Trapianto di cornea all'ospedale di Lanciano, recupera la vista nonnina di 91 anni

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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LANCIANO. Tornare a vedere, a 91 anni, è davvero un risultato straordinario che restituisce una condizione di vita accettabile a una paziente che si era già rassegnata alla cecità.

LANCIANO. Tornare a vedere, a 91 anni, è davvero un risultato straordinario che restituisce una condizione di vita accettabile a una paziente che si era già rassegnata alla cecità.

E’ accaduto a una nonnina residente in un paese del Medio Sangro, alla quale all’Oculistica dell’ospedale di Lanciano è stato praticato un trapianto di cornea, eseguito con ottimi risultati funzionali, tanto che al momento della dimissione l’anziana aveva già recuperato una buona autonomia nei movimenti.

«Mi avevano detto che tanto a quest’età non c’era niente da fare – ha commentato al momento di lasciare l’ospedale, accompagnata da un nipote –. Sono stata costretta a farmi assistere giorno e notte perché non vedevo più e da sola non potevo muovermi nemmeno dentro casa. Poi in paese mi hanno suggerito di farmi visitare a Lanciano, dove curano molte persone anziane, e ora non mi sembra vero poter vedere di nuovo».

Ma casi di persone molto avanti negli anni che trovano cure adeguate al “Renzetti” per problemi di tipo oculistico sono assai frequenti, come dimostra l’elevata casistica prodotta, che attesta al 6% il numero dei pazienti ultra novantenni curati presso l’unità operativa. Gli interventi riguardano per la maggior parte la cataratta complicata, vale a dire quelle forme aggravate dall’associazione con altre patologie oculari o invalidanti, come Alzheimer, Parkinson, postumi da ictus e malattie che, più in generale, non permettono una gestione semplice nel pre e post operatorio.

«E’ stata una scelta precisa – chiarisce il primario dell'Oculistica, Domenico Pellegrini - quella di garantire un’assistenza adeguata a pazienti particolarmente critici non solo per patologie oculari complesse, ma anche perché spesso presentano gravi handicap fisici o cerebrali, condizioni che non permettono di eseguire interventi di tipo ambulatoriale e necessitano, pertanto, di ricovero. Si tratta di una forma di assistenza importante, perché consente non solo una riabilitazione visiva a volte sorprendente, ma anche uno straordinario miglioramento della qualità della vita di queste persone, che recuperano una condizione di buona autonomia e di indipendenza da famigliari, badanti e servizi sociali».

«Questa scelta è perfettamente integrata nelle strategie aziendali – aggiunge il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro – che tendono a concentrare le attività per approdare a un livello di specializzazione da grandi numeri, così da offrire agli utenti una vera risposta di qualità».

 29/07/2011 14.06