Lo psicologo, «nonni, attenti ai figli Peter Pan»

Alessandro Biancardi

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2016

ABRUZZO. Nonni tutto fare. Vanno a scuola a riprendere i bimbi, li aiutano nei compiti, li consolano nelle piccole difficoltà di ogni giorno.

 

Attenti, però, a non strafare. «Prima che nonni», dice Antonio Vita, psicologo e psicoterapeuta, «si rimane genitori e, allora, niente vizi per i figli». E' il monito agli eterni bamboccioni, ai Peter Pan giacca e tailleur, che nella disponibilità dei nonni fanno affogare il dovere di essere mamma-e-papà. Il 2 ottobre, giornata degli Angeli Custodi, dal 2005 è dedicato anche alla Festa dei Nonni. Quale miglior assonanza di ruoli e interpreti. Antonio Vita ha scritto insieme alla moglie Domenica Daniele, ex maestra elementare, un vademecum ad hoc, pubblicato da Edizioni Psiconline nella collana 'Punti di Vista'. Il volume si chiama "Diventare nonni è un evento straordinario. Consigli e risposte per vivere al meglio il rapporto con i propri nipoti". Siamo andati a trovarlo, per parlare un po' di questo ponte affettivo tra generazioni, che coccola per sempre i ricordi di ognuno.

La prospettiva dei capelli grigi - «Credo che oggi più che mai la presenza dei nonni sia determinante per la società», dice Antonio Vita, «le coppie devono per forza lavorare in due per mandare avanti la famiglia. La presenza dei nonni aiuta ad adempiere serenamente a questo dovere. Ma c'è un limite che nessuno deve oltrepassare, per non rendere patologico il proprio intervento. E' il rispetto del nucleo familiare dei prorpi figli. Mai contraddire il loro metodo educativo, le direttive educazionali date ai piccoli. Magari confrontarsi con loro, però lontano dai bambini, che hanno bisogno, per una crescita serena e felice, di avere messaggi e atteggiamenti unidirezionali dagli adulti di riferimento, genitori e nonni in primo luogo».

QUANDO SI ESAGERA

«L'intervento deve essere in chiave collaborativa», continua l'esperto, «mai sostitutiva. Il resto lo dice la quotidianità». Innegabile resta il ritorno effettivo che i nonni regalano alla società. Una recente studio dell'Ires, Istituto di ricerche economiche e sociali della Cgil, dice che gli anziani contribuiscono per 18,3 miliardi di euro alla ricchezza del Paese, quel che fanno vale l'1,8 per cento del Pil italiano. Anche le coccole hanno un valore, stimato in oltre 1 milione e 300 mila euro l'anno. In Italia ci sono circa 6 milioni e 911 mila nonni. Di questi 963 mila non si prendono mai cura dei nipoti, mentre lo fanno in 5 milioni e 948 mila. Secondo le elaborazioni, l'impegno dei nonni può essere quantificato tra i 103 e i 194 milioni di ore ogni quattro settimane. Valore? Una cifra compresa tra gli oltre 560 mila euro e il milione, con un risparmio per le famiglie che viaggia tra i 495 mila e un milione 320 mila euro.

L'EVENTO STRAORDINARIO

«Con i nipoti i nonni cambiano esistenza», sorride Antonio Vita, «hanno l'occasione di sentirsi nuovamente utili, di tornare a fare i genitori, ma stavolta senza l'affanno di trovare un'affermazione professionale e raggiungere una certa tranquillità economica. Sono nonni e basta, dediti, così deve essere, alla formazione del carattere del piccolo, al suo sviluppo intellettivo e psicologico. Serenità, tenacia e amore sono gli atteggiamenti emotivi e comportamentali che devono caratterizzare la relazione con i piccoli». Nonni vitali, non c'è che dire, soprattutto quando nello studio dello psicoterapeuta approdano storie che fanno riflettere.

LA BIMBA DEL SILENZIO

«Ricordo sempre quando nel mio studio entrò una mamma», racconta Vita, «ben vestita, sicura di sé penso si trattasse di una donna in carriera. Con lei venne una piccola che soffriva di mutismo selettivo. Parlava solo con alcuni adulti. Affidava alla sua mamma i pensieri che voleva passarmi, sussurrandoli all'orecchio del genitore, tralasciando la possibilità di interloquire direttamente con me. Eppure sapevo che le ero simpatico. In quella situazione ricordo bene quanto fu positivo l'intervento dei nonni. Negli incontri seguenti furono loro a perseverare nella volontà di confronto, accompagnando la figlia e la nipote, perseverando su un sentiero che avrebbe portato alla soluzione del problema». I nonni collaborarono, un passo indietro ai protagonisti di quella storia ma motori indistruttibili di una macchina d'amore, che diede presto i suoi frutti. Il racconto dell'esperto con quest'ultimo dettaglio si ferma. Senti che dietro c'è quel richiamo iniziale che ha affidato al taccuino. Quel cuore che deve farsi duro, quando l'amore può diventare pericoloso alibi per una fuga dei figli dalle responsabilità dell'esser genitori.

02/10/2010 9.49