Dal San Salvatore operazione laparoscopica in diretta tv

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Una nuova tecnologia per le operazioni chirurgiche laparoscopiche,  più sicura ed efficace, accenderà sull’ospedale S. Salvatore i riflettori della comunità medica nazionale.

L’AQUILA. Una nuova tecnologia per le operazioni chirurgiche laparoscopiche,  più sicura ed efficace, accenderà sull’ospedale S. Salvatore i riflettori della comunità medica nazionale.

Giovedì 14 Luglio, alle ore 8.00, un’équipe televisiva riprenderà, diffondendoli in tempo reale in numerose regioni italiane, interventi chirurgici in laparoscopia, compiuti col bisturi a ultrasuoni, moderna tecnica di intervento. Le operazioni chirurgiche saranno effettuate, all’interno del blocco operatorio del San Salvatore, da un’équipe di chirurghi italiani di grande professionalità, capeggiati dal prof. Gianfranco Amicucci, Direttore di Chirurgia Generale a direzione universitaria del San Salvatore di L’Aquila.

Le telecamere, mobilitate dalla Sice (Società italiana della chirurgia endoscopica/laparoscopica), collocate all’interno del blocco operatorio del San Salvatore, il 14 Luglio saranno collegate con analoghe postazioni tv di ospedali in numerose regioni italiane. Questo circuito televisivo trasmetterà in tempo reale le immagini dell’avanzata tecnica a ultrasuoni, nella quale il reparto, diretto dal prof. Amicucci ed il reparto ospedaliero di Chirurgia Generale, diretto dal Dott. Roberto Vicentini, sono all’avanguardia, praticandola ormai da tempo. Negli ultimi due anni all’Aquila sono stati effettuati, con la moderna tecnica a ultrasuoni, circa 2.000 interventi.

In cosa consiste il nuovo sistema?

«Attualmente», dichiara il prof. Amicucci, «negli interventi tradizionali di Laparoscopia (mininvasiva, perché fatta senza tagli ma solo con piccoli fori sull’addome), viene utilizzato il bisturi elettrico che presenta il rischio di diffondere il calore prodotto, necessario per il coagulo, sui tessuti circostanti, con possibilità di pericolosi effetti collaterali. Con la nuova, sofistica tecnologia a ultrasuoni, invece, si possono coagulare tessuti e tagliare vasi, evitando dispersioni di calore, riducendo di molto il rischio di emorragia, i tempi chirurgici e il dolore post operatorio. In sintesi, l’intervento è molto più sicuro per il paziente».

«L’intento», aggiunge, «è quello di far conoscere il nuovo sistema alle altre realtà sanitarie della Penisola, in modo da facilitarne l’adozione».

All’interno della sala operatoria, nel corso del collegamento televisivo, insieme con il prof. Amicucci e il Dott. Vicentini ci saranno, in rappresentanza delle diverse aree geografiche italiane, prestigiosi chirurghi della disciplina laparoscopica: Francesco Crafa (Palermo), Enrico Restini (Bari) e  Mario Martinotti (Cremona). 

12/07/2011 8.29