti la clinica teatina.

 s.c.