SANITA'

Scontro Venturoni-D’Alessandro sui debiti della sanità

Il nuovo sub commissario Zuccatelli annuncia il suo impegno sulla prevenzione

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Giuseppe Zuccatelli

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ABRUZZO. Sono ancora i numeri a tenere banco per la sanità abruzzese.

E non solo per la polemica tra maggioranza (Lanfranco Venturoni, già assessore alla Sanità) e opposizione (Camillo D’Alessandro, capogruppo Pd alla Regione) che si scontrano sulle responsabilità del buco che ha portato al commissariamento dell’Abruzzo. Sono infatti sempre i numeri – cioè l’andamento del bilancio - la causa che sembra aver portato alle dimissioni il neo sub commissario Ugo Zurlo, chiamato insieme a Giuseppe Zuccatelli ad affiancare il commissario Chiodi, dopo l’addio di Giovanna Baraldi. In pratica si è ripetuto un copione già visto, quando all’inizio del commissariamento furono nominati la Baraldi e Giancarlo Rossini, il quale però si dimise subito lasciando alla collega l’onere di provvedere sia agli aspetti economici e di bilancio della sanità abruzzese, sia a quelli più propriamente medici. 

Ora si dimette anche Zurlo, che era stato nominato in rappresentanza del Ministero dell’economia proprio per essere il braccio operativo del tavolo di monitoraggio, ancora alle prese con i meccanismi di attuazione del Piano di rientro dai debiti. Il che potrebbe essere interpretato in due modi: o un contrasto romano tra i ministri dell’Economia e della Salute o una difficoltà obiettiva a capire qualcosa sui conti e sui bilanci della sanità abruzzese. Infatti sono completamente diverse le interpretazioni di Venturoni e di D’Alessandro sullo stato di salute dei conti. L’ex assessore alla sanità affida la sua polemica ad una tabella che ripercorre il disastro dei bilanci sanitari dal 2006 al 2011, dove si parla di qualche centinaio di mln di deficit che progressivamente Chiodi ha fatto riassorbire fino al pareggio e ad un avanzo di esercizio. D’Alessandro risponde che il debito lasciato dalla Giunta Falconio era di 173 mln, mentre quando il centrosinistra ereditò la sanità dal centrodestra, trovò ben 2 miliardi e 63 mln di debito, frutto della politica di 5 assessori diversi per i 5 anni di governo. Le storie sulle cartolarizzazioni o sui budget gonfiati alle Case di cura private, i mancati controlli, i pagamenti a piè di lista sono tutti sotto i riflettori del processo di sanitopoli e non sembra il caso di tornarci: sarà infatti la magistratura a definire con certezza le responsabilità ed a scrivere la storia vera di chi ha massacrato i conti della sanità. 


COMMISSARIAMENTO SENZA COMMISSARIO

Quello che interessa oggi è la prospettiva del commissariamento della sanità, se cioè durerà a lungo o è destinato a concludersi in tempi brevi. Dall’incontro che il nuovo sub commissario Zuccatelli (che viene dall’Agenzia sanitaria nazionale) ha avuto con il personale dell’assessorato alla sanità, si è capito che forse a fine anno l’Abruzzo uscirà dal commissariamento, ma non dal Piano di rientro. In pratica si tratterà di un commissariamento senza commissario, in quanto il Ministero dell’economia vuole continuare ad avere la supervisione dei conti sia dell’Abruzzo che delle altre regioni che hanno rischiato il default in sanità. Novità positive invece sui programmi del sub commissario Zuccatelli, che è un Igienista e che per la prima volta ha parlato di necessità della prevenzione nell’assistenza sanitaria abruzzese, dove ha scoperto che i programmi di screening sono fermi da anni. Tra i primi suoi impegni ci saranno la riorganizzazione della rete di emergenza urgenza e il cosiddetto Piano della residenzialità, che Zuccatelli ha definito il piano della “fragilità.”
Sebastiano Calella