Mortalità infantile. Istat:«calo impensabile senza l’unità d’Italia»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4229

ROMA. Il calo della mortalita' infantile in Italia sarebbe stato impensabile senza l'unificazione.

Lo dice l'Istat che ha curato, in collaborazione con l'Unicef, un'analisi nell'Italia post-unitaria, presentata oggi in occasione del lancio della campagna Vogliamo Zero dell'agenzia Onu. Subito dopo l'unificazione, in Italia quasi un nato su due non raggiungeva il quinto anno di vita; e oggi la mortalita' sotto i 5 anni e' al 4 per mille.

«Se oggi l'Italia registra tassi di mortalita' sotto i 5 anni tra i piu' bassi del mondo lo si deve a politiche sanitarie nazionali promosse su tutto il territorio, che sarebbero state impensabili senza l'unificazione», si legge nel documento. Ovviamente tali progressi sono stati resi possibili anche dalla scienza e dalla medicina, oltreche' dai progressi nella lotta alla poverta' e nell'alfabetizzazione delle donne. Ma siccome ci sono una serie di analogie tra l'infanzia di quell'Italia povera e l'infanzia dimenticata dei Paesi in via di sviluppo, ne deriva che il 'modello Italia' potrebbe fare da esempio alla lotta alla mortalita' infantile nel resto del mondo. Nell'Italia post-unitaria infatti i bambini morivano per molte delle cause che ancora oggi uccidono nel mondo quasi 8 milioni di bambini in un anno; e alla fine dell'Ottocento i livelli di mortalita' in Italia prima del quinto compleanno erano superiori a quelli che oggi l'UNICEF registra in alcuni dei Paesi piu' poveri del mondo.

 In 140 anni di storia il tasso di mortalita' passa da circa 400 decessi sotto i cinque anni di vita ogni mille nati vivi, a quattro. Un calo progressivo che ha subito improvvisi arresti in corrispondenza, per esempio, delle due guerre, quando si registrarono altrettanti picchi di mortalita'. Ebbene, nel 2009 i tassi di mortalita' sotto i cinque anni di alcuni Paesi profondamente segnati da conflitti e instabilita' politica - come Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Afghanistan - coincidono con quelli che si registravano in Italia negli anni Venti del secolo scorso. In Italia, con il passare del tempo, non solo diminuisce la mortalita', ma scompaiono progressivamente le cause di malattie infettive ed emerge il peso delle malformazioni congenite. Oggi, l'Italia e' tra i Paesi con la mortalita' sotto i 5 anni piu' bassa, insieme a Svezia e Francia; molto meglio di Stati Uniti (8 per mille), che a loro volta hanno una situazione peggiore che a Cuba (6 per mille). Ma c'e' dell'altro: se infatti Svezia e Francia hanno impiegato rispettivamente 34 e 33 anni per vedere dimezzati i tassi da 200 a 100 per mille nati vivi, l'Italia ne ha impiegati 26.

«L'andamento della mortalita' in Italia - conclude il direttore Dipartimento statistiche sociali, Linda Laura Sabbadini - dimostra che e' possibile diminuirla e che, grazie ai progressi della medicina, questo puo' avvenire in maniera molto piu' rapida che nel passato. Basta investirci, basta volerlo».

29/09/2011 8.54