Chirurgia spinale, tecniche mininvasive per rispettare i tessuti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. Una nuovissima tecnica mininvasiva in grado di rispettare i tessuti muscolari, ossei e nervosi durante l'intervento chirurgico.

Ma anche migliorare l'elasticità della colonna vertebrale una volta sottoposta ad intervento di stabilizzazione (niente più viti e barre rigide per la stabilizzazione ma barre elastiche che consentono maggiore capacità di movimento) e, infine, una maggiore sinergia di lavoro tra ortopedici e neurochirughi, figure che, nella medicina del futuro, dovrebbero diventare quasi assimilabili nell'approccio chirurgico di tali patologie.

Sono queste le tre importanti novità di cui si parlerà nel secondo convegno di chirurgia spinale intitolato “L'alternativa alla fissazione rigida peduncolare nella patologia degenerativa lombare: indicazione e trattamento”, in programma per venerdì 18 e sabato 19 novembre presso il museo di Scienze biomediche di piazza Trento e Trieste.

Presidente e organizzatore del convegno è il dottor Ariberto Di Felice, ortopedico alla casa di cura Spatocco, fondatore e socio Acirmi (associazione chirurghi italiani del rachide mininvasiva) e delegato per Abruzzo e Molise Sicoop (società italiana chirurghi ortopedici ospedalità privata).

Nell'arco della due giorni saranno presenti alcuni tra i più importanti neurochirurghi e ortopedici nazionali e internazionali, tra cui il tedesco Martin Komp, il presidente incoming Sicoop Mario Sbardella, il radiologo universitario dell'ateneo aquilano Carlo Masciocchi, l'ortopedico vertebrale di Padova Daniele Fabris Monterumici, l'ortopedico romano Giuseppe Costanzo, il neurochirurgo primario alla Neuromed di Pozzilli Gualtiero Innocenzi, il neurochirurgo di Roma Pier Vittorio Nardi, l'ortopedico di Lucca Marco Ceccarelli, il neurochirurgo di Milano Francesco Costa, l'ortopedico del Rizzoli di Bologna Mario Di Silvestre, l'ortopedico di Marsiglia Jean Marie Gennari e l'ortopedico primario a Schio Massimo Balsano.

In particolare, sarà il dottor Komp (che opera a Herne, Colonia) a tenere nella mattinata di venerdì un workshop, con tanto di esercitazione pratica con simulatori, sull'innovativa tecnica endoscopica mininvasiva Richard Wolf del trattamento delle ernie discali. Si tratta di una tecnica abbastanza complicata ma che presenta notevoli vantaggi rispetto a quella tradizionale, soprattutto per il fatto che, essendo mininvasiva (prevede soltanto un piccolo taglio di meno di un centimetro) ed evitando di andare a rovinare in modo sensibile i tessuti nel corso dell'operazione chirurgica, permette fasi di recupero molto più veloci. In Italia questa tecnica è ancora abbastanza poco praticata, così come lo è l'altra tipologia chirurgica presentata nel corso del convegno in merito all'alternativa alla fissazione rigida peduncolare nella patologia degenerativa lombare.

 16/11/2011 13.50