SANITA'

Asl Teramo, il Prc chiede la sostituzione di Varrassi

Presentata interrogazione al Ministro della Salute

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Asl Teramo, il Prc chiede la sostituzione di Varrassi
TERAMO. Chiusura dell’ambulatorio della terapia dolore e dell’oncologia, riconferma del manager Giustino Varrassi, mancata stabilizzazione del personale.

Sono gli argomenti che hanno tenuto banco nella cocente estate della Asl di Teramo.
Il Prc, circolo di Teramo, ha chiesto la rimozione di Giustino Varrassi alla guida della Asl. E l’onorevole Tommaso Ginoble ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute Renato Balduzzi in merito alla sospensione delle attività di reparto di oncologia e dell’ambulatorio terapia del dolore.

«VARRASSI FUORI »
Un appello senza mezzi termini quello del Prc Teramo: «Varrassi va rimosso vista l’ attuale scellerata gestione della Asl».
Secondo il partito, il manager alla guida aziendale non ha risolto i problemi, anzi «ha promosso i vari medici militanti del centro-destra teramano, ha creato un forte disagio agli utenti per i parcheggi nell’area ospedaliera, ha promosso un medico con procedimenti giudiziari in corso (sempre del centro-destra) dopo che questi era stato riconosciuto colpevole dall’azienda per aver appannato il buon nome della stessa, ha chiuso temporaneamente reparti essenziali per le esigenze degli utenti (terapia del dolore ed oncologia), non ha risolto il problema delle liste di attesa, ed è stato sottoposto a giudizio per l’uso improprio dell’auto blu».
Lo scorso 29 agosto la Giunta regionale ha approvato la delibera che conferma Varrassi alla guida della Asl. La Giunta ha ratificato le valutazioni fatte dalla direzione amministrativa delle politiche sanitarie, in relazione all’attività svolta da Varrassi. Nella delibera, però, la Giunta ha attivato le procedure previste dalla legge per verificare se il manager, nel suo mandato, abbia violato gli obblighi contrattuali.

L’ INTERROGAZIONE
E c’è poi un altro aspetto che ha sollevato un polverone. Si tratta della chiusura, il 6 agosto scorso del reparto, senza alcun preavviso e senza alcun preavviso e senza fornire alcuna spiegazione, per un periodo di tre settimane, dell’attività dell’ambulatorio di “terapia del dolore” e dell’oncologia medica.
A causa di tale chiusura, i pazienti degenti sono stati ricoverati presso altre unità operative dello stesso ospedale, con interruzione della continuità di cura e il determinarsi di difficoltà a somministrare protocolli di complessa applicazione in un ambiente non specialistico.
L’onorevole Tommaso Ginoble ha interrogato il Ministro della Salute per chiedergli se fosse al corrente di quanto accaduto e se non ritenga opportuno e doveroso assumere iniziative tese a verificare se tale situazione sia causata da esigenze di razionalizzazione e contenimento della spesa.

STABILIZZIAMO IL PERSONALE ASL
La Cgil Teramo ha posto l’attenzione, infine, su un altro problema importante: la stabilizzazione del personale precario nella Asl.
«Mentre nel resto del territorio italiano», ha detto Monia Pecorale, «sono state intraprese azioni legislative finalizzate alla regolarizzazione, attraverso procedure concorsuali “ad hoc”, del personale in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, in questa Regione, lo sfortunato avvicendamento dei commissari (da Redigolo in avanti) ha impedito di prendere al volo lo spiraglio offerto dalla normativa che, in un lasso di tempo ben determinato prevedeva proprio i concorsi riservati».
Secondo Pecorale, «la Asl di Teramo ha, nel tempo, proposto più volte alla Direzione Regionale Sanità di dirimere positivamente la materia. Ma questa ha risposto negativamente adducendo l’impossibilità di dare corso alla procedura ad hoc in quanto la proposta dell’allora commissario Redigolo non aveva mai ricevuto l’approvazione dell’organo di Governo. Solo in seguito, il Decreto Commissariale n.44/2010 ha sbloccato parzialmente le assunzioni a tempo indeterminato e l’azienda teramana ha iniziato le procedure di mobilità propedeutiche allo svolgimento delle eventuali procedure concorsuali».

Alla Asl, ha ricordato Pecorale, «ci sono 12 infermieri “stabilizzabili” assunti a tempo determinato. Gli ulteriori profili professionali di “stabilizzabili” sono un ausiliario specializzato, dodici fisioterapisti, un’ostetrica , un tecnico di laboratorio, un collaboratore amministrativo e due collaboratori tecnici laureati in informatica per un totale di 43 unità. Gli organi regionali devono autorizzare nei limiti del 40% dei posti coperti con le procedure di mobilità l’indizione di concorsi riservati agli aventi i requisiti per la stabilizzazione. Il 31 dicembre prossimo è l’ultimo giorno utile per portare a conclusione».