Osteoporosi, a rischio chi beve 6 caffè o fuma tanto

Alessandro Biancardi

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 AVEZZANO. I medici confermano: «la prevenzione è fondamentale».

 AVEZZANO. I medici confermano: «la prevenzione è fondamentale».

L’osteoporosi non è più una malattia al femminile, tipica della menopausa. Le cifre, relative degli ultimi anni, indicano con chiarezza che ormai è una patologia che colpisce anche l’uomo, sia pure, rispetto alle donne, in percentuale notevolmente ridotta.

Nella Marsica, negli ultimi tre anni, secondo l’attività degli ambulatori di Ortopedia dell’ospedale di Avezzano che si occupano specificamente di osteoporosi, almeno il 2% dei maschi marsicani sono stati interessati dalla malattia. I motivi? La cosiddetta familiarità (cioè il fatto che vi siano stati casi di osteoporosi nella cerchia familiare) e, aspetto noto a pochi,  determinate le abitudini di vita. Un esempio? L’eccessiva quantità di caffè al giorno: 6 tazzine, da sole o combinate con la storia familiare, costituiscono un fattore di rischio.

OCCHIO A FUMO E ALCOL

L’uomo  che, nell’arco di una giornata, fuma 20 o più sigarette, prende fino a 6 caffè al dì o, ancora, consuma oltre un litro di vino può sviluppare la malattia anche senza aver avuto casi di osteoporosi in famiglia. «Fumo e alcol», dice la dottoressa Claudia Di Nicola, responsabile dell’ambulatorio Ortopedia dedicato all’osteoporosi, «favoriscono i processi di distruzione anche delle cellule nuove di ricambio delle ossa e quindi le danneggiano progressivamente».

Le possibilità di essere colpiti dalla patologie, al di là delle abitudini di vita, sono dovute anche all’assunzione a scopo terapeutico di farmaci come il cortisone. Tuttavia, storicamente, l’osteoporosi si coniuga al femminile, perché nella stragrande maggioranza dei casi (40% a rischio fratture ossee) colpisce le donne.

Nell’anno corrente, nell’ambulatorio di Ortopedia dell’ospedale di Avezzano, per l’osteoporosi sono state effettuate circa 300 visite, 100 in più rispetto al 2010. «Questo dato», spiega Di Nicola,  «significa, da una parte, che le donne hanno una maggiore sensibilità e fanno prevenzione, recandosi di più dallo specialista; dall’altra che, nella Marsica, la malattia è in aumento. Il fenomeno è molto più ampio di quanto dicano i dati delle visite poiché ampia fetta di donne, in assenza di controlli, sottovalutano o non fanno la giusta attenzione a determinati sintomi».

«In senso più ampio, a livello europeo, basti pensare che, ogni ora, vi sono giorno circa 280 nuove fratture ossee dovute all’osteoporosi». «Il fatto incoraggiante», aggiunge la Di Nicola, «è che oggi le donne giovani, attorno ai 48 anni, che si sottopongono a controlli sono in numero maggiore e ciò dimostra una accresciuta attenzione sulle prevenzione. Quando invece la donna arriva in ambulatorio attorno ai  70 anni prosegue, è chiaro che i danni alle ossa sono ingenti e diventa difficile intervenire».

22/09/2011 15.00