SANITA'E TASSE

Chiodi:«non aumenteremo l’Irpef»

Ieri ancora una conferenza stampa per ripetere i conti della sanità

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Chiodi:«non aumenteremo l’Irpef»
ABRUZZO. Se ripetere le cose giova, Chiodi mette in pratica l’antico adagio ad anche ieri è tornato a ribadire che i conti della sanità sono a posto e che oggi la regione può vantare un avanzo di bilancio di 91mln.

Anche per questo «la Regione Abruzzo non si avvarrà della possibilità, stabilita dall'emendamento sulla spending review, approvato proprio ieri in Commissione Bilancio del Senato, che consente alle otto Regioni (commissariate o in Piano di rientro) con un debito da ripianare nella sanità, di aumentare l'addizionale Irpef anticipandone al 2013 il raddoppio rispetto al 2014»

«Infatti, - ha aggiunto Chiodi - noi stiamo procedendo in senso contrario poiché le tassazione intendiamo ridurla».
 A tal proposito, il presidente Chiodi si è detto pronto ad aprire una discussione in seno al Patto per lo Sviluppo ed insieme ai sindacati per individuare le modalità di riduzione della tassazione.
«Adesso - ha rimarcato Chiodi - siamo nelle condizioni di discutere di come ridurre le tasse ma quando abbiamo posto in essere tutte quelle azioni che lo rendono possibile , siamo stati lasciati soli. Da più parti c'era solo l'invito a spendere e basta».
 Sulla vicenda della fine del commissariamento, poi, il Presidente ha affermato che «finirà quando il Governo nazionale ed il sistema delle Regioni avranno acquisito la consapevolezza che l'Abruzzo può andare da solo per la sua strada anche se recentemente non sono stati dati segnali positivi. In particolare, il Governo non ha apprezzato alcune norme inserite nella Finanziaria regionale attraverso emendamenti approvati dal Consiglio che si pongono in contrasto con i Lea. Il Consiglio regionale dovrà abrogarle. Se non lo farà, ci penserà il Consiglio dei Ministri ma questo peserà come un macigno sulla fine in tempi rapidi del Commissariamento perché vorrà dire – ha concluso - che non saremo ancora maturi per camminare con le nostre gambe. Se l'Abruzzo non avesse attuato questo percorso severo, - ha contnuato - oggi si troverebbe come Calabria, Campania e Molise a dover incrementare le tasse, invece noi pensiamo a ridurle, non potrebbe assumere personale per sostituire i pensionamenti e avrebbe dovuto tagliare i posti letto per adeguarsi alle imposizioni governative. Questo significa solo che è finita la fase del risanamento ed ora comincia quella dello sviluppo. Ora - ha concluso Chiodi - il nostro impegno sarà quello di dare agli abruzzesi una sanità di qualità fatta di eccellenze mirando a ridurre la mobilità passiva e le liste d'attesa».