Reparto "umano": visite ai degenti in reparto senza vincoli orari

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L’AQUILA. Visite ai degenti in reparto, senza limiti di orario, tutti i giorni, dalle 9.00 alle 20.

L’AQUILA. Visite ai degenti in reparto, senza limiti di orario, tutti i giorni, dalle 9.00 alle 20.

Poco meno di un anno fa, nell’Unità operativa di Ortopedia dell’ospedale San Salvatore di L’Aquila, diretta dal dr. Stefano Flamini, è stata avviata un’iniziativa a titolo sperimentale che ha dato risultati assai positivi. Parenti e familiari possono fare visita ai propri degenti, ricoverati nel presidio, a qualunque ora nell’arco temporale giornaliero di 11 ore: un’apertura ininterrotta per stare accanto ai proprio cari bisognosi di cure. L’iniziativa, che va nell’ottica della cosiddetta ‘umanizzazione’ della sanità, in 11 mesi di sperimentazione ha riscosso il crescente consenso della gente. L’obiettivo dell’ospedale ‘aperto’, come viene definita questa nuova concezione della sanità, richiede un nuovo modello organizzativo di lavoro dei reparti e, soprattutto, sensibilità e capacità da parte del personale. Naturalmente la possibilità di accedere agevolmente in reparto, durante le undici ore giornaliere, fanno leva sul senso di responsabilità di visitatori e pazienti e su alcune elementari norme di buon senso: non affollare le camere, non fare rumore, non ostacolare il lavoro del personale e, aspetto importante, rispettare la privacy.

Tutte ‘raccomandazioni’ che, dopo l’ampio periodo di prova, sembrano essere state recepite al meglio, a giudicare dall’esito dell’iniziativa e dal consenso manifestato dai visitatori.

«Fino ad oggi», dichiara il dottor Flamini, direttore di Ortopedia del San Salvatore, «si è registrato un alto gradimento da parte dei pazienti ricoverati e dei parenti e non sono stati segnalati disagi degli operatori nello svolgimento delle attività sanitarie. Questa nuova modalità di accesso dei familiari in Ortopedia», aggiunge Flamini, «rientra nell’ottica dell’ospedale ‘umanizzato’, la cui finalità è quella di garantire al paziente il rispetto della propria dignità e del proprio privato. Possibilità che passa attraverso la personalizzazione dell'assistenza (cioè dell’accesso agevolato e quindi della maggiore presenza dei familiari) e la continuità con il mondo esterno. Viene così ad essere ribaltata l’idea, ormai superata, dell’ospedale imperniato sulle esigenze degli operatori».

02/09/2011 14.42