SANITA'

Intersindacale sanitaria: «le regole per l’accreditamento valgono anche per i Vescovi»

I pazienti pagati dal sistema sanitario li decide l’Unità di valutazione medica

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Intersindacale sanitaria: «le regole per l’accreditamento valgono anche per i Vescovi»
ABRUZZO. «Le prestazioni per pazienti autistici o per ragazzi abusati non possono essere pagate dal sistema sanitario se questi pazienti non vengono prima valutati dalle Uvm regionali, appunto le unità di valutazione medica. Le regole sono regole, anche per i Vescovi».

Walter Palumbo, coordinatore dell’Intersindacale sanitaria, insorge alla notizia che la Regione sta studiando come rispondere alle sollecitazioni dei Vescovi che hanno chiesto l’accreditamento sanitario di alcune strutture che erogano questo tipo di assistenza.

«L’Intersindacale ha già segnalato a Chiodi, al sub commissario Zuccatelli, al Tavolo romano di monitoraggio questa forzatura che avviene in Abruzzo – continua Palumbo – il 7 luglio lo abbiamo pure scritto, ma non ci hanno risposto. Abbiamo segnalato infatti che queste problematiche vanno risolte con il riordino della rete residenziale e semiresidenziale che già era in itinere prima delle dimissioni del sub commissario Baraldi. Ora invece vediamo che alcune Asl – come quella di Chieti – pagano queste prestazioni in un modo che secondo noi è poco corretto, perché siamo di fronte a prestazioni non autorizzate dalle Uvm».

 Nella lettera del 7 luglio scorso l’Intersindacale citò proprio i casi del “Cireneo” di Ortona e L’Aquila, della “Madre Ester” di Scerne di Pineto e del “Piccolo principe” di Pescara, che sono presenti nella lettera dei Vescovi “raccomandati” a Chiodi – così si legge nel testo – in modo così autorevole «ed ora il timore è che gruppi di potere riescano a forzare le regole dell’accreditamento – conclude Palumbo – altro che spending review…Sicuramente – abbiamo scritto nella lettera - come operatori della sanità abruzzese, desideriamo che Chiodi  riesca a trovare una rapida e positiva soluzione per la gravità e le profonde compromissioni, anche di carattere umano, che coinvolgono i bambini abusati o affetti da autismo. Ma chiediamo maggiore indipendenza nei confronti di qualsiasi pressione che da qualsiasi parte provenga». Insomma nessuna scorciatoia o corsia preferenziale, ma l’applicazione delle norme vigenti, ampiamente usate in altre situazioni (vedi la dispersione dei pazienti del gruppo Villa Pini, spediti nelle Rsa del territorio dopo la valutazione dell’Uvm). In effetti alla lettera del 7 luglio erano state allegate due delibere della Asl di Chieti datate 14 febbraio e 4 giugno 2012 con le quali prima era stato pagato alla onlus “Il Cireneo” l’85% delle prestazioni 2011 e poi era stato liquidato il saldo completo “in assenza della certificazione dell’Uvm.”

 

Sebastiano Calella